Copertina di Blind Melon Soup
jeff3buckley

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Per appassionati di rock anni '90, cultori di musica psichedelica e fan della scena alternativa
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LA RECENSIONE

“Soup” segna il ritorno ed al contempo la fine dei Blind Melon a tre anni di distanza dal multi-platinato disco omonimo d'esordio.

Se quel lavoro era stato trainato dal successo del singolo simil-figlio dei fiori “No Rain”, e caratterizzato da pezzi di struggente delicatezza come “Change” o rabbiosa protesta adolescenziale come “I Wonder”, qua invece si da libero sfogo al lato più neo-psichedelico della band.

Le canzoni vengono presentate sotto forma di menù da tipico bar americano della Route 66, e non è difficile immaginarsi il cantante Shannon Hoon gettare appunti di locale in locale nelle pause tra un concerto e l'altro in una sorta di diario di viaggio.

I testi sono come al solito ispirati, ma, proprio come degli appunti, sono spesso molto criptici a rispecchiare il carattere complesso e problematico del frontman.

A un primo ascolto si può rimanere ingannati e passare oltre, ma se si riesce a entrare dentro alle immagini create dal connubio tra parole e musica allora rischiamo di trovarci di fronte a uno dei capisaldi del rock anni 90.

Gemme come “St. Andrew's Fall”, “Mouthful Of Cavities” e “Toes Across The Floor” vanno menzionate perchè sia amore a prima vista, “The Duke” per ricordarvi che non è mai facile entrare veramente dentro ad una canzone e quando pensi di conoscerla ti stupirà di nuovo; ed infine ci pensano brani come “Walk”, “Galaxie” e “Lemonade” ad accompagnare, allietare e, a volte, colmare certi momenti della vostra esistenza, anche i più cupi. In fin dei conti è questo il dono più grande che può lasciarci un ragazzo di puro talento di ventotto anni.

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Riassunto del Bot

Soup è il secondo e ultimo album dei Blind Melon, caratterizzato da un forte influsso neo-psichedelico e testi criptici che riflettono la complessità del frontman Shannon Hoon. L'album richiede un ascolto attento per apprezzarne la profondità e si presenta come un punto di riferimento del rock anni '90. Brani come "St. Andrew's Fall" e "Mouthful Of Cavities" emergono come gemme indimenticabili, capaci di accompagnare anche i momenti più difficili della vita.

Blind Melon

Rock band statunitense di Los Angeles, nota per No Rain e per l’impronta melodica/neo-psichedelica. Con Shannon Hoon alla voce pubblicano Blind Melon (1992) e Soup (1995); dopo la sua morte esce il postumo Nico (1996). La band si riattiva nel 2006/2008 con Travis Warren e pubblica For My Friends (2008).
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