Copertina di Boduf Songs Stench of Exist
TSTW

• Voto:

Per appassionati di musica minimale, slowcore ed elettronica ambient, amanti di sonorità introspettive e sperimentali
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LA RECENSIONE

Roba che non si può ascoltare di giorno.

Sarò brevissimo. Qui un -ascoltate e stop- sarebbe il modo migliore di dire la cosa.

Sole e Mad Sweet non vanno d'accordo. Ciò succede da quando il monicker Boduf Songs ha fatto la sua comparsa, 10 anni fa, entrando in punta di piedi nel mondo del cantautorato più isolazionista, minimale e sonnolento. Da allora, le cose sono cambiate ma non troppo. Lo slowcore dei primi eccelsi lavori non è scomparso, per niente. E neanche tutto il fare ipnagogico della sua musica. Si è solo messo ad aggiungere, a rendere meno rarefatto ma ugualmente etereo il suo suono.

A quest'album ha portato la strada intrapresa dal 2008, anno del bellissimo "How Shadows Chase the Balance". Nuovo senso di espansività, tappeti di elettronica sfocata ed elegante, percussioni che accompagnano senza fretta un'incedere lento e bellissimo. Tutto con la sua summa in "Modern Orbita".

Ascoltatelo prima dell'alba.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia l'atmosfera ipnagogica e minimale di Stench of Exist, dove Boduf Songs evolve il suo slowcore con elettronica sfocata e percussioni lente. L'opera mantiene la sua natura isolazionista, ideale per l'ascolto nelle ore più silenziose. Un album che affascina per la sua delicatezza e il senso di espansività sonora.

Tracce video

01   Jacket Cruiser (01:18)

02   Last Song Save One (04:11)

03   Head of Hollow-Fill and Mountaintop Removal (05:25)

04   Modern Orbita (06:54)

05   Grows in the Small World of Nerve (03:42)

06   My Continuing Battle With Material Reality (03:27)

07   The Witch Cradle (01:27)

08   Thwart by Thwart (05:12)

09   Sky Pedals Plan (03:53)

10   Great Anthem of My Youth (06:00)

11   The Rotted Names (06:27)

Boduf Songs

Boduf Songs è il progetto solista del cantautore inglese Matthew (Mat) Sweet, originario di Southampton. Nato nel 2005 con un folk minimale registrato in solitudine e di notte, il progetto ha poi incorporato elementi elettronici e chitarre più cupe. Prima di Burnt Up on Re-Entry, Sweet si è trasferito negli Stati Uniti.
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