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Autechre
Amber

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Prima e dopo "Amber", gli Autechre hanno o avrebbero fatto probabilmente di meglio.

Eppure, per motivi strettamente affettivi o anche per l'abisso che mi lascia continuamente intravedere un pezzo come "Foil", questo è il loro disco in cui riesco a riconoscermi di più, e sin dal primo pezzo, (ancora "Foil"), sin da quel suono continuo, a suo modo magmatico che si stende con minime variazioni come un tappeto su cui vanno a poggiarsi i restanti suoni (non molti a dire il vero) che, via via, contribuiscono a creare il paesaggio alieno che prova a descrivere questo disco.

Alieno, ma non troppo, soprattutto se rapportato a quanto successivamente avrebbero fatto (suoni via via più metallici e destrutturati di sempre più difficile fruizione e/o assimilazione). Qui il paesaggio, invece, conserva ancora tracce umane, tentativo di far convivere queste due anime forse anche sin dall'immagine di copertura, foto di un qualche luogo nella regione turca della Cappadocia, terra di per sé, a suo modo, aliena e fatata, ma comunque terrena.

Non hanno/non avrebbero più fatto copertine con immagini terrene gli Autechre, persi (ancora e sempre forse) nel loro viaggio verso chissà dove, lo stesso viaggio che io riuscii a intravedere quando, passando per i vicoli di Napoli accanto a un negozio di dischi, sentii per la prima volta il cupo e continuo suono di "Foil".

Entrare e acquistare il disco fu un attimo, senza neppure sapere chi fossero gli Autechre: era il primo cd di elettronica che acquistavo, ne avrei presi degli altri, mi sarei innamorato di altri passaggi di Amber ("Montreal", "Silverside", "Yulquen", "Nil", le gocce dalle stalattiti nella caverna di "Further", la cupa minaccia di "Teartear", avrei scoperto dopo anni, in un ascolto distratto, ma evidentemente non troppo, le bellissime e minime variazioni/cesellature di "Piezo") ma "Foil" mi sarebbe sempre rimasta nel cuore, così simile a me, tanto da diventare il mio nick da qualche parte nell'universo di internet, ma questa è un'altra storia…

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Commenti (Venti)

Anonimo
Anonimo
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ciao pimpa guarda come mi diverto


Bisius
Bisius
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E io, di Amber, ho ascoltato solo Foil. Gran bel pezzo davvero, da cinque pieno. La recensione è carina, presto ti saprò dire anche sul resto delle canzoni.


Ghemison
Ghemison
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ignorante che altro non sono! benarrivato!


Mr. Wolf
Mr. Wolf
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in effetti molti (diciamo anche tutti) dicono che i capolavori degli Autechre sono altri (incunabula e chiasistic side), però questo mi ha sempre affascinato per come è sempre stato descritto: abissale, oscuro, cavernoso, glaciale. Prossimo all'acquisto. La rece non è male, però potevi parlare un pò di più della musica pur rimanendo legato alla descrizione delle tue sensazioni. Ciao


Tabba In D-Shirt
Tabba In D-Shirt
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amber credo sia l'ultimo disco prima della svolta glitch minimale di trie repetae, e secondo me è un capolavoro al livello del tanto apprezzato incunabula, il più grande gruppo elettronico degli anni 90.


Galakordi Urtis Krat
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beh è senza dubbio è un gran disco. e anche una bella recensione, molto sentita.


Pietro Minchiadura
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Foil è caruccia, non nego. Questo è il secondo e ultimo della fase melodica degli Autechre: basta ascoltare un brano come Silverside per capire la distanza tra questo e Untilted. Un gradino sopra Incunabula: è vero che i due avevano fatto sicuramente di meglio, quindi. Nonostante il sotterraneo intento di fare musica impersonale, in Incunabula, il quadro è decisamente "personale", "sentimentale", oscuro.


