Copertina di Braid Frame & Canvas
Franci!

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Per appassionati di musica alternativa, fan dell'emo-core e indie rock, ragazzi e adulti nostalgici degli anni '90, ascoltatori in cerca di musica autentica e spigolosa
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LA RECENSIONE

Io son fatto così. Più una cosa è vera, con tutto quello che ne segue, più mi piace. E più questa è contradditoria, ingannevole e incoerente, più è vera. La perfezione non esiste ed io me sono già fatto una ragione; pena mi fanno quelli che la rincorrono. La perfezione è per le cose finte e illusorie, per le persone morte che recitano la parte delle vive. Sarà che son fatto così, ma più una persona o una cosa è simile a me, più mi piace. Narcisismo? No, è semplice autodifesa.

Ed è proprio per questo che mi piacciono i Braid. Musica fieramente adolescenziale che solo lo sfigato che se ne sta all'angolino buio alle feste invece che bere Sex on the Beach può riuscire ad ascoltare. Spigolosa, pulsante e anche infantile. Il critico la bollerebbe come "musica per ragazzini", a me - dicevo - fa stare bene. E' il migliore emo-core dei '90, che non può dare un tono alla gente desiderosa di avercene uno. E' musica stupida e commovente al tempo stesso, ma non potrebbe essere altrimenti.

"Frame & Canvas" ('98, Polyvinyl) è il terzo disco di questi quattro scriteriati che si ostinano a non fare musica originale per la rabbia delle riviste musicali alla moda. Tutto ruota attorno al solito spleen dell'adolescente annoiato e lunatico, con testi che sembrano essere tutti appendici di quello di "Celebrated Summer". Ascoltarlo, è un po' come vederne l'encefalogramma e, per disegnarlo, si va a ripescare da quel pozzo senza fondo che è l'underground americano anni '80 il muro sonoro degli Squirrel Bait e lo si va a puntellare con le acrobazie chitarristiche dei Fugazi, che vengono pure richiamati nelle armonie vocali di Bon Nanna e Chris Broach, sorta di Ian MacKaye e Guy Picciotto più ingenui e con la voglia di cambiare il mondo lasciata sotto il tappeto. Dodici canzoni ricche così di melodie sbilenche ma altrettanto sognanti, di cambi di tempo e di repentine accellerazioni, tanto curate nella forma quanto immediate nei contenuti. I Braid, con questo "Frame & Canvas", si lasciano così alle spalle le incertezze degli inizi e dischi acerbi come il loro esordio, "Franky Welfare Boy Age Five" ('95). Sono dei Cap'n Jazz (anch'essi dell'Illinois, ma di Chicago) meno travolgenti, con un songwriting più ponderato e multiforme che può far ricordare anche i Drive Like Jehu, mantenendo comunque la sintesi causata dalla loro foga da teen esagitati

I Braid si scoglieranno nel '99 (la loro ultima performance è contenuta in "Lucky to Be Alive", uscito postumo nel 2000), e si riuniranno nel 2004 solo per una tournée con tanto di DVD allegato. Scontati erano i propositi che li hanno portati a far musica, tutt'altro che scontata quest'ultimo. Il loro è uno degli emo-core più originali del periodo e che li rende riconoscibilissimi rispetto alle miriadi di band-fotocopia che vegetavano nei '90. 

"Frame & Canvas" è una bella botta di giovinezza. Ed è per questo che mi piace.

 

P.S.: degno di lode anche il progetto solista di Bob Nanna, The City on Film. "In Formal Introduction" è una perla di ballads à la Elliott Smith. Check it out!

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Riassunto del Bot

La recensione esprime un forte apprezzamento per 'Frame & Canvas' dei Braid, un album emblematico dell'emo-core anni '90. La musica è descritta come autentica, spontanea e imperfetta, perfetta per chi si identifica con il sentimento adolescenziale. Vengono evidenziate le influenze di band come Fugazi e Cap'n Jazz e il valore di un album che ha superato l'acerbità iniziale della band per diventare un classico underground. Infine, un cenno favorevole al progetto solista di Bob Nanna.

Tracce testi video

01   The New Nathan Detroits (04:17)

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02   Killing a Camera (02:34)

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03   Never Will Come for Us (03:31)

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05   Collect From Clark Kent (03:24)

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06   Milwaukee Sky Rocket (03:10)

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08   Urbana's Too Dark (03:18)

09   Consolation Prize Fighter (03:14)

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12   I Keep a Diary (05:43)

Braid

Braid sono un gruppo emo statunitense formato a Champaign, Illinois, nel 1993. Guidati da Bob Nanna e Chris Broach, diventano un nome di culto con Frame & Canvas (1998). Si sciolgono nel 1999, si riuniscono nel 2004 e di nuovo nel 2011, pubblicando No Coast nel 2014.
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