Area
Crac!

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Voto:

La sperimentazione nel campo musicale è come una forma di estremismo, può portare grandi consensi o può definirti come "tecnico, ma fine a stesso". Indubbiamente non a tutti piace ascoltare attentamente ogni singola nota o passaggio, ma se non siete fra i tutti, se non li conoscete ancora, sarà Vs. dovere conoscere gli Area; ovvero:

Percussioni: Giulio Capiozzo
Piano elettrico/pianoforte/Clarinetto basso/Percussioni/ Sintetizzatore ARP: Patrizio Fariselli
Basso elettrico, contrabbasso, trombone: Ares Tavolazzi
Chitarra elettrica/Sintetizzatori EMS/Flauto: Giampaolo Ofani
Voce/Organo/Clavicembalo/Steel drums/Percussioni: Demetrio Stratos.

La prima cosa che colpisce la maggior parte degli ascoltatori è la voce di Stratos, capace di modulazioni varie, con liriche molto astratte sul tema "libertà non violenta" (è il 1975, vedi B.R.)

Ad un orecchio più attento invece si scopre la vera forza del gruppo, capace di controtempi tipici del jazz-fusion "alla" Cobham, Krupa, Pastorius ecc. ecc., ma senza che ci sia (come nei nomi sopracitati) un protagonista assoluto che fà quel che vuole, ed il gregge dietro ad inseguirlo; certamente cè il pezzo dove padroneggia il piano e quello dove domina il contrabasso, ma l'album nel complesso non nasconde nessuno degli elementi.

A mio personale parere questo non è il lavoro più riuscito, ma sicuramente è il più adatto per chi si avvicina per la prima volta al loro suono, che malgrado siano passati 30 anni dalla loro prima uscita, non vi suonerà come qualcosa di incredibilmente innovativo, ma SICURAMENTE non di "già sentito"
Per il download consiglio: - agli amanti del jazz-fusion "Nervi scoperti" e "Megalopoli";- a chi non può fare a meno di un grande cantante "Gioia e rivoluzione", "L'elefante Bianco" e "La mela di odessa", agli sperimentisti convinti "Area 5". Sicuramente un ottimo album da ascoltare in solitudine, per poterne carpire ogni stacco, sovrapposizione, passaggio.

Per concludere vi assicuro che: o non vi piaceranno, oppure rimarrete in rete per 2 giorni per avere la discografia completa, compresi i 2 album di samples vocali di Stratos (28 anni prima di Mike Patton con "Adult Theme For Voice")

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Ultimi Cinquanta commenti su OttantaSette

boys against forfora
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si, d'accordo anche io con Caz, nervi scoperti non la trovo cosi gratuita, a dire il vero è uno dei miei brani preferiti di Crac, quella cascata di note dissonanti è senz'altro esagerata ma in un brano che si chiama "nervi scoperti" ci sta alla grande. Dettaglio da persona pedante: è vero, gli Area sono uno dei gruppi più tecnici di sempre in Italia, però pur detestando il personaggio ammetto che Britti tecnicamente si mangia la pasta al sugo sulla testa di Tofani. Eneuccio, consiglio umilissimo, se puoi dacci un'ascoltata a Arbeit (mio preferito) e Maledetti (praticamente stesso livello), secondo me tutti e due superiori nettamente a Crac, anche se mi sa che cazz non è d'accordo...
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Eneathedevil
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Oh, Josie...
