Copertina di Big Black Headache
Battlegods

• Voto:

Per appassionati di punk, noise rock e musica alternativa underground; fan di steve albini; ascoltatori interessati a sonorità sperimentali e testi provocatori.
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LA RECENSIONE

Applicarsi ad uno strumento come un operaio con il suo macchinario fabbricante, e di certo non di sogni.

Squarci di degrado innamorato di razzie. Il disadattato stavolta non scherza per niente. Si immischia nella massa discotecosa perdendo la speranza di poter arricchire il proprio disegno. Ma il nostro negoziante del vuoto ha un grande spirito di adattamento. Scendere a patti con il limite della sopravvivenza alla fine è sempre stimolante.

Quando si è consapevoli di non aver a che fare con territori poco condivisibili ci si deve camuffare di gioiosi stiramenti facciali. Movimenti che estendono quelle due lune rosa dove escono foni, fonemi a volte senza troppa cura.

"Death Disco" naturalizza la mente del bullo Albini.

"Grinder" è il classico pezzo tirato, premonitore di alcune cose degli Shellac di "At Action Park". Gabbia senza fessure. Peggioramenti celebrali e neuroni stanchi.

"Ready Men" è una corsa sopra un binario della ferrovia, ma nel sottostante non ci sono le materne rotaie. Non allargate l'esagerazione. Lo sposalizio di un verbo disperato con la saturazione migliore del pickup. Vi è soltanto il vuoto, mica il fuoco.

L'abito perfetto per odiare la prudenza mondana della vita lunga è "Pete, King Of The Detectives". Nulla può essere definibile, lineare o sondabile.

John Donne e la concezione negativa: tutto ciò che si può affermare e decifrare non fa parte dell'universalità. Dio è ciò che non è.

Mica il fuoco!

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Riassunto del Bot

La recensione di 'Headache' dei Big Black presenta un lavoro intenso e crudo, capace di raccontare degrado e alienazione con un approccio musicale sperimentale. L'album, influenzato dal frontman Steve Albini, si distingue per atmosfere noise e punk non convenzionali, che catturano la durezza della realtà. Le tracce come 'Death Disco' e 'Grinder' mostrano affinità con le future produzioni di Albini, mentre il disco nel complesso offre un'esperienza stimolante e autentica per gli appassionati di musica alternativa.

Tracce testi

01   My Disco (00:00)

02   Grinder (00:00)

A man is known by his tools
I earn my keep with my tools
Fools, you fools, you fools, you fools
You will not touch my tools
I want to know what you do with my grinder
A man is known by his tools
I earn my keep with my tools
Fools, you fools, you fools, you fools
You will not touch my tools
I want to know what you do with my grinder

03   Ready Men (00:00)

04   Pete, King Of All Detectives (00:00)

Big Black

Big Black è un gruppo noise rock statunitense fondato da Steve Albini nei primi anni ’80 nell’area di Chicago. Celebre per l’uso di una drum machine al posto del batterista e per un suono abrasivo, pubblicò due album in studio, Atomizer (1986) e Songs About Fucking (1987), prima di sciogliersi nel 1987. Tra i membri: Santiago Durango, Jeff Pezzati e Dave Riley.
10 Recensioni