MetallaroBionico
MetallaroBionico
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ZiOn
ZiOn
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La distinzione della musica degli Autechre in fasi più o meno melodiche è di per sè un controsenso, soprattutto quando si parla di artisti, che, con il passare degli album e delle presunte "svolte", hanno costruito un'opera in cui ogni lavoro contribuisce alla costruzione di un vero e proprio "unicum", quasi indissolubile.. Certo, le loro sonorità sono andate modificandosi, con il corso del tempo, ma non il loro obiettivo originario, pur portato avanti tra alti e bassi.. L'album è un bellissimo lavoro degli Autechre, e della loro fase di 14-15 anni.. ;-))


colossalyouth
colossalyouth
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Eneathedevil
Eneathedevil
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Zaione è un bravo ragazzo, ma di tanto in tanto sragiona. Sè, sè, continuum. E' ovvio che se si individua come obiettivo dei nostri un ambito vasto come quello, ad esempio, di proporre una techno alternativa, andiamo a nozze, ma sarebbe troppo semplicistico: sarebbe come parlare di un Eno sempre uguale a se stesso, un Bowie sempre uguale e così via. Vocazioni medesime, ok, in ogni caso: nessuna abiura galileiana negli Autechre, ma di certo non è un delitto parlare di fasi, di diverse tendenze. Ed è indubbio che in Incunabula ci sia un intento di ricerca musicale diverso da quello in Draft 7.30: nel primo caso l'obiettivo è quello di un glitch minimale melodico, nel secondo quello di una ricerca ritmica. Indi, cartellino giallo pe' Ziocrate, filosofo della verità pagana e menzognera.


ZiOn
ZiOn
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Non è un delitto parlare di "fasi" e di "tendenze", ci mancherebbe altro, ma può esserlo l'eccessivo accanirsi in classificazioni, divisioni e ripartizioni, addirittura all'interno della produzione discografica di singoli artisti.. La ricerca del pelo nell'uovo, in ogni circostanza, può intaccare molto l'immediatezza della musica stessa, e la sua assimilazione più genuina.. La stessa distinzione tra "glitch minimale melodico" e "ricerca ritmica" è un pò labile: "Glitch" può essere anche sinonimo di "ricerca ritmica", come insegnano i vari Mouse On Mars, Kid 606, e gli stessi Autechre.. Si ai paletti, insomma, purchè siano pochi.. ;-)


ciaopimpa
ciaopimpa
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probabilmente sono solo percorsi, che gli artisti di un certo spessore, spesso si trovano ad affrontare,come a voler ricercare un approccio nuovo, diverso, al loro pensare la musica, la pittura, etc.
Un po' come il Battisti della fase Panella, il Dylan elettrico...
anche se a volte si rischia di diventare di difficile fruizione come gli Autechre, o, con le dovute proporzioni, Leonardo da Vinci, che per cercare continuamente tecniche pittoriche che fossero a loro modo innovative, creò capolavori ormai distrutti per la scarsa tenuta della pittura (la battaglia di Anghiari) o di velocissimo deperimento (Cenacolo di Milano).
Percorsi difficili ma quantomeno affascinanti, che, se non altro, meritano rispetto per il tentativo che costituiscono, anche se,soprattutto in questi casi, non sempre proprio tutto può venir bene per davvero... :)


ZiOn
ZiOn
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Guarda, alcune cose degli Autechre a me non sembrano nemmeno così di difficile fruizione.. A partire proprio dal masterpiece "Tri Repetae", che, a tratti, ha delle ritmiche che non sfigurerebbero in una selezione da club "intelligente".. :-)


ciaopimpa
ciaopimpa
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infatti pensavo piuttosto alle ultime o ultimissime produzioni, tri repetae (ma nonsolo) è bellissimo (soprattutto la versione ++) e anche non di difficilissimo ascolto


ciaopimpa
ciaopimpa
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e comunque, spero si fosse capito, non intendo certo dire che le successive produzioni degli autechre siano brutte, anzi... ;)


ZiOn
ZiOn
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No, tutt'altro.. Enea mi odia proprio per l'esplicita adorazione di "Draft 7.30"!! :D


Eneathedevil
Eneathedevil
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Sè, sè, Ziocrate delle mie ghette. Ma va', la differenza è abissale. Tanto che io adoro Incunabula e odio Draft 7.30. Manco sto più a discutere, la tua polenica è sterile. La verità è nuda e cruda: a te piace la cacofonia remixona. E comunque Tri Repetae ha ancora dei momenti di fascino. Ricordo ancora che il reppuso ha messo 3 a Incunabula. 3, eh. E discutiamo ancora. Insensibile.


Purpulan
Purpulan
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Yeah! "444" (Incunabula) è la sublimazione dermoelectronica d'un "choir" Gregoriano del XXI secolo (quindi ci sta bene che possa essere allocata in senso passatistico)!


Polar
Polar
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Disco fantastico !


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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