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Eneathedevil
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Eneathedevil
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...le cose lun... vabbè, ti mando un mp
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josi_
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Eneathedevil
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Ajejaccio, ti rimando alla mia repentina risposta a caz, che non avrai fatto in tempo a leggere, per il resto ascolterò Alberto al più presto, orpolina
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puntiniCAZpuntini
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Enea: che sia nato prima il titolo o la musica, il risultato finale non cambia, Nervi Scoperti rappresenta la nevrosi degli anni di piombo, e la rappresenta alla perfezione. è tecnica perchè non si poteva fare altrimenti. Per me il punto <<trasfigurazione nell'idea del genio musicale (=tecnicismo)>> Non ha senso. Tecnicismo è prendere la chitarra, aprire lo spartito di una qualsiasi composizione e riprodurla al triplo della velocità. Quello è tecnicismo, il resto no. Poi se leggi bene ho scritto che i Giri di do sono musicalmente fine a se stessi, perchè il loro fine è pratico e non musicale. /// Ajeje, per me il migliore è Maledetti, seguito da Harbeit & Caution Radiation Area a parimerito, e poi viene questo. Come scrivo nella recensione: <<<A mio personale parere questo non è il lavoro più riuscito, ma sicuramente è il più adatto per chi si avvicina per la prima volta al loro suono>>> A quanto si legge nei libretti dei Digipack-ristampa questo è il loro lavoro più strutturato e scritto con l'idea di fare un album, ma li preferisco anche io quando si riunivano in sala e suonavano, e quello che veniva fuori veniva fuori, in completa libertà davano il loro meglio.
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puntiniCAZpuntini
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L'angolo dello snob: Io conosco un coglione talmente snob che insiste nel dire che il loro miglior pezzo è "Caos".
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Eneathedevil
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"la musica fine a se stessa sono i "giri di do" che servono per imparare a suonare." Questo hai scritto, non fare il paraculo :D Comunque la precisazione che hai fatto mi sta bene,anzi la sposo tout court, solo che non puoi certo dire che si tratta di "musica fine a se stessa", dì magari, come poi hai voluto far intendere precisando, che è "musica buona solo per far muovere le dita", ecco, comunque dettagli, ti rispondo sul resto
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ajejebrazorf
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cazzy, ti piace caos? non sapevo :DD per me a volte bazzicavano Cage un po' troppo...io i loro esperimenti più estremi come Caos, o i dischi solisti di stratos, o ancora Evaporazione (corsa sulle scale, Capiozzo che si fa la barba fischiettando e "QUINDICI! Quindicesimo IL! Abbiamo...secolo perso) mi fanno sorridere ma non ci impazzisco. A minchiate Harold Budd però li batteva alla grande :D
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Eneathedevil
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Non concordo sulla definizione di tecnicismo, ma è una questione di definizioni che è inutile affrontare o ci perdermmo nella notte dei tempi, di certo sono stato molto ellittico nella frase che hai citato, e dopo averla scritta ho appunto pensato al fatto che avresti potuto equivocare. Scrivendo "trasfigurazione nell'idea del genio musicale (=tecnicismo)", non volevo affatto dire che la traduzione del genio nell'idea è tecnicismo, ben lungi dal farlo, ma che alla luce di quanto avevo appena detto solo e soltanto a proposito di questo pezzo degli AREA, la supposta (da me) trasfigurazione dell'esibizione nervosa al piano di Fariselli nell'idea del pezzo supporta la tesi secondo cui è nata prima l'esibizione e poi il titolo, da cui il mio punto di vista sul tecnicismo, o sul virtuosismo, chiamalo come vuoi, tanto so che l'idea ti è chiara. Se vieni a dirmi che la nevrosi è quella degli anni di piombo, il che è una indovinatissima interpretazione, hai più o meno ragione tu: c'è un'atmosfera di tensione che sarebbe l'idea (non è mica detto che l'idea debba per forza nascere dalla decisione di un titolo,certo), da cui sarebbe nata l'esibizione, come cosa potrebbe starci. Sta a vedere se la tua è una supposta giusta, mi ririmetto alla tua più profonda cultura in merito
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puntiniCAZpuntini
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Che la nevrosi sia quella degli anni di piombo non è una mia interpretazione, è proprio così, letto milioni di volte da giornalisti e dal gruppo stesso. Gli Area erano politicamente attivi dai capelli ai calzini, le falci ed i martelli si sprecano nelle loro copertine, inizio e fine concerto con pugno alzato, concerti nel bel mezzo di comizi politici ecc ecc. Nella metà dei 70, apparve su di un giornale una foto che raffigurava un covo delle Brigate Rosse appena scoperto dalla polizia, su di un tavolo si trovavano fucili, pistole... ed un disco degli Area. Patrizio narra che secondo lui ce lo hanno messo apposta i giornalisti od i poliziotti, ma rimane il fatto che per dare l'idea del covo delle BR, hanno usato Fucili pistole ed un disco degli Area. Non si sta parlando di Fighetti, questi erano più incazzati di tutti i cazzo di gruppetti di bimbo-punk e young-hardcore di washington sommati assieme ed elevati al cubo. Non a caso il titolo dell'album "1978: gli Dei se ne vanno, gli Arrabbiati restano!". Loro erano davvero molto ma molto incazzosi, ma molto. Nel prossimo post ti copio incollo la recensione di un povero stronzo fatta su Crac! in sò che giornale, e nel prossimo ancora, ti posto la risposta di Stratos a quel povero stronzo.
