Copertina di Bright Eyes Letting Off The Happiness
gluca1985

• Voto:

Per amanti dell'indie-folk, appassionati di musica alternativa, fan di conor oberst e della scena anni '90
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LA RECENSIONE

Come data il 1998 fa venire subito in mente il britpop, frangette, Adidas e Beatles revival.

Questo però è vero solo in apparenza.

Sotto questo "sfavillante" mondo si stava facendo avanti un tipo di musica che successivamente verrà etichettata come indie-folk, e che troverà i suoi massimi esponenti nei Neutral Milk Hotel e nei Bright Eyes; proprio del disco d'esordio della band di Conor Oberst parleremo adesso.

La prima cosa che mi viene da dire è che non sentivo un album così profondamente sincero dai tempi del primo ascolto di The Madcap Laugh.

"Letting Off the Happiness" è un album crudo, diretto, un diamante grezzo appena sbozzato dall'aiuto di alcuni musicisti che gravitano attorno ad un nucleo, Conor Oberst.

Quest'album è un'istantanea del talento di un ragazzino venuto dal Nebraska.

"Letting Off the Happiness" può essere descritto come un disco folk contaminato, in cui gli opposti si alternano in una disperata lotta, chitarre acustiche e chitarre al limite dell'urticante, tenui note di tastiera contro puro rumorismo, sfacciata ironia contro cupa disperazione.

Da questa perenne lotta esce vincitrice la voce del sig. Oberst, capace di interpretare ogni singola emozione umana, sia che canti un brano punk-folk come "The City Has Sex" , sia un brano dal sapore campestre come "June on the West Coast".

In definitiva l'esordio dei Bright Eyes è un album profondamente imperfetto, acerbo come direbbero i benpensanti, ma proprio per questo risulta sorprendente, come quelle opere che riescono a cristallizzare l'intellegibile in un attimo mai più ripetibile.

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Riassunto del Bot

Letting Off The Happiness è l'esordio crudo e sincero di Bright Eyes, con Conor Oberst al centro. L'album miscela folk e sonorità contrastanti, mostrando un talento genuino e imperfetto. Un'opera che cattura emozioni autentiche, distinguendosi dagli stereotipi del britpop dell'epoca. È un disco sorprendente che segna l'inizio di una nuova scena indie-folk.

Tracce testi

02   Padraic My Prince (03:50)

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03   Contrast and Compare (03:59)

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04   The City Has Sex (02:14)

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05   The Difference in the Shades (04:25)

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06   Touch (03:44)

07   June on the West Coast (03:36)

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09   A Poetic Retelling of an Unfortunate Seduction (04:26)

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10   Tereza and Tomas (25:47)

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Bright Eyes

Bright Eyes è un progetto/band indie rock statunitense nato a Omaha (Nebraska) nel 1995, guidato dal cantautore Conor Oberst con i collaboratori Mike Mogis e Nate Walcott. È noto per testi letterari e per un suono che spazia dal folk orchestrale all’elettronica.
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