Copertina di Bauhaus Burning From The Inside
Fidia

• Voto:

Per appassionati di musica darkwave e gothic rock, cultori degli anni '80, ascoltatori di musica alternativa e sperimentale
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LA RECENSIONE

Chi ha ucciso il Sig. Chiaro di Luna ?

Peter Murphy rappresenta l’aspetto più stravagante e teatrale dell’intero movimento darkwave. Fu sulla sua scia, forse, che gli adepti di allora iniziarono a vestirsi di nero, a truccarsi e cotonarsi i capelli, stereotipando il genere agli occhi delle gente. Ma l’influenza del principe nero non si fermò sul piano squisitamente estetico. Egli diede anche un impulso significativo a estremizzare ciò che caratterizzava, sotto alcuni aspetti, il pensiero del movimento, con tutto il carico di depressione lirica e poesia ermeticamente decadente.

Della discografia dei Bauhaus (nome che si rifà alla celeberrima scuola d’arte tedesca chiusa dai nazisti), quest’ ultimo lavoro in studio “Burning From The Inside” rappresenta, forse l’opera meno famosa ed apprezzata del combo di Northampton, ma, non per questo, la meno riuscita. Il disco in questione è sicuramente il più strumentale e sperimentale realizzato.
Murphy, infatti, per problemi di salute, partecipò in misura molto inferiore alla sua registrazione rispetto agli albums precedenti che erano stati, invece, costruiti intorno alla sua figura e questo fece in modo che gli altri componenti avessero più libertà di espressione. Forse è proprio per questo che “Burning From The Inside” godette e gode tuttora di una minore considerazione rispetto ai suoi predecessori.

Personalmente, invece, trovo quest’album più affascinante degli altri, anche se, ovviamente, meno seminale. Per uno scopritore che si è addentrato abbastanza recentemente nei meandri oscuri e drammatici del filone gothic e dark, infatti, non c’è niente di meglio che lasciarsi trasportare dalla malinconia e leggiadria di ballate come la struggente “King Volcano”, con la sua danza rituale, la toccante e penetrante “Who Killed Mr. Moonlight”, in cui la voce di Murphy ci accompagna dolcemente verso l’oblio, la psichedelica “Slice of Life”, la sospirata “Kingdom’s Coming”, e la mia preferita, “Hope”, col suo ossessivo ed ipnotico ritornello.
Sia chiaro, pezzi come l’opener “She’s in Parties”, con il basso di David Jay pompato a mille, la ritmata cavalcata di “Antonin Artaud”, o i nove minuti di sofferenza sonora della title track, reggono alla grande il confronto col passato ma, gli episodi, a mio parere, più intensi e riusciti dell’opera sono da ricercare, come su detto, proprio nelle tracks più lente e melodiche.

Arrivati a questo punto non ci rimane che rispondere alla domanda iniziale. Bè, non può essere stato che proprio Peter Murphy ad oscurare il chiaro di luna, facendoci sprofondare nel buio della notte più profonda.

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Riassunto del Bot

La recensione mette in luce 'Burning From The Inside' come un album meno noto ma altamente affascinante dei Bauhaus, caratterizzato da un'impronta più strumentale e sperimentale. L'assenza di Peter Murphy in parte favorisce la libertà espressiva degli altri membri, creando atmosfere malinconiche e ballate intense. Brani come 'King Volcano' e 'Who Killed Mr. Moonlight' sono esaltati per la loro intensità emotiva, suggellando l'opera come un gioiello nascosto del gothic rock.

Tracce testi video

Bauhaus

I Bauhaus sono un gruppo rock inglese formato a Northampton nel 1978 da Peter Murphy, Daniel Ash, David J e Kevin Haskins. Considerati pionieri del gothic rock, hanno esordito con il singolo Bela Lugosi's Dead (1979) e pubblicato album fondamentali come In the Flat Field, Mask e The Sky's Gone Out prima dello scioglimento nel 1983. Diverse reunion li hanno riportati in tour e in studio (Go Away White, 2008).
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