Aoife Nessa Frances
Protector

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Voto:

Confesso d'aver lasciato a questo album tanto tempo per affascinarmi, quanto non ne ho concesso ad altri. Tempo concesso più alla sua autrice che non all'album stesso. Aoife McCarthy da Dublino, con quel suo nome che profuma tanto d'Irlanda, accreditata come cantante folk-pop. Il primo ascolto dell'album, di prima mattina e sotto la doccia, è spiazzante: nulla di ciò che m'aspettavo e che avevo letto di lei. Al terzo brano spengo, mi vesto ed esco di casa. Eppure non può essere così, semplicemente così. Musicalmente non ci può essere qualcosa d'irlandese che non meriti una seconda possibilità. È l'Irlanda, per la miseria, mica il Liechtenstein, con tutto il rispetto per il Liechtenstein e il loro sistema bancario. "Protector" è un album sofisticato, dove l'Irlanda scivola tra le righe , se non sei capace a coglierla. È un viaggio di Aoife lungo la costa occidentale, un'immmersione nella natura più selvaggia dell'isola. "Way to say goodbye" è un buon pezzo dal ritornello orecchiabile, un incontro con la pacata voce di Aoife, quasi un sussurro , splendida sulle note più basse. "Emptiness follows" è delicatamente strutturato su di un ritmo di bossa nova e si sviluppa su arpeggi cristallini. "Only child" è insospettabilmente semplice nel suo giro di accordi , con la voce di Aoife in primo piano, eppure l'atmosfera è estremamente evocativa, con quel suo crescendo di percussioni . Il finale è caratterizzato nuovamente da estemporanei arpeggi sul sottofondo d'archi e fiati , che rimandano con la mente alle onde dell'Atlantico che si infrangono contro le alte scogliere dell'ovest, nello strepitio di uccelli marini . "Chariot" è di nuovo deliziosamente orecchiabile, con una vena progressiva e mi ricorda qua e la' quella vaga commistione di America e Irlanda che anima "Running to stand still" degli U2. Prima di chiudere con le atmosfere di "Day out of time", c'è ancora spazio per "Soft Lines" che, se opportunamente riarrangiata, suonerebbe molto bene anche come pezzo rock.
Insomma, alla fine ho ascolto l'album tre volte, felice di non essermi arreso. Un po' come per i dipinti, per comprendere alcuni lavori occorre conoscere qualcosa in più della vita dei loro autori...

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