Copertina di Cabaret Voltaire Seconds Too Late
Battlegods

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Per appassionati di musica elettronica, post-punk, industrial anni ottanta e cultori di musica sperimentale.
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LA RECENSIONE

Giunti negli anni Ottanta non possono più sbagliare. Consolidare la fama, avvenuta con tanta tenacia, registrando inizialmente scherzi elettronici, non pensando mai di produrre un album, è importante.

Il singolo “Seconds Too Late” accoppiato con “Control Addict” è la scelta giusta per la fase giusta. Il dub e l’elettronica innovativa, che trovava consensi perfino nell’amico Ian Curtis, sono realizzazioni storiche, relegate a un particolare periodo sociale.

Una serata seriosa, incubata in forti strobo, anche in un locale demenziale, sfruttato per quattro spicci. Gli artisti in questione elevano sicuramente la qualità dell’atmosfera. La bellezza dei Cabaret è quella di imprigionare l’ascoltatore, scaraventando la mente in oscuri luoghi, dalle tinte cupe. Niente è bianco con loro.

Rilevanti le linee del basso di “Seconds Too Late”, come la dimenticata “Control Addict”, esercitazione per niente banale del trio britannico. La solita menata per intenditori del genere? Nein! Di certo un passo avanti rispetto all'apparenza ingenua del reggae-wave di "Silent Command", iniziando a dialogare con la dimensione alta della seminale "Nag Nag Nag".

Da qui in poi arrivano “The Voice Of America”, il cocktail orientale di “Yashar”, la tanz- industrial-disturbata-urbana con “Sensoria” e “Kino”.

Tanti bei cabaret, a luci soffuse.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Seconds Too Late dei Cabaret Voltaire come un punto di svolta negli anni Ottanta, dove la band consolida la sua fama con un mix di dub e elettronica innovativa. L'album conferma la capacità del trio britannico di creare atmosfere oscure e coinvolgenti, superando la semplicità di lavori precedenti e anticipando elementi chiave del genere industrial. La qualità dei brani è sottolineata dalle linee di basso e dalla sperimentazione sonora.

Tracce

01   Seconds Too Late ()

02   Control Addict ()

Cabaret Voltaire

Collettivo elettronico di Sheffield fondato nel 1973 da Stephen Mallinder, Richard H. Kirk e Chris Watson. Pionieri dell’industrial e del cut-up su nastro, hanno evoluto il suono dagli esperimenti rumoristi e post-punk alla pulsazione dance/electro degli anni ’80.
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