Problema: avete un fratello (cugino, nipote...) che si appresta a diventare un Adolescente. Ce l'avete davanti: i capelli scomposti non hanno ancora un modello a cui fare riferimento, i vestiti non sono più quelli scelti dalla mamma ma nemmeno possono dirsi personali, la timidezza preoccupata per l'avviata invasione della peluria che svelerà al mondo la fine della sua infanzia. Lo sapete che in questo stadio è in attesa di una folgorazione, di un eroe che gli indichi come esprimere il suo malessere e la sua insoddisfazione. E siete, giustamente, preoccupati perché ultimamente avete avuto modo di osservare qual è la tendenza dominante: capelli neri con il frangione, occhio sgranato, sorriso rigorosamente bandito...zac! in posa per l'autoscatto! Colonna sonora: chitarrosi gruppi di ragazzi similmente agghindati che parlano della loro inquietudine in modo così esplicito da risultare piatti e banali. Tutta gente che prende sé stessa e le proprie emozioni troppo sul serio. Volete salvare il vostro ragazzino? Volete evitargli di accodarsi al carrozzone di moda? E' legittimo: lasciando da parte discussioni sulla qualità dei prodotti musicali di tendenza (vige il solito "de gustibus") perlomeno per amore della nicchia (in fondo tutti noi qua potremmo dichiarare di trovarci a nostro agio e d'accordo con una minoranza sempre... anche in una società più decente di questa). Soluzione: prestategli la vostra copia di "Leisure" il primo album dei Blur (1991, 17 anni fa!), di certo non il migliore della produzione, ma merita una rivalutazione e fa proprio al caso vostro. I temi classicamente adolescenziali ci sono tutti: Amore: come idealizzazione di una ragazza resa irraggiungibile, perciò fonte di frustrazione ("She's So High"), e come forza potente e logorante ("Wear Me Down"). Noia: i giorni e gli anni entrano da un orecchio ed escono dall'altro in "Bang" (e approfondendo con il BritPop il nostro iniziato scoprirà che con gli anni la sensazione rimane come canta il quasi-trentenne Cocker in "Monday Morning"). Depressione: "Birthday" in cui l'impantanamento nella Palude della Tristezza è così profondo che quasi è ridicolo con il senno del poi, ma a 15 anni non c'è nulla più meritevole di serietà. Una canzone che, abbinata a "Il compleanno" di Francesco Guccini, è l'ideale per chi soffre della sindrome depressiva del compleanno (più diffusa di quanto si creda). Confusione: "Sing", la miglior canzone dell'album difatti ripresa per la colonna sonora di "Trainspotting" mentre tutto il resto del disco viene periodicamente criticato e rinnegato dagli autori stessi. Ribellione e Rassegnazione: soltanto i più saggi sanno che vanno a braccetto. E Albarn è già saggio: "Non c'è altro modo, tutto ciò che puoi fare è stare a guardare mentre suonano" ("No Other Way"), "Prova, prova, prova, tutto rimane uguale perciò perché provare ancora?" ("Repetition"). Alienazione: assentarsi dal mondo reale così deludente con il motto: "E a volte mi chiedo se sono qui, se sono qui sul serio" ("Fool"). I Blur, ancora un po' Seymour, iniziano ad essere Blur e quindi melodie orecchiabili e coretti abbinati a testi in fondo cupi, una su tutte "There's No Other Way", ed è ciò che sbanalizza i temi soliti e piace agli intelligenti (ah!). Tornando al nostro ragazzino, se riuscirete nell'impresa (ed è difficile che non venga affascinato da un gruppo che prima di un concerto grida: "Facciamo talmente schifo che forse fareste meglio ad andarvene a casa subito. Questo potrebbe essere il peggior concerto della vostra vita". Insomma anche i Blur sono rock&roll e quindi seducenti.) gli si aprirà un mondo. Forse leggendo che il giovane Graham Coxon si accendeva ascoltando le chitarre in "And Your Bird Can Sing" inizierà ad ascoltare seriamente i Beatles; forse scoprirà gli Who guardando il film preferito dei teenagers Graham e Damon, "Quadrophenia"; ma potrebbe anche iniziare ad ascoltare Rod Stewart affascinato dalla cover di "Maggie May" che compare nella "Special Collector's Edition". Insomma le vie sono veramente infinite ed imprevedibili ma potreste contribuire con una spinta orientante ed incrociare le dita.
"Sei minuti di pura psichedelia e di ipnotica ripetitività... è semplicemente da ascoltare ad occhi chiusi."
"Un album rock bello e senza pretese sì, ma non di certo originale... da qui in poi ci sarà una evidente mutazione."