Decisamente devastante.
Oltre all'ottimo attributo artistico sopraccitato, questo capolavoro del death pesante si avvale anche di un incipit azzeccatissimo, che invita gentilmente a mantenere una cadenza di rotazione del cranio regolare per tutte le successive dieci tracce.
Un'intro inquietante quanto basta, qualche velocissima e pungente terzina sul ride e poi l'esplosione del poderoso e violentissimo Inferno (batterista del gruppo) che domina su tutto il resto del CD con ritmi potentissimi e passaggi assassini sui tom che farebbero fondere un m60.
La chitarra di Nergal, dai riff lenti e melodici (e a tratti acustici!!), fa un ottimo contrasto con chitarra ritmica e basso, gemelli siamesi della schiacciante gran cassa.
Sí, è un capolavoro, anche se non troppo originale (l'influenza dei Morbid Angel SI SENTE), ma il mio voto non è massimo per un altro motivo: Novy, che è uno dei piú abili e creativi bassisti del Brutal (ma nessuno mi tocchi Alexander Webster), in questo cidi NON SI SENTE, e in quanto cultore della suprema arte del basso elettrico, non posso tollerarlo!
«Il mix tra death e black qui è eseguito in maniera sapiente e non sembra mai essere un copia e incolla.»
«Con The Satanist i Behemoth raggiungono forse il punto più alto della loro carriera.»