Copertina di Black Sabbath Sabotage
Starblazer

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Per appassionati di heavy metal, fan dei black sabbath, amanti del rock anni '70, musicisti e critici musicali
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LA RECENSIONE

"Sabotage": UN ALBUM CAPOLAVORO, e voi sapete tutti che definire capolavoro un disco con Ozzy Osbourne alla voce mi costa lacrime e sangue.

"Sabotage" (1975) segna una svolta netta nel sound dei Black Sabbath, che passano dal doom condito di riff lenti e pesanti spesso pallosi e fine a se stessi (Leggi Warning piuttosto che Hands Of Doom o tutto "Vol.4") dei primi dischi a uno stupendo heavy metal/hard rock davvero da sballo, con alcune geniali intuizioni dell'immenso Tony Iommi (sempre sia lodato).

L'opener "Hole In The Sky" è già devastante di per se: un riff al fulmicotone che nobilita questi quattro minuti di totale headbanging che sfumano inaspettatamente nel breve strumentale acustico "Don't Start (Too Late)", che fa da anticamera ad una delle canzoni più geniali dei Black Sabbath e dal rock in generale: "Symptom Of The Universe" riff terremotante e stacchi di batteria formidabili per metà della canzone, per poi passare senza preavviso a sonorità acustiche e psichedeliche, il tutto condito da un testo stupendo (se volete sentire questa magnifica poesia cantata come Dio comanda vi consiglio caldamente la cover dei Sepultura) "Megalomania" è se possibile alcora più "fuori" nove intensi minuti che alternano sonorità cope e rarefatte ad imprvvise impennate hard rock. Geniale l'introduzione sfumata e riverberata (si sa, per dare un minimo senso alla voce di Ozzy bisogna farlo biascicare o al limite sussurrare, impedendoglia tutti i costi di cimentarsi in acuti che la sua modestissima estensione vocale trasforma in irritanti versi animaleschi) "Thrill Of It All" è un autentico monumento al genio del Pelè dei chitarristi Antonino Iommi: fraseggi ed assoli continui e ben raccordati, avrebbe potuto essere uno dei migliori strumentali della storia del rock.

Uno dei migliori strumentali della storia del rock è invece "Supertzar" tre minuti di riffone granitico di Iommi a cui fanno eco solenni cori maschili e famminili che si alternano e rincorrono a vicenda. La mancanza di Ozzy è un'autentica mano santa per questo esperimento epico e solenne, perfettamente riuscito. "Am I Going Insane (Radio)" è una canzone di 4 minuti dalle sonorità molto acide e psichedeliche, personalmente mi ricorda parecchio le L7 di "Pretend We're Dead". Il masterpiece si chiude con l'altra traccia fiume "The Writ" (8 minuti) pittosto simile a "Megalomania", ma meno cupa e più freak. Gran bella canzone che chiude un disco davvero splendido, in cui le immense capacità di Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward raggiungono l'apice.

Copertina tra le più orripilanti della storia.

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Riassunto del Bot

Sabotage è un album capolavoro che segna una netta svolta nel sound dei Black Sabbath, passando a un heavy metal energico e geniale. Tony Iommi brilla con riff e assoli unici, mentre le tracce come 'Symptom Of The Universe' e 'Megalomania' si distinguono per la loro complessità e atmosfera. L'album è un equilibrio tra potenza e sperimentazione, chiuso da una cover aspramente critica della copertina.

Tracce testi video

02   Don't Start (Too Late) (00:49)

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03   Symptom of the Universe (06:28)

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05   The Thrill of It All (05:54)

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07   Am I Going Insane (Radio) (04:15)

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Black Sabbath

Black Sabbath sono tra i più importanti e influenti gruppi heavy metal della storia, nati a Birmingham nel 1968. La loro musica ha definito i canoni del metal, grazie soprattutto agli inconfondibili riff di Tony Iommi e alla voce carismatica di Ozzy Osbourne.
91 Recensioni

Altre recensioni

Di  Darksoul

 Black Sabbath: coloro che, per primi, hanno esplorato la parte più estrema del Rock, valicando il confine dell’Hard Rock dei Seventies per arrivare a quello che in seguito sarà chiamato Metal.

 Un album fondamentale seppur leggermente inferiore rispetto alle altre cinque pietre miliari del gruppo ma, considerato anche il periodo storico, qualcosa di davvero stupefacente.