Belzebong
Greenferno

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Non c'è dubbio, è tramite l'odoroso nome di battaglia che i Belzebong si giocano la prima impressione. Con me quella volta se la sono giocata bene direi: null'altro che coerenti portatori di tante grasse vibrazioni ed allucinazioni in risonanza.

Un suono pieno di buona zavorra, bello pesante, che passa e lascia impronte da mammoth in tutto quel verde; ma che nel greenferno le fiamme servano ad altro si sapeva già. Uno di quei dischi che sembra circondi lentamente dall'inizio alla fine come fumo diffuso (che dovrebbe esserci, s'intenda).

Probabile che non freghi a nessuno, ma qui un salto ogni tanto mi tocca: produzione very gradevole che sembra impasti mattoni morbidi. Di nuovo, probabile che non freghi a nessuno, ma dal vivo sanno indolezire a dover.

Quindi: lenti, verdi, suoni obesi, lenti, electric wizard, verdi, mattoni morbidi.
Interamente strumentale, come il primo.
Uguale al primo.

LP

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Commenti (Cinque)

MikiNigagi
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Ma evviva
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Galensorg
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Ma pensa un po'... questo è uscito nel 2015 e io sono ancora fermo a "Sonic Scapes & Weedy Grooves".
Un piacere rivederti scrivere dopo un sacco, Zil! Buona ZOT che li descrive appieno.
BËL (00)
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ziltoid: La verità è diabolical dopenosis, poi ti dimentichi dei sonic scrapes e ti tieni i weedy grooves, per me il loro top
De...Marga...
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Ritorno atteso il tuo!! E che bomba di disco hai tirato fuori ziltoid. I vecchi Kyuss che collidono con i primi Cathedral, non dimenticando la glaciale pesantezza dei Grand Magus. Strumentali che annientano.
BËL (00)
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ziltoid: Chao the marg, che le sonorità bulldozer ti aggradino non mi è nuovo, e che bello, uh
aleradio
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5 dopo 3 secondi nemmeno
BËL (01)
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lector
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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