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puntiniCAZpuntini
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IL POVERO STRONZO SCRISSE: "Crac!" la recensione di Riccardo Bertoncelli
Spinti dalla «voglia di comunicare» e forse consci della paranoia cui erano giunti con il secondo disco, gli Area ci offrono un'opera più tranquilla, serena, festosa, delle precedenti, accoppiando alla «rivoluzione» che occhieggiava tra le pagine del passato una «gioia» che fondamentalmente è divertimento con il suono. Compromesso? Non di certo, anche scavando a fondo nei significati. La consapevolezza non scende mai a patti, i testi non la smettono mai di insinuare e di porre dubbi, lo stile muta nelle virgole del modus senza sbriciolar la sostanza: «il mio mitra è un contrabbasso / che ti sputa sulla taccia», cantano le parole a un certo punto, ed è il fedele riassunto dell'esperienza Area, la voglia di far qualcosa per i tempi con gli strumenti a disposizione. Oltre agli orgogliosi pronunciamenti, comunque, la stoffa della musica continua a presentare smagliature. Il vecchio problema della «vocalità» non è stato risolto, Demetrio Stratos continua a inseguir singulti e libertà oppresso da rigide strutture: e la musica stessa presenta inciampi e aree di dubbio, costretta a scivolare tra immagini audacissime e piccoli schemi di pop di retroguardia.
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puntiniCAZpuntini
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IL POVERO STRONZO CONTINUA: Come superare l'errore? Forse bisognerebbe lasciarsi andare all'ispirazione più cinica, forse bisognerebbe dar ragione al pianismo ostico e affascinante di Nervi Scoperti o alle andature misteriose di Megalopoli: rendendo al contempo più elastica la materia, spezzando l'ossessione dei ritmi, colorando il timbro con un saxofono che toglierebbe molti pesi dalle spalle di Fariselli e farebbe chiacchierare meno il sintetizzatore di Tofani. Resta comunque la mano felice di molti strumenti, la voglia di bruciarsi la pelle con significati poco consumabili e molto interessanti: anche se in fondo a tutto Area 5, un «gesto musicale» di Hildago e Marchetti, che dovrebbe costituire il nocciolo di questa presa di coscienza, fallisce clamorosamente nella noia e nell'isteria. I brani migliori sono quelli già citati, con l'ombra malefica di un certo Cecil Taylor e l'urlo sincopato della Mahavishnu Orchestra: Implosion sta un gradino sotto, per un certo impaccio dei temi spiegati, come l'iniziale Elefante Bianco, che abusa di «segnali acustici» mediorientali. Gioia e Rivoluzione scherza col testo agrodolce, misurando per la prima volta la «bellezza» della ballad chitarristica: e La Mela di Odessa chiude in gloria la situazione, sorridendo su un facile tema musicale con un apologo malizioso, pieno di sottintesi e di frammenti culturali siglati 1920.
