Copertina di Ben Harper Both Sides of The Gun
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Per amanti della musica rock, soul e folk impegnata, fan di ben harper e appassionati di album intensi e tecnici
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LA RECENSIONE

Manicheo, maniacale, magnifico.
La coda dell’occhio va ora da un lato, ora dall’altro, ed entrambe le visuali hanno vita e, soprattutto, luce propria: Both Sides of the Gun, un disco manicheo. Un po’ come dire testa o croce, riconoscendo due anime, diverse ma complementari: una nera, rabbiosa e impegnata, sicuramente black, nel senso più musicale del termine; l’altra bianca, più personale e quotidiana.

Both Sides of the Gun, un disco realizzato in maniera quasi maniacale dallo stesso Ben, che canta, scrive, produce, suona tutti gli strumenti. Fa praticamente tutto lui, in studio. Cambia dodici chitarre, urla come un disperato, piange, diventa dolcissimo e ci soffia qualcosa nell’orecchio.

Both Sides of the Gun, un disco magnifico, in cui ci ritroviamo ancora una volta a sgranare gli occhi sull’ennesimo assolo di slide; in cui incontriamo con piacere quello slancio, deciso e fragile insieme, con cui vengono raggiunte e risolte le note: un allungarsi soffice e, oramai, inconfondibile. E la stessa voce che un momento prima ci aiutava a dondolarci, con calore, sulla nostra amaca fatta di pianoforte e violini, ora scuote con più forza schioccandoci le dita proprio di fronte agli occhi: una scossa non da poco, a tratti stridente e straziante. Sembrerebbe un gran paradosso, ma è una voce che fa anche storcere il naso, quando vuole farsi sentire. Perché di questo abbiamo bisogno: di storcere il naso, di indignarci. Di credere che ci sia un modo migliore di fare le cose.

Manicheo, maniacale, magnifico. Un disco anche maledetto, per tutti quelli che avrebbero voluto mangiarsi il televisore guardando i fatti di New Orleans, e anche per chi si stringe addosso al proprio stomaco pensando a quel “I remember when your kisses were for me” .

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Both Sides of the Gun di Ben Harper come un disco manicheo e magnifico, che unisce due anime: una nera e rabbiosa, l'altra più dolce e personale. Realizzato quasi interamente dal musicista stesso, l'album colpisce per la sua tecnica e intensità emotiva. La voce di Harper alterna calore e forza, coinvolgendo l'ascoltatore in un viaggio fra impegno e intime riflessioni. Un lavoro che scuote e invita a indignarsi, emozionando profondamente.

Tracce testi video

01   Morning Yearning (04:09)

Leggi il testo

02   Waiting for You (03:33)

03   Picture in a Frame (04:36)

04   Never Leave Lonely Alone (02:51)

05   Sweet Nothing Serenade (02:44)

06   Reason to Mourn (04:26)

08   Cryin' Won't Help You Now (02:35)

09   Happy Everafter in Your Eyes (02:31)

Ben Harper

Cantautore e chitarrista californiano, noto per l’uso della slide su chitarra Weissenborn e per una miscela di blues, rock, folk, gospel e reggae; ha collaborato con The Innocent Criminals, i Blind Boys of Alabama e Charlie Musselwhite.
12 Recensioni

Altre recensioni

Di  Paolos

 Morning Yearning in apertura mozza il fiato pizzicando le corde nella maniera dolcissima che solo lui sa fare.

 Siamo per l'appunto ai due lati di una stessa pistola, ora siamo chi la impugna e ora guardiamo nella canna puntata davanti ai nostri occhi.


Di  The Punisher

 "Fatta la formula l'ha ripetuta per tutto il disco... bellino sì ma un po' troppo 'uguale'?"

 "Con te uno più uno fa sempre due, no? [...] BUONO o NO BUONO senza perdere tempo a fare recensioni soggettive e opinabili..."