Copertina di Benediction Grind Bastard
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Per appassionati di death metal e death-thrash, fan della scena metal anni '90, ascoltatori di musica heavy e tecnica
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LA RECENSIONE

Solo e soltanto un singolo episodio negativo è stato il disco "The Dreams You Dread": un lavoro mediocre che mai mi sarei aspettato da una band come i Benediction, autentici mastini ed assoluti protagonisti della prima ondata Death Metal venuta fuori dalle tenebre, in Inghilterra, sul finire degli anni ottanta.

Ci mettono ben poco a ritornare in carreggiata e dopo una pausa meditativa di tre anni escono dall'esilio con un album micidiale: debordante violenza esecutiva, produzione eccellente, una simbiosi perfetta tra tutti gli strumenti. Un disco totalmente immerso in sonorità Death-Thrash che li avvicina alla loro prima parte di carriera, non raggiungendone in verità le tempestose ed oscure cime.

Questo è "Grind Bastard" pubblicato nel 1998 dalla label tedesca Nuclear Blast; un lavoro che supera l'ora di durata, senza mai dare segni di cedimento o di noia nel suo ascolto. Opinione la mia questa volta nemmeno troppo sindacabile.

Un suono di chitarra plumbeo e riverberato che poi prende vita assecondato dal growl cavernoso di Dave: è l'opener "Deadfall". D'improvviso si cambia registro, si sale di tono, ed il brano esplode in una cavalcata velocissima che da subito mette in evidenza il drumming imperioso di un ancor giovanissimo Neil Hutton (non a caso uno dei suoi idoli è un certo Dave "tripla cassa" Lombardo).

Non vogliono sperimentare come nel precedente album ed allora ecco servite le solide e pesanti mazzate di "Agonised" e "Neverbomb". Un sicuro esempio di quanto sapevano "spingere" con un suono così aggressivo da incutere vero terrore nell'ascolto!

"Electric Eye" cover dei maestri Judas Priest sembra posizionata a metà scaletta per dare respiro; ma la tregua dura poco perchè seguono gli interminabili sette minuti della title track, con il suo andamento rallentato stritolante. Un mid-tempo che quasi al termine del suo mastodontico percorso subisce un incremento di velocità, per poi ritornare circolarmente su tempi più controllati ma non meno incisivi.

La brevissima fiammata al napalm (death ci aggiungo tanto per gradire) di "We The Freed" con la sua carica Punk-Hardcore è un pugno nello stomaco senza possibilità di difesa...e siamo così alla fine.

Lavoro centrato, solidissimo; il loro ultimo degno di nota.

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

Grind Bastard segna il ritorno in grande stile dei Benediction dopo un album deludente. L'album del 1998 è caratterizzato da violenza esecutiva, una produzione impeccabile e un perfetto equilibrio strumentale, con brani potenti e intensi. La cover di Electric Eye offre una pausa strategica in una scaletta solida e aggressiva. Un disco che riafferma lo status della band nella scena death-thrash.

Tracce testi video

03   West of Hell (03:09)

04   Magnificat (04:51)

05   Nervebomb (03:39)

06   Electric Eye (04:20)

08   Shadow World (03:14)

09   The Bodiless (05:36)

10   Carcinoma Angel (03:50)

11   We the Freed (02:41)

12   Destroyer (04:21)

13   I / We Are the League (07:18)

Benediction

Benediction sono una band death metal di Birmingham, formata nel 1989. Tra i primi vocalist figura Mark “Barney” Greenway, poi passato ai Napalm Death; la voce storica è Dave Ingram. Hanno pubblicato per Nuclear Blast dischi cardine come Subconscious Terror, The Grand Leveller e Transcend the Rubicon, restando attivi fino alle uscite più recenti.
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