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puntiniCAZpuntini
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DEMETRIO RISPONDE: Caro Bertoncelli, collezionista di dischi o Infermiere del Pop? fai tu. La mia non è solo una risposta alla tua recensione su "Crac!" ma una didascalia sul piano tecnico-musicale concettuale, politico, per recuperarti, anche solo per un attimo, dalla tua narcolessia musikale. Vediamo punto per punto:
1. Dove citi «il mio mitra è un contrabbasso che ti sputa sulla faccia» errore! noi non sputiamo in faccia alla gente come faceva il tuo amico Zappa, spariamo.
2. «Demetrio Stratos continua a inseguire singulti e libertà oppresso da rigide strutture».
a). Ciò che tu chiami singulti sono trilli armonici con vibrato e cambiamento di timbro con passaggi di 4.a, 5.a, 7.a sulla fondamentale, giocati a volte in scala cromatica.
b). In quanto a inseguire la libertà ti comunico che io l'ho raggiunta da un pezzo (basta prendersi il disturbo di ascoltare attentamente e non, il disco per rendersene conto) e del resto la voce è sempre in rapporto dialettico con gli altri strumenti ed è frutto di un preciso progetto iniziale di gruppo (sono queste le tue rigide strutture?).
3. Ci rimproveri «l'ossessione dei ritmi»: ma qui non ci intendiamo sulla terminologia; per noi l'ossessione è quella corrente dei 4/4 che gli Area hanno ampiamente scavalcato, arrivando al limite di rottura dell'elasticità ritmica con gli 11/16 e i 33/16, ritmi pluri-composti sconosciuti alla tua esterofilia musicale.
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puntiniCAZpuntini
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DEMETRIO CONTINUA: 4. Ci consigli di «calcare il timbro con un saxofono (piccolo peccato di esterofilia!) che toglierebbe molti pesi dalle spalle di Fariselli e farebbe chiacchierare meno il sintetizzatore di Tofani». L estetismo musicale (v. colorare il timbro con un saxofono) è stato superato. La logorrea estetica del Musicista singolo che toglie il peso a un altro non ci interessa. In quanto ai sintetizzatore di Tofani, che a tuo parere dovrebbe chiacchierare meno, ma se è stato usato solo una volta! (v. introduzione di Implosion).
Vedi che a chiacchierare è il sintetizzatore (ARP) di Fariselli, e bene anche.
5. A proposito di Area 5 che «fallisce» clamorosamente nella noia e nell'isteria non vale neppure la pena di discutere, vista la tua presunzione nel voler giudicare due musicisti del calibro di Hildago e Marchetti.6. «L'ombra malefica di Cecil Taylor» a me sembra offuscata da Condon Nancarrow. Forse manca alla tua collezione di dischi?
7. «L'urlo sincopato della Mahavishnu»: se per te usare la stessa marca di strumenti e avere la stessa padronanza tecnica significa identità di «urlo sincopato», ti posso dire che questi elementi non bastano, visto che variano il linguaggio, la cultura e la struttura di base. Magari sei anche d'accordo.
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puntiniCAZpuntini
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DEMETRIO CONCLUDE: 8. Rimproveri Elefante Bianco dicendo che «abusa di segnali acustici mediorientali». A parte l'evidente confusione geografica, qui non si abusa un cazzo, visto che i suddetti «segnali acustici» mi appartengono per diritto e di tradizione e di cultura, e automaticamente appartengono agli Area, visto che svolgiamo un lavoro di gruppo. Noi!
