Dopo il grande successo ottenuto con "Silent Alarm" , i Bloc Party tornato sulla scena musicale con il loro secondo disco "A Weekend In The City" con la speranza di bissare il successo del loro lavoro precedente.
Il disco inizia con "Song For Clay", una traccia alla vecchia maniera di Silent Alarm: si inzia con la voce appena sussurata di Kele Orkereke , con come sottofondo qualche accordo molto flebile di chitarra elettrica; dopo un minuto esatto di introduzione ecco la sventata di energia, riff energico di chitarra e batteria si fanno sentire confermando il mix che tanto è piaciuto in "Silent Alarm". A riconfermare la decisione di seguire le orme del loro album passato c'è "Hunting For Witches" che ricorda decisamente per come viene impiegata la chitarra nel riff iniziale "Helicopter" del vecchio cd, bel pezzo senza alcun dubbio, ma sembra di essere fermi ancora nel 2005.
Cambiamo traccia, passiamo a "Waiting For 7. 18", la prima canzone dove si evverte che il sound non è più ricalcato dal loro precedente lavoro ;sembra piuttosto un mix fra gli Snow Patrol e Lemonheads (strana combinata no?!?), anche se il sound è diverso in questo pezzo non rapisce molto, a causa di una cattiva struttura, non adatta al target del loro pubblico. Si passa a "The Prayer"(primo singolo) solo una parola posso usare per descriverla: eccezionale. Non vedo perchè dovrei soffermarmi troppo su questa traccia, visto che non vi trovo nessun difetto: un vero grande pezzo indie-rock.
A parte un inizio si buono, ma con troppe somiglianze con "Silent Alarm", i Bloc Party si riconfermano con i brani successivi una buona/ottima band emergente(dipende dai punti di vista) con ottime idee e con una grande energia.
Per chiunque sperava nel loro fallimento ne rimarrà deluso, quei quattro ragazzini si sono riconfermati... Niente di speciale sia chiaro, ma c'è di peggio, molto ma molto di peggio in giro.
"Bloc Party sfornano un disco superiore di almeno una spanna al pur buon esordio Silent Alarm."
"Di nuovo così grigio, ma mai così piacevole. Chapeau, Mr. Okereke."