Copertina di Bush Razorblade Suitcase
RinaldiACHTUNG

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Per appassionati di rock anni '90, fan dei bush e del grunge, ascoltatori di musica alternativa, critici musicali
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LA RECENSIONE

Tante, troppe, le sciocchezze lette a proposito dei Bush.

La clamorosa accusa di somiglianza/imitazione mossa dalla stampa a Gavin Rossdale nei confronti del defunto Kurt Cobain, mi ha sempre trovato in disaccordo. Un attento ascoltatore e conoscitore del trio di Seattle capisce che gli inglesi Bush hanno attitudine e carattere completamente diversi dallo stile Nirvana. Il timbro vocale? Sai quanta gente ha timbri vocali simili, non è una novità. Una band inglese che in quel periodo decise di andare controcorrente rispetto al tipo di sound in voga (Madchester, Britpop).

Ulteriori accuse furono mosse riguardo questo Razorblade Suitcase, prodotto da Steve Albini (facile intuire), che curiosamente affermò di non essersi mai impegnato tanto quanto nella realizzazione di questo progetto.

L'approccio è diverso rispetto all'esordio Sixteen Stone, qui infatti il tipico metodo del famoso artista americano mette in risalto i colpi inflitti alla batteria e quel garage sound che personalmente adoro.

Personal Holloway e la voce filtrata agonizzante introdotte da quello che sembra il ringhiare di un lupo danno il benvenuto e mettono le carte in tavola presentando travolgenti e sporchi riff.

Episodi leggermente più romantici, incentrati su problemi di coppia, o quasi nelle note Swallowed e Cold Contagious.

Incazzata, intermittente Insect Kin forse come mai fino ad allora.

Il Razorblade Suitcase è il bagaglio emozionale che il leader porta con se in giro per il mondo.

Rasoi, graffi che tramite semplici parole articolate in frasi ad effetto mostrano, sorrette dalla sempre presente linea di basso, l'abisso su cui è incentrato l'argomento.

Punto di forza del gruppo quello di aver sperimentato ed amplificato praticamente in ogni album successivo un cambiamento costante.

Un album figlio di quegli anni '90 exploitation di certa sofferenza repressa.

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Riassunto del Bot

La recensione difende con forza l'identità e l'originalità dei Bush contro le accuse di somiglianza con i Nirvana. Descrive con passione il secondo album 'Razorblade Suitcase', prodotto da Steve Albini, e sottolinea la maturità artistica e la potenza sonora che caratterizzano il lavoro. Vengono messi in luce i temi emotivi e i riff grezzi, tipici del garage rock, che rendono l'album un punto fermo degli anni '90.

Tracce testi video

Bush

I Bush sono una band rock londinese formata nel 1992 e guidata da Gavin Rossdale. Emersi con Sixteen Stone (1994) e accostati al grunge, hanno alternato successi radiofonici e cambi di rotta (elettronica inclusa), si sono sciolti nel 2002 e sono tornati nel 2010, fino a The Kingdom (2020) e The Art Of Survival (2022).
09 Recensioni

Altre recensioni

Di  oceansize

 Se il loro debutto 'Sixteen Stone' era poi oggettivamente trascurabile, col successivo 'Razorblade Suitcase' i 4 inglesi riuscirono a fare un album decisamente discreto.

 'Grunge senz’anima', ma in fondo si ascolta con piacere.