Copertina di Blur The Great Escape
Boop07

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Per appassionati di musica anni '90, fan del britpop, estimatori di blur, critici musicali e curiosi di storie musicali inglesi.
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LA RECENSIONE

Il tempo passa per tutti:

come vedevamo negli anni '90 i protagonisti degli anni '60 e '70 con una certa freschezza nonostante il non poco tempo passato, in questo tocca ai protagonisti di un periodo per noi allora di adolescenti con la stessa percezione del tipo di artisti prima nominati.

25 ANNI si avvicinano dalla pubblicazione di 'The Great Escape' dei Blur, uscito insieme a '(What's The Story) Morning Glory?' degli Oasis e battuto nella famosa 'Battaglia del Britpop' in Inghilterra fra Agosto e Settembre di quell'anno con le maggiori vendite in una settimana, preceduto dalla vittoria di 'Country House' contro 'Roll With It' degli Oasis - per i singoli - nello stesso tipo di competizione.

I Blur che con il loro classico precedente 'Parklife' avevano creato un capolavoro di equilibrio fra Pop, sperimentazione ed estetica, in 'The Great Escape' seguono la stessa strada ma con risultati molto meno convincenti, tranne il singolo 'Stereotypes', un buon mix dei tre elementi.

Nel lavoro più Pop come suoni i brani più 'sperimentali' migliori sono 'He Thought Of Cars' e 'Yuko And Hiro' (secondo brano con titolo giapponese nella storia della musica Pop inglese, dopo 'Teo Torriatte (Let Us Cling Together)' dei Queen - da 'A Day At The Races' [l'album di 'Somebody To Love'] del 1976).

'The Great Escape' suona convincente nei singoli Pop 'Country House', 'Charmless Man' e soprattutto il pezzo più 'orchestrato' della loro fase Britpop: 'The Universal'. Fra i brani minori, 'Best Days'.

Anche i video musicali di tutti i singoli citati non sono male (dopo quelli di 'For Tomorrow' e 'Sunday Sunday' di 'Modern Life Is Rubbish' e 'Girls And Boys' e 'Parklife' dell'omonimo album).

La sconfitta storica del gruppo per la posizione di principale riferimento nella scena musicale di casa e la fine del genere da loro stessi creato sarebbero stati quasi subito di beneficio per una maggiore affermazione sulla scena internazionale, a partire dall'album 'Blur' di due anni dopo (soprattutto per 'Song 2' - 'When I feel Heavy Metal...Whoo Whoo!').

Molto del merito a Graham Coxon, il chitarrista, stanco della scena Britpop, più di spettacolo che di suoni.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'The Great Escape' dei Blur a 25 anni dalla sua uscita, confrontandolo con il successo parallelo degli Oasis e con il loro precedente capolavoro 'Parklife'. Pur apprezzando singoli come 'Stereotypes' e 'The Universal', l'autore ritiene il lavoro meno convincente nel complesso. Si evidenzia il ruolo determinante di Graham Coxon e la fine di un'era per il Britpop, preludio a un cambiamento stilistico del gruppo.

Tracce testi video

Blur

I Blur sono una delle band inglesi più influenti del britpop anni Novanta, noti per la capacità di reinventarsi e spaziare tra generi. Nati a Colchester nel 1989, hanno segnato la storia del pop britannico con dischi iconici (Parklife su tutti), progetti paralleli e un’ironia inconfondibile.
49 Recensioni

Altre recensioni

Di  Tegucigalpa

 "The Great Escape è l'equivalente britannico di 'Nord sud ovest est' degli 883."

 "Albani e soci sanno a mala pena strimpellare i loro strumenti, e il biondino slavato gracchia come una cornacchia."


Di  madcat

 "Una mancanza di senso e di speranza quasi paralizzante."

 "La Grande Fuga era iniziata; e si poteva intuire dove li avrebbe portati."