Ode all'idiota.
Ridammi i miei soldi indietro, stronza, sono stufo di fare l'abbacchio x te. Soprattutto, non dimenticarti la mia amata e flautolente t-shirt nera compagna di 1000 esaurimenti nervosi. Sarai contenta, ora, ke siamo giunti al punto di rottura irreversibile; sul tappetino fuori la porta d casa c'era scritto il mio fottuto nome a uso e consumo dei tuoi amorevoli piedini: e adesso cosa rimane? Niente, il vuoto nello stomaco e un odio bulimico verso tutto quello ke hai rappresentato. Un povero Cristo ancora sulla croce, ecco cosa sono. Pensare che sarebbe stato anche divertente essere Kate per 1 giorno.. Ma ormai è passato, e il passato nn torna. A meno ke tu non sia Sting a 55 anni, chiami Copeland e Andy Summers; e decidete di andare in tour after decenni: il signor Ben Folds ha una liasion complicated con l'Universofemmina, e non è il solo. Per questo il maturo maschio moderno in crisi d'astinenza sessuale predilige il rapporto orale with bambolona in lattice. Sempre dolce, disponibile e, naturalmente, silente off-limits. Non ha un'anima, ma quando t ho trovata puledra a cavallo d stallone porno tu ce l'avevi?! E Francesca Lodo, ce l'avrà un'anima? Sigh. Me miserevole. Vent'anni di orgoglioso femminismo finiti a elemosinare in un amplesso d ‘Sex and the city'.
La matematica non è un'opinione (preferisco Jessica Biel).
Il signor Ben Folds ha 4 friends immaginari (in realtà due) con cui condividere una passione vera x il pop + nobile, armonie vocali di brianwilsoniana memoria e un approccio ritmico e sfrenato al piano ke rimanda tanto al Jerry Lee Lewis luciferino quanto al giovane Elton d'inizio '70, privo di optionals quali il parrucchino selvaggio fornito da Cesare Ragazzi. Ben decide di chiamare il trio ‘Ben Folds five', e ‘sti cazzi dei ‘Fab four'...Tanto sarà sempre e comunque amen. Un amen fantastico. Liberatorio. Sincero. Crepuscolare come il tramonto di una relazione strappata a morsi. L'intro d ‘Whatever and ever amen' è folgorante: ‘One angry dwarf and 200 solemn faces' è una sorta di manifesto programmatico delle migliori intenzioni di Ben Folds; pianoforte calpestato dal leader, batteria frenetica di Darren Jessee e il basso veemente, ringhioso de Robert Sledge. ‘Fair' viaggia nel tempo tra la brezza primaverile fine '60 di Bacharach e la gioiosa malinconia Beach Boys. Sembra quasi volerci trasportare a spasso per il set di ‘Buttati Bernardo!' e vivere l'ingenua e technicolor storia del protagonista. ‘Brick' è ballad sospesa, tenue, con ritornello-killer del Nostro.. Tutto è più soffuso, intimo ma dannatamente esplicativo di un sentimento assopito però vivo; non ancora sconfitto dalle brutture di una vitae canaglia's. 3 songs, 3 colpi da ko. Se nn fosse ke poi arriva la guerra dei sessi d ‘Song for the dumped', citata nell'incipit, la straordinaria ‘Selfless, cold and composed' ( il cinismo romantico di Randy Newman che incontra un Billy Joel dall'attitudine loser '90..), il disarmante sorriso di ‘Kate', l'elegia di ‘Smoke' sfumare nella lullaby notturna in ‘Cigarette' e l'inutile battaglia di chi ha già perso, magari un amore preso x i capelli...E tra il cabaret doo-wop di ‘Steven's last night in town' e la post-beatlesiana ‘Missing the war' s'insinua il sospetto ke ‘na pagina del nostro libro sia chiusa forever. ‘Evaporated'. And ever amen. Pecché la vita è come un bidone pieno di merda (finché nn lo svuoti). Puzza. Peggio dei rifiuti in Campania.