Copertina di Attention Deficit The Idiot King
ilTrattoreRagno

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Per appassionati di progressive rock e musica tecnica, fan dei supergruppi e musicisti esperti
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LA RECENSIONE

Cristo quanto mi irrita il termine supergruppo, è proprio una cosa che mi fa girare i coglioni a elica, soprattutto perchè troppe troppe volte è usato in maniera così impropria che non può che farmi aumentare lo scazzo, in questi casi il gruppo è "super" perchè al suo interno figurano superstar provenienti da grupponi di gran nome e molte di queste volte il risultato è una super puttanata (uno degli ultimi che m'è capitato all'orecchio sono i The Damned Things che mi hanno dato l'orticaria).

Detto ciò posso dire che in questo caso è un termine che non si può non usare. E non perchè le parti in causa sono tre tizi del calibro di Tim "Herb" Alexander (Primus, checazzovelodicoafà?) Alex Skolnick (Testament, anche qui devo proprio dirvelo?) e Michael Manring, ma perchè super sono loro. Sopra le righe, sopra le possibilità umane di tecnica, e se messi assieme in un solo progetto c'è da aver paura. Peccato che questo sia il loro secondo e ultimo disco. "The Idiot King" è la summa di ciò che il prog, a mio avviso, dovrebbe essere oggi, ieri, domani. Le progressioni allucinanti di chitarra su "The Risk Of Failure", con quel suo intermezzo di calma al limitare di certo jazz elettrico, che sfocia in lirismi kingcrimsoniani, accompagnate dalla batteria sempre indietro di Herb, o l'introduzione tutta armonici e campana del ride di "American Jingo", melodia circolare sferzata dal basso al limite del clip, in punta di piedi, con le atmosfere in loop di sfondo ("no synthesizers" assicurano i nostri nel libretto), fino alla digressione svisata della parte ritmica impazzita. O il funk anfetaminizzato e subito tramutato in jazzprog dai toni settantiani di "Lov Voter Turnout", con queste note singole di chitarra ambientali che mantengono la tensione altissima. E il folle ritmo nervoso dell'inizio di "My Fellow Astronauts", che è elettricità allo stato puro, sfociata in un mid tempo mastodontico, che si spezza qua e là in aperture spaziali. 

Un cerbero elettrico. E in culo ai supergruppi.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'The Idiot King' degli Attention Deficit come un supergruppo dal talento tecnico fuori dal comune. L'autore apprezza le complesse progressioni musicali e le atmosfere che uniscono prog, jazz elettrico e funk, considerandolo un punto di riferimento contemporaneo. Nonostante la critica alla definizione abusata di 'supergruppo', qui il termine è giustificato dal valore dei musicisti coinvolti. L'album è definito una summa del prog ideale, con brani ricchi di tensione e virtuosismo.

Tracce video

01   American Jingo (04:04)

02   Any Unforeseen Event (03:11)

03   The Risk of Failure (07:41)

04   Low Voter Turnout (04:48)

05   Unclear Inarticulate Things (04:04)

06   RSVP (07:55)

07   My Fellow Astronauts (04:03)

08   Dubya (07:14)

09   The Killers Are to Blame (04:23)

10   Nightmare on 48th St (03:41)

11   Public Speaking Is Very Easy (02:03)

Attention Deficit

Supergruppo citato nella recensione di DeBaser, composto dai musicisti Tim "Herb" Alexander, Alex Skolnick e Michael Manring; noto per un approccio prog contaminato da jazz e funk e per l'alto virtuosismo strumentale.
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