Copertina di Arhythmia Time No Coming Back
Sheep

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Per appassionati di metal e groove metal, fan delle band anni '90, ascoltatori interessati a sonorità heavy con sperimentazioni elettroniche
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LA RECENSIONE

Dopo aver trascorso buona parte dell’autunno a suonare in Europa assieme ai Biohazard, i sardi Arhythmia giungono alla tanto attesa pubblicazione del nuovo EP “Time No Coming Back”. Come spesso accade di questi tempi l’autoproduzione è la strada scelta per farsi sentire, scelta che ha portato la band ad avvalersi di alcuni nomi noti a livello internazionale.

Parlando di questo lavoro partirei col dire che finalmente ci troviamo di fronte a una band matura e con le idee chiare sul da farsi, inquadrando il proprio percorso stilistico e dando ai fan brani decisamente apprezzabili. La partenza – affidata alla titletrack – ci mostra il lato più 90s del quintetto, groove metal dove cori e voce tagliente sono i protagonisti indiscussi. In “Long Slow Dance” i ritmi si rallentano, dando vita a un pezzo tendenzialmente cupo dove riff malati fanno da apripista a quello che è il miglior biglietto da visita degli Arhythmia: “Y.o.l.o.”. Un brano elettrico dove stravolgimenti ritmici e furia vanno di pari passo, dando poi la possibilità a Jahred degli Hed Pe (qui presente in veste di ospite) di dare il meglio di sé con una performance vocale degna di nota. Un brano che ricorda molto da vicino i primi Korn. In “Crashing Into The Void” ecco venir fuori un ulteriore sorpresa, l’anima elettronica degli Arhythmia. Un brano che punta ancora una volta sull’impatto, alternando fasi meditate e altre più heavy fino alla parte centrale dove la dubstep entra in punta di piedi dandogli un nuovo volto. Dubstep che ritroviamo anche nel brano conclusivo “Last Days”, roccioso in linea di massima ma dal ritornello un po’ troppo melodico per essere proposto in un EP heavy oriented.

Aver diviso il palco con i Biohazard non è certamente un caso, questa band sa il suo in fatto di groove metal e questo “Time No Coming Back” ne è prova palese. Il fatto di essersi avvalsi poi della collaborazione di Billy Graziadei (qui in veste di produttore), degli statunitensi FireWaters Studio e Maor Appelbaum ha dato a questo EP respiro internazionale, rendendolo appetibile. Interessanti.

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Riassunto del Bot

L'EP 'Time No Coming Back' degli Arhythmia segna la maturazione della band sarda, con un sound groove metal ben definito e influenze anni '90. La presenza di ospiti e produttori internazionali arricchisce il progetto, che alterna brani heavy a momenti più sperimentali con tocchi dubstep. Un lavoro autoprodotto che dimostra professionalità e personalità, confermando la capacità degli Arhythmia di farsi apprezzare in ambito heavy.

Tracce

01   Time No Coming Back (00:00)

02   Long Slow Dance (00:00)

03   Y.O.L.O. (00:00)

04   Crashing Into The Void (00:00)

05   Last Days (00:00)

Arhythmia

Arhythmia è una band sarda citata nella recensione di DeBaser per l'EP autoprodotto 'Time No Coming Back'. Hanno condiviso il palco con i Biohazard e si sono avvalsi di collaborazioni in produzione con Billy Graziadei, FireWaters Studio e Maor Appelbaum; nell'EP è presente come ospite Jahred degli Hed PE.
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