In questa recensione di "Crac!" accusi di paranoia il nostro secondo disco, ma non è da confondersi la succitata paranoia con la nostra reale incazzatura sfociante in provocazione. Gli Area si ispirano dalla realtà: in Caution c'erano i riflessi della bomba di Brescia e l'ombra di Ulrike Meinhof, in "Crac!" c'è la dimensione della gioia e della rivoluzione con la Grecia, il Portogallo e il Vietnam liberati. Questo è il nostro mondo, «ma forse per te il mondo è ancora piatto» (Odessa 1920). //////// Finito. Agli annali non risulta nessuna replica del povero stronzo, forse ha capito di essere un povero stronzo, ed ha iniziato e si è dato ai Sex Pistols :D
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Eneathedevil
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"gli Area ci offrono un'opera più tranquilla, serena, festosa, delle precedenti, accoppiando alla «rivoluzione» che occhieggiava tra le pagine del passato una «gioia» che fondamentalmente è divertimento con il suono." e risposta "In "Crac!" c'è la dimensione della gioia e della rivoluzione con la Grecia, il Portogallo e il Vietnam liberati. Questo è il nostro mondo, «ma forse per te il mondo è ancora piatto»" secondo me danno già delucidazioni sufficienti sulla povertà mentale dello stronzo :D Interessantissimo davvero tutto, cazzy, complimentoni e baci sulle chiappe (spero pochi peletti). Certamente sapevo dell'inquadramento socio-cultural-politico un po' extreme dei suddetti, ma queste informazioni che hai dato sono state ancorpiù preziose. Avvalorano abbastanza la tua tesi: dico "abbastanza" perchè avrei voluto veder scritto una frase di Stratos con cui affermava che i "Nervi scoperti" erano quelli della nevrosi delle guerre di liberazione degli anni '70; è ovvio che il contesto del disco e degli Area è quello che hai riportato tu (o meglio, ha riportato Demetrio, appunto), ma può darsi che a questi nervi, a questo pezzo non supportato dalla voce, si sia data un'interpretazione non per forza politica; certamente alla luce di quanto detto è un'ipotesi più remota, ma credo fattibile. Se hai elementi a proposito dimmi, comunque l'interpretazione è dotta e corretta e ci sta, poi è solo una questione di gusti, che ahinoi, rimangono personali :)
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josi_
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"Questo è un fa diesis", notò Pierino. <-- Enea questa è per te (vedi Forum)
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ajejebrazorf
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bella caz, era da tant che non la leggevo, l'avevo letta se non sbaglio su una sorta di enciclopedia del progressive italiano in due parti. Anche tu come Guccini malmeni il Bertoncelli?:D Devo dire che Stratos aveva un atteggiamento abbastanza supponente: qui tratta Bertoncelli come uno sprovveduto, d'accordo le precisazioni ma trattarlo come uno che non capisce un cazzo, è un po' esagerato, se è vero che è stato lui a far conoscere Zappa-Buckley-Wyatt in italia. Poi sarò un povero stronzo pure io, però in effetti Megalopoli e Nevi scoperti sono i brani che preferisco anche io, mentre non mi è mai piaciuta "gioia e rivoluzione" (il pop di retroguardia di cui parla). Poi il discorso "rabbia" è un altro discorso, tu getti sempre l'esca del punk caro, io potrei dire che i dischi dei Birthday Party che prendono parecchio dal punk ad esempio hanno un suono da levare la pelle per la ferocia che ci mettono, e forse ci riescono meglio di Capiozzo and friends, ma sono divagazioni...
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puntiniCAZpuntini
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Di Nervi Scoperti ne parlano sul libricino della Ristampa di Crac! mi pare, o forse è nella biografia del sito di Patrizio, non ricordo. Il libricino di Crac! ce l'ho a casa, forse un giorno, quando mi connetterò da casa e se me ne ricorderò lo scannerizzo e lo metto on line. Però il sito di Patrizio è Linkato nello spazio apposito sotto la recensione, puoi fare un giro lì volendo, ci sono un sacco di aneddoti divertenti delle loro varie scorribande. Avrai notato che mandavano a cagare con molta facilità anche "guru" come Bertoncelli (che è sì un povero stronzo, però rimane un "guru" dell'italia musicale), perciò figurati cosa dicevano e facevano con i giornalisti "minori" :D. Comunque, a parte le stronzate che spara sulla musica tecnico/strumentale, Bertoncelli su DeAndrè e Bob Dylan ha scritto bellissime cose, è un po' come te sui gusti, il cantautore lo fa (faceva? è ancora vivo il Ricky?) impazzire.
