Copertina di Bad Religion The Process of Belief
Mauri

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Per appassionati di punk rock classico, fan dei bad religion, ascoltatori di musica con testi impegnati e profondi, cultori del punk hardcore e della musica alternativa
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LA RECENSIONE

Una mattina di dodici anni fa, mentre tranquillo tranquillo pucciavo il mio buondì al cioccolato nel latte, la mia vita cambiò. Si, dodici anni fa scoprii i Bad Religion. E da allora fù amore ma di quello forte ed intenso... ci sono un sacco di persone a cui i BR non piacciono, specialmente le nuove leve, ma io in fin dei conti sono contento... meglio così, loro non sanno, non capiscono.

La cosa che mi è sempre piaciuta di Graffin & Co. è la semplicità, l'integrità e la capacità di sfornare dischi sempre sinceri ed onesti con un ottica decisamente più disillusa e matura. I BR sono l'anello di congiunzione con il punk/Hardcore degli ultimi due decenni e cmq sono stati e sono sempre tutt'ora lontani da quell'etichetta e da quell'attitudine che alla lunga, quando si và un po' avanti e si matura finisce per stancare. Atipici.

Un cantante con due Lauree e quasi professore Universitario che ama scrivere e sintetizza i suoi credi dando un senso ed una collocazione alla parola "Punk" che già dalla seconda metà degli anni '80 aveva iniziato quasi a perdere di significato, un chitarrista imprenditore di se stesso che umanamente è anche riuscito a scendere a patti con se stesso, due chitarristi navigati che hanno fatto la storia del punk rock/Hardcore militando in formazioni di tutto rispetto e agli albori quali Circle Jerks e Minor Threat.
Testi sempre impegnati che hanno fatto sì che la storia veda nei BR quasi degli intellettuali del movimento, sempre contro i dogmi pre imposti dalla società, fini critici della religione e della politica e appassionati della natura umana e dei suoi comportamenti.

Musicalmente i BR sono Greg Graffin e Brett Gurewitz che nel 2002, dopo un sacco di vicende, tornano insieme e pubblicano "The process of Belief" che finalmente li (ri)porta ai fasti di un tempo. "Supersonic" un minuto e 46 primi per dirci di stare attenti al continuo voler fare, voler dire, voler apparire senza rappresentare alcunchè. "Prove it" e "Cant stop it" sono due assalti sonori da suonare altissimi, "Broken" dove fà capolino una chitarra acustica(!) è più Rock che punk. "Destined for nothing" dice a tutti quelli che credono ciecamente, che in fondo non c'è niente da vedere. Aggiungo che per godere appieno della portata dei Bad Religion bisogna leggerne i testi. Non posso dire altro delle canzoni, a parte il fatto che la voce di Greg è la solita roca splendida melodica velocissima, cori perfetti e puliti maestri dell'"oooh-aaahhh" e delle voci che si inseriscono, pezzi tirati e chitarre ancora una volta fantasiose e melodiche.

Chiudo con un ultimo pensiero: oggi cosa vuol dire la parola Punk? Forse questo: "Punk is the personal expression of uniqueness that comes from the experiences of growing up in touch with our human ability to reason and ask question" You don't belong.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il ritorno dei Bad Religion con l'album 'The Process of Belief', un'opera che unisce sincerità e maturità nel punk rock. L'autore evidenzia l'integrità della band e la profondità dei testi, sottolineando il valore culturale e intellettuale del gruppo. Musicalmente, l'album mixa energia e melodie, confermando la band come un punto di riferimento nel panorama punk/hardcore.

Bad Religion

Bad Religion è una band punk/hardcore californiana tra le più influenti della storia del genere, nota per testi impegnati e uno stile che ha codificato l’hardcore melodico. Capitanati dal cantante Greg Graffin e dal chitarrista Brett Gurewitz, hanno attraversato le generazioni mantenendo integrità artistica e critica pungente.
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