Copertina di Burial Untrue
Allen

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Per appassionati di musica elettronica, fan del dubstep, ascoltatori di musica sperimentale e underground, cultori di atmosfere oscure e immersive.
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LA RECENSIONE

Un album lontano, lontano da ciò che è la musica che abitualmente passa attraverso le mie cuffie: dicono essere dubstep, e mi sono dovuto documentare per comprendere cosa fosse questo genere di musica elettronica nato e sviluppatosi nell'underground londinese a partire dal 2000, cresciuto negli ultimi due anni raggiungendo i critici musicali, non ancora i vertici delle classifiche.

Il problema in questo senso è che si tratta di musica strumentale e nelle classifiche raramente i pezzi non cantati funzionano bene. Così questo genere finisce per essere ascoltato o ballato nei club.

Dicevo Untrue è lontano, per quanto cerchi di infilare le cuffie nelle orecche, il suono mi giunge come eco dallo spazio.
Dall'ascolto dell'album si esce ipnotizzati, un ipnosi che rimanda ad un'oscura e pesante levità, che trascina senza accorgersene nell'oscurità della Londra industriale, sotto la pioggia, nel fango dei bassi di "Untrue", che titola l'album.

Di questa musica Lucifero è emblema: ora angelo ora diavolo, ora musica da ascoltare. Suoni su suoni, rumori, voci celestiali come demoniache: semplicemente disciolte; gocciolano lungo le casse, poi scricchiolii di puntine sul vinile, graffi metallici, c'è molto di palesemente artificioso che neanche un orecchio ingenuo non coglierebbe.

Ma anche i rockettari maledetti possono amare "Archangel", (forse no, ma lo spero) che avvolge nella formula ipnotica: "Holding you / Let it be alone... let it be alone... loving you / Kissing you / Tell me I belong... tell me I belong..." Un amore amaro.
Ancora restano i suoni di "Archangel" che esordisce "Near Dark", rispondendo a pieno alle richieste del pubblico dub.
"Etched Headplate", 6 minuti in crescita alternata tra vocalizzi, lascia dentro qualcosa di incompiuto, una mancata implosione, una cascata di suoni attesa invano gli ultimi secondi, che resta comunque splendida.
"Dog Shelter" è dunque ambient, così come "Endorphin" che però è molto di più. Ambiente lunare, ad un salto dal vuoto.
"Raver" chiude invocando e riecheggiando l'house che fu.

Dalla cupa Londra, post-industriale, ora si intravede uno spiraglio di rinascita.

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Riassunto del Bot

L'album Untrue di Burial rappresenta un viaggio sonoro ipnotico e oscuro nel cuore del dubstep londinese. Con un mix di suoni artificiali, bassi profondi e atmosfere che richiamano una Londra post-industriale, l'opera riesce a coinvolgere anche chi si avvicina per la prima volta a questo genere. Tracce come 'Archangel' e 'Etched Headplate' colpiscono per la loro intensità emotiva. Untrue si distingue per la sua capacità di evocare immagini e sensazioni, attraversando ambientazioni cupe e spazi lunari.

Tracce testi video

01   [untitled] (00:46)

02   Archangel (03:58)

03   Near Dark (03:54)

04   Ghost Hardware (04:53)

Love you
Love you
Ohh no...

Love you
Love you

Love you
Love you

Love you
Love you

05   Endorphin (02:57)

06   Etched Headplate (05:59)

07   In McDonalds (02:07)

08   Untrue (06:16)

09   Shell of Light (04:40)

10   Dog Shelter (02:59)

11   Homeless (05:20)

13   Raver (04:59)

Burial

Burial è il progetto del produttore londinese William Emmanuel Bevan. Pubblica su Hyperdub dal 2005, definendo il corso del dubstep con i due album Burial (2006) e Untrue (2007) e una lunga serie di EP. È noto per estetiche notturne, voci pitchate e texture crepitanti, e per collaborazioni con Four Tet, Thom Yorke e Massive Attack.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  gabbox

 A me sembra il miglior tentativo esistente di tradurre in forma sonora lo spirito di questi tempi.

 Questo è il disco dell'anno 2007 senza interrogativi.


Di  idealbeys

 Untrue è proprio l'elemento della profondità, dello scavare nella terra (e nella nostra anima in questo caso).

 Preghiamo che questo viaggio onirico possa non finire mai, dopo sarebbe l'oblio.