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ajejebrazorf
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ah ecco, mi pareva:D be' se adorava il trittico Zappa/wyatt/buckley, non si parla di uno che odiasse i musicisti tecnici
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puntiniCAZpuntini
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Ajeje, quelle due sono anche le mie preferite, quella risposta di Stratos è meravigliosa appunto che è diretta a Bertoncelli. Fosse diretta all'ultimo stronzo arrivato alla redazione di Tutto, non mi sarebbe piaciuta perchè colma di catteveria verso chi non può replicare. Invece cazzo, Ricky Bertoncelli, mica cazzi, e lo tratta come l'ultimo stronzo arrivato... tutto questo è bellissimo, Motherfuckertothemax, lezioni di vita ispirate alla filosofia del: "ho scoperto cosa fare nella vita... rompere i coglioni", oppure la migliore: "Vivi e Da Fastidio".
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puntiniCAZpuntini
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Ma infatti non ho detto che li odia, ho detto che spara stronzate. Porca puttana secondo lui tutto quello venuto fuori dopo il 72 è derivativo qua e la, "si hanno di certo ascoltato questo e quello"... inutile sù, troppo uguale giù... ed invece i Cantautori van sempre bene. Quello mi fa incazzare, se è derivativa la strumentale sono derivativi anche i cantautori. è quasi coglione quanto Scaruffi, quasi eh.
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puntiniCAZpuntini
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Ah Ajeje, magari tu lo sai: è Ancora vivo Ricky? Un bel po' di anni fa lessi una sua lettera d'amore a Ligabue e dal giorno, dopo averlo etichettato come povero stronzo, non ho più saputo nulla di lui.
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Eneathedevil
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Benissimo, cazzy, cercherò di certo, e mi rimetto ai Gentle Giant per sconfinare un po' in terra straniera. Sulla questione dei critici manco a parlarne, ne odio il 90% circa in circolazione, troppo inarrivabili nella loro presunzione e disinformati su ciò che vogliono criticare negativamente: si dovrebbe imparare ad avere una cultura non solo in quello che piace, ma anche nel resto delle cose, in modo poi da avere argomentazioni coi controcazzi per dire la propria. Così riguardo a Bertoncelli, così riguardo a Salvatori (le sue inesattezze disseminate on line e su carta stampata sono innumerevoli): poi ieri ho pure scoperto che un Fabretti qualunque di Ondarock, uno che si fregia di saperne di musica mi copia le recensioni, beh, questo la dice lunga sull'attendibilità delle fonti e la cura nello sceglierle tipiche dei critici :D
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ajejebrazorf
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ma sai, a me Bertoncelli tanti anni fa stava un po' sulle balle perchè stroncò il mio album preferito di Guccini ( e si beccò la celeberrima menzione d'onore nell'avvelenata "Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni, voi che siete capaci fate bene ad aver le tasche piene e non solo i coglioni...Che cosa posso dirvi? Andate e fate,
tanto ci sarà sempre, lo sape-te, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncell o un prete a sparare cazzate !"), però secondo è anche un tipo molto sportivo, a me stette simpatico quando lessi che una volta chiaritosi con Guccini, il cantautore gli disse che avrebbe tolto la frase dalla canzone e Bertoncelli disse di lasciarla invariata (e come critico era già il più famoso in italia). Insomma, magari per dire che non rispose a Stratos non perchè non avesse argomenti, ma semplicemente perchè non gli interessava "vincere". Poi se mi chiedi perchè son partito con questa arringa pro-bertoncelli non so neppure io perchè l'ho scritta...
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ajejebrazorf
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vivo e vegeto, certo che l'età è impietosa con tutti, che a difendere Ligabue si dev'essere davvero rimbambito...secondo me è il giro che frequenta, leggevo spesso qualcosa di suo su Musica, allegato di Repubblica che è diretto dal critico che mi piace meno in assoluto, Gino Castaldo. Sul discorso del derivativo siamo d'accordissimo, tutto e derivativo (ah, le teorie di bangs quanto sono vere, prima o poi rimetto quella sua nella scheda) e mi sa che è la prima cosa che ci siamo detti quando ti ho incrociato la prima volta su Deb sulla tua di Maledetti. Enè, sono curioso, che ti ha plagiato il Fabretti?
