Tre canzoni tre.

Quella che importa è la prima. Ascoltandola, infatti, mi sono innamorato della Sarah Records.

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“Chitarre sorridenti, testi lunatici”, così un tizio in rete. Ottimo, qualcosa di lunatico ci vuole sempre, almeno per noi che della luna siamo i favoriti. Stessa cosa il sorriso, specie se attraversa una dolcissima trama di chitarre

“Gli Smiths in versione dopolavoristica?”, chiede monsieur Conteverde, al che io rispondo si e ancora si. Del resto il bello dei gruppi Sarah Records è il tratto incerto e sfumato tipico delle delizie in minore.

Sarah si ama come si ama la primavera, le cose semplici semplici e appena appena strane son quelle che ti fan camminare a cinque centimetri da terra. E comunque mica mi ricordavo di aver verniciato casa, né di aver comprato una camicia bianca…

Allora vi dirò: io quando son felice son pericoloso, rischio di passare col rosso, di andar dritto agli incroci

Poi anche nella normalità è meglio che stia attento. Svagato e distratto come sono, la testa rischia sempre di sbattere da qualche parte. Allora mi concentro, o almeno ci provo, occhio al muro Lulù, occhio allo scalino.

Poi, se ci si mettono anche i pensieri/non pensieri, apriti cielo! Fai conto un uccellino, oppure un gatto, fai conto l’ombra di chissà che. Tutte quelle cose “leggere e vaganti” che, se anche sei qui, il qui è comunque piuttosto ballerino. E allora, per non volare via, tocca zavorrarsi.

In più non ascolto, specie se qualcuno mi parla. Massimo due frasi e sono altrove. Però, ecco, dovrei, almeno in certi casi. Così ho sviluppato la capacità di capire ascoltando anche meno del dieci per cento di quello che mi viene detto. Poi ok, se parlano bambini, fanciulle e matti gentili, allora è un’altra cosa

E altra cosa ancora è “il dolce rumore della vita”, quando sei quasi addormentato e tutto scorre come una canzone. E’ bello perché è la realtà, ma è anche un sogno. Anche qui però, purtroppo o per fortuna, tocca zavorrarsi, mica vorrai stare sempre nella bolla!

Anche se io, nella bolla, di mio ci starei pure. Starei in questa canzone, tanto per dire. Hai presente quando l’energia corre? E noi siamo energia, no? Energia e basta. La sostanza è solo un sassolino che si infila nelle scarpe.

Senti il brano e pensi a una stazione radio che trasmette solo per te ed è come mollare gli ormeggi tra le scintille di luce delle chitarre. Io non vorrei dirlo, ma è una cazzo di apoteosi...

“Lulù?”

“Si?”

“Tra un po c’è un semaforo”

“E quindi?”

“E quindi se è rosso fermati”…

Trallallà...

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