Copertina di Arch Enemy Rise Of The Tyrant
emanuele

• Voto:

Per appassionati di metal e melodic death metal,fan di arch enemy,critici musicali,ascoltatori alla ricerca di nuove recensioni,musicisti e tecnici interessati alle evoluzioni stilistiche
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Sarà per il mio approccio tipicamente da vecchio nei confronti della musica, fatto sta che, nonostante un po' tutti si dilettino a far passare questi Arch Enemy per geni, io non riesco ad intravedere nulla di buono nella band svedese.

Il gruppo si forma nel 1995 ad Halmstad in Svezia, dove comincia a farsi le ossa, proponendo una musica che con gli anni si allontanerà progressivamente dal death metal, per prendere tinte decisamente più melodiche, semplificando la proposta e rendendola accessibile ad un pubblico sempre più vasto: quest'evoluzione (involuzione) termina nel 2000, quando il già non ottimo screamer Axelsson viene sostituito dalla tanto bella quanto anonima Angela Gossow, una sorta di Barbie "incazzata nera", che con la sua immagine riesce a far alzare gli ascolti della band alle stelle, fino a farla diventare una delle più importanti e seguite all'interno del panorama del melodic death metal.

E' così che dopo "Wages Of Sin", "Anthems Of Rebellion" e "Doomsday Machine", gli Arch Enemy tornano nel 2007 con questo ultimo "Rise Of The Tyrant", che sinceramente fa registrare il punto più basso toccato nella carriera di questi cinque musicisti: delle undici tracce, dieci suonano di una piattezza disarmante, presentando non solo una grande quantità di melodie già ampliamente sfruttate da altre migliaia di gruppi, ma si nota anche una ulteriore semplificazione nella dinamiche delle canzoni, strutturate tutte in maniera simile e presentando il classico schema strofa ritornello assolo per più di un episodio.
Pessimo poi il tentativo di accaparrare una fetta di pubblico ancor più vasta con l'imbarazzante singolo di lancio "Revolution Begins", una base musicale adatta per lo più a gruppi come Evanescence o Lacuna Coil, che non ad una band death (per altro l'accostamento della base melodica con la voce in growl di Angela davvero stona).

In questa sconfinata valle di banalità giace poi uno strumentale di grande fascino, mi sto riferendo a "Intermezzo Libertè", che potrebbe far scordare un po' tutta la paccottiglia ascoltata sino a quel momento, non fosse poi che ci si ricade con delle cafonate come "Night Falls Fast" o "The Great Darkness".
Inutile starci a girare troppo intorno, se già col precedente "Doomsday Machine" gli Arch Enemy avevano mancato l'obiettivo, qui sembra che l'obiettivo i nostri non se lo siano neanche posto, e non bastano neanche una produzione di migliaia di euro alle spalle o un'ottima esecuzione (il duo Amott è da sempre sinonimo di grande tecnica) per nascondere evidenti pecche compositive e mancanza di idee.

Bocciati sotto ogni punto di vista... o quasi.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Rise Of The Tyrant' degli Arch Enemy come un album deludente e privo di originalità. Nonostante l'ottima tecnica musicale del duo Amott, le melodie risultano piatte e ripetitive. Il tentativo di ampliamento del pubblico con il singolo 'Revolution Begins' è considerato fuori luogo. Solo lo strumentale 'Intermezzo Libertè' riceve un giudizio parzialmente positivo. Nel complesso, la recensione boccia l'album per mancanza di idee e coerenza stilistica.

Tracce testi video

01   Blood on Your Hands (04:41)

Leggi il testo

02   The Last Enemy (04:16)

03   I Will Live Again (03:32)

04   In This Shallow Grave (04:54)

Leggi il testo

05   Revolution Begins (04:12)

Leggi il testo

06   Rise of the Tyrant (04:33)

07   The Day You Died (04:53)

08   Intermezzo Liberté (02:51)

09   Night Falls Fast (03:18)

10   The Great Darkness (04:47)

Arch Enemy

Arch Enemy è una band svedese di melodic death metal fondata nel 1995 dal chitarrista Michael Amott insieme al cantante Johan Liiva. Dal 2000 al 2014 la voce è stata Angela Gossow; dal 2014 è subentrata Alissa White-Gluz. Sono noti per le chitarre gemelle, l’alto tasso tecnico e album cardine della scena svedese.
08 Recensioni

Altre recensioni

Di  OzzyRotten

 Questo è un disco che non farà la storia, non rimarrà negli annali del Metal, è vero. Ma è anche un esempio di come il Metal non sia solo violenza cieca e fine a se stessa.

 L’assolo centrale di "The Last Enemy" fa venire una voglia matta di dimenare la testa.