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puntiniCAZpuntini
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Concordo con te: credo che non abbia mai risposto sia perchè alla fine l'80% degli argomenti di Demetrio sono incentrati su cose che riguardano lui ed i suoi amici, quindi non è che Bertoncelli poteva dire "non è vero" perchè non c'era, al massimo Demetrio poteva essere sputtanato da Giulio o Patrizio. E sia perchè, anche sul restante 20%, ovvero i vari "forse manca alla tua collezione?" e "ti posso dire che questi elementi non bastano, visto che variano il linguaggio, la cultura e la struttura di base. Magari sei anche d'accordo.", essendo uno che nell'ambiente musicale era domiciliato da tempo, sapeva benissimo che si stava mettendo contro un'enorme rompicoglioni di caratura galattica come Demetrio, e la cosa si sarebbe trascinata per anni fra citazioni nei concerti, nelle interviste, nelle canzoni... una bella rottura di balle. Sarebbe finito tutto in una gara di sputi, e Bertoncelli aveva una reputazione signorile da difendere, al contrario di Demetrio, che era amato appunto perchè Enorme rompicazzo, perciò più Demetrio sputava più i suoi fans-coglioni-come-me lo avrebbero osannato, mentre se lo faceva Ricky, i suoi Fans incravattati avrebbero risposto dando del bambino a Ricky. è stato molto saggio da parte di Ricky lasciar perdere.
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ajejebrazorf
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Tò, guarda questa, la metto chè è bellina:"dall'articolo "La vera storia dell'Avvelenata" di Riccardo Bertoncelli (1998)///

"Questa è la più bella, e giuro che è autentica. Sono più di vent'anni fa, io devo partire militare e aspetto la cartolina da un giorno all'altro. Sono curioso e anche vagamente terrorizzato di finire in qualche buco sperduto d'Italia (ci finirò). Un mattino, finalmente, il postino suona alla porta per la fatidica chiamata. Gli apro, capisco al volo e allungo la mano rassegnato, come a dire «su, dai, qua la roba, facciamola finita subito». Eh no, troppo facile. Lui mi squadra, si rigira la cartolina fra le mani, mi squadra ancora e poi mi ficca addosso lo sguardo più curioso che ha. «Scusi eh, scusi se mi permetto... Ma lei è quel Bertoncelli che... quello della canzone, come si chiama, quella canzone di Guccini che ho sentito anche ieri alla radio». Io ho i nervi in fiamme e la salivazione azzerata e con un soffio di voce, ma forse è un rantolo, gli rispondo «sì, sono io, sono io», così la smette e molla 'sto czzz di avviso. Macché. Lui prende la cartolina, la posa sul mucchio della posta e con le braccia conserte, tutto cinguettante, mi fa: «Ma dai, ma veramente? Perché sa, io sono un patito del Guccini, ci ho tutti i suoi dischi, tutti eh, anche quello con La Genesi, come si chiama, che mi piace tanto, come si chiama quel disco?» «Si chiama Opera buffa», sussurro io esanime, adesso me la da la cartolina? «Ma allora lei conoscerà il Guccini, se l'ha citata nella canzone lei lo conosce di certo... E com'è il Guccini dal vero, eh, com'è?» Andò avanti così dieci minuti, io ero da unità coronarica mobile e lui impassibile mi citava quelle canzoni «troppo forti, quella dell'isola sconosciuta, là, no anzi, l'isola non trovata. Troppo forte»: e solo alla fine di quel tormento, dopo dieci minuti da fachiro o giù di lì, mi allungò quel czzz di cartolina staffilandomi un ultimo «ma guarda un po', chi l'avrebbe mai detto. Mi saluti il Guccini se lo vede», e io lessi Macomer, Sardegna, uauh, e poi non ricordo più molto, devo essere svenuto. Nel mio deliquio mi parve di sentire la voce del Guccini: ma non cantava, no, rideva solo, faceva «Ah ah ah»."
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puntiniCAZpuntini
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Bella davvero! Soprattutto la destinazione... povero Ricky. Vabèh dai un po' se l'è meritato :D
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Eneathedevil
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Leggiti le mie tre su Dalla, ajeje, e poi confronta con la bio-discografia di Dalla uscita qualche settimana fa su ondarock. E' un crescendo di scopiazzment di mie citazioni da "Il giorno..." a "Automobili". Pure i voti scimmiotta
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puntiniCAZpuntini
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Ondarock è una parodia, o per dirlo con finezza, una matassa di merda in html.
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strawberryNgarlic
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che dire della voce di Strtos???era in grado di fare cose inumane con la sua voce
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Antonino91
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gioia e rivoluzione è bellissima :)...in generale tutto l'album mi gusta molto...anche se però preferisco il primo che secondo me è più diretto e eclettico
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Zarathustra
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Recensione perfetta. Corro ad ascoltarlo.
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stargazer
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anche se mi stai sul caz, la rece è ottima (non come la mia di Arbeit), l'album altrettanto
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dEDOLUZ
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stupendo, ma gli preferisco quell'atmosfera più "jazzata" di Arbeit. comunque 5 pieno.
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Gavino
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Ragazzi sul mio blog www.codicenuragico.com potete ascoltare un intervista audio a Demetrio Stratos.Realizzata nel 1978 a Firenze dopo un concerto degli Area.Sono passati 30 anni ma le cose di cui parla Demetrio sono di un attualità incredibile. Ho impiegato un po di tempo per il restauro della vecchia cassetta C90,ma il lavoro ne è valso la pena.Per tutti gli amanti di Demetrio Statos.Ciao dalla terra dei Nuraghi.
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fenni
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ArnoldLayne
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CON IL SUONOOOOO DELLE DITAAAA SI COMBAATTE UNA BAATTAGLIAA
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Bartleboom
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Mamma mia.. sta recensione è eterna! Quasi cinque anni di commenti!
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Anonimo
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Musica e personaggi straordinari, fuori dal tempo ..... troppo avanti .... troppo. Grazie Area grazie Demetrio
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andre86
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Gli Area con Stratos sono sperimentazione allo stato puro... fantastici...
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Ghiro
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perfetto... cd e rece, arriverà l'era in cui si farà musica del genere...
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DAVIDE D
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ho ascoltato diversi vinile degli Area (di mio padre), ma questo è l'unico che apprezzo dall'inizio alla fine (infatti mi sono fatto il cd). Credo che nella loro grande innovazione siano purtroppo caduti in quello che è il cancro di ogni rivoluzione culturale: l'anticonformismo forzato. E allora spesso in molti altri dischi si sono trovati a fare cose non troppo proponibili, rovinando peraltro serie di bellissimi brani. Questo Crac! però è bello tutto
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blechtrommel
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Il primo che ho preso degli Area, ci sono particolarmente affezionato. Questi quattro signori erano tutt'altro che normali, fortunatamente. Recensione storica:D
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Rocky Marciano
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ennesimo capolavoro di questa band immensa!
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pippo 70
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Ottima recensione per un altrettanto ottimo album. Mi piace ogni singolo brano del disco, con una particolare predilezione per "la mela di Odessa", uno dei brani più conosciuti e rappresentativi del gruppo.
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darkestwater
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probabilmente proprio gli Area preferiti stanno qui. Intendo il disco preferito degli Area classici, certo mi mancano ancora tutti i dischi dopo il '78 per farmi un'idea completa.
Questo forse anche perché è il disco che non nasconde affatto il loro lato Pop / melodico (sempre esistito in ogni disco tra l'altro come faceva notare Stratos), poi più in generale il lavoro più multiforme, completo, per tutti i gusti. Il white album degli Area insomma eheheh.
Gran bella recensione, mi è subito partita la voglia di riascoltarli.
Con loro l'unico difetto che ho sempre trovato è un triste, accorato... Durati e durano troppo poco.
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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