Can
Ege Bamyasi

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Non è davvero possibile sottostimare l'importanza del cosidetto Krautrock nella storia della musica popolare. Gruppi come Faust, Neu!, Can e Kraftwerk sono accomunati da un senso dell'avventura musicale che ancora oggi lascia esterefatti.
Nel 1971 i Can avevano pubblicato quel disco maestoso e intrigante che è Tago Mago: un opera colossale, ambiziosa, definitiva per molti aspetti. Era nell'ordine delle cose perciò che l'anno dopo con Ege bamyasi le cose tornassero a misura d'uomo: lunghezza totale da vinile singolo, pezzi lunghi sì ma niente che eguagli i 18 minuti di "Halleluhwah" e i 17 di "Aumgn" del lavoro precedente.
Anche a livello musicale si sente l'esigenza di evitare i tratti più deliranti del loro sound per ricercare una forma più compatta e equilibrata (che troverà poi compimento nel bellissimo Future days del 1973).

Si tratta quindi di un disco di passaggio ma ciò non significa che l'album non abbia una sua precisa identità e una rilevanza all'interno della discografia Can.
Volendo schematizzare possiamo individuare due forme di composizione: la lunga suite (una sorta di jam session celebrale e istintiva allo stesso tempo) del brano di apertura "Pinch" e di "Soup" e la composizione breve, quasi pop (per quanto si possa parlare di pop nel caso dei Can) degli altri 5 brani. "Pinch" è una lunga cavalcata giocata su variazioni percussive che riescono a manternersi interessanti fino alla fine: si tratta di ritmi spezzati, singhiozzanti, che si snodano sinuosi delineando una tipologia di composizione ancora una volta originale e inaudita. "Sing swan song" è una ballata sonnecchiosa, onirica e conduce, attraverso "One more night" al piccolo capolavoro che è "Vitamin C". I ritmi sghembi e il cantato pop si fondono in maniera perfetta, come raramente accade. Grandissima. La seconda jam session "Soup" è maggiormente reminescente di Tago Mago, con tanto di impazzimento di Suzuki nel finale.
Chiudono due piccoli gioielli di tre minuti circa: "Im so green" e "Spoon". Quest'ultima fece vendere diverse copie ai Can grazie al fatto che fu utilizzata per una serie televisiva poliziesca tedesca. Non sorprende. È orecchiabile, atmosferica, inquietante.

Non è mai troppo tardi per scoprire la musica dei Can, ma adesso è un buon momento. Sono appena usciti i primi quattro album (fino appunto a Ege Bamyasi che è il quarto) in edizioni rimasterizzate molto curate e esteticamente molto appetibili. Gli altri tasselli della discografia seguiranno nei prossimi mesi.
Non fateveli sfuggire.

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Ultimi Cinquanta commenti su DuecentoTrentaTre

Anonimo
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Sistematica : parte della biologia che si occupa della classificazione e della nomenclatura degli esseri viventi e dei fossili (v. classificazione).

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Anonimo
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Classificazione : in biologia, organizzazione degli esseri viventi per categorie (sistematica), avente lo scopo di facilitare la conoscenza degli stessi. Gli esseri viventi vengono divisi dapprima in grandi gruppi (regni, sottoregni ecc.) in ognuno dei quali tutti gli individui del gruppo rispondono a caratteri molto generali. Questi gruppi vengono poi suddivisi in gruppi minori (tipo, classe, ordine, famiglia, genere, specie) sulla base di affinità sempre maggiori. La specie è l'unità fondamentale della sistematica sia animale che vegetale.
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Anonimo
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La sottospecie o razza è una suddivisione tassonomica della specie, sia del Regno animale che del Regno vegetale.

Le differenze tra una sottospecie e l'altra sono, in termini evolutivi, relativamente recenti e dovute principalmente agli adattamenti ambientali o all'isolamento creatosi tra le diverse popolazioni (catene montuose, fiumi, isole, ecc.) oppure a differenze comportamentali createsi fra le diverse popolazioni.

Le sottospecie possono facilmente ibridarsi tra loro, cosa che tra le specie, in natura, avviene molto di rado e, anche quando avviene, i nuovi nati sono quasi sempre sterili (Esempi: mulo e bardotto).

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Anonimo
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RAZZA
Divisione sistematica più piccola della specie. Due individui appartenenti alla stessa specie ma a razze diverse, se incrociati tra loro, danno origine a ibridi fecondi, che possono riprodursi. Tra questi, per esempio, si possono classificare le razze umane, quelle canine, le infinite varietà di mele, di rose, di frumento.
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Anonimo
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Se anche l'uomo appartiene al regno animale, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, il concetto di razza o sottospecie è applicabile anche ad esso, e non si vede perchè debba essere l'unico animale a rimanerne escluso ed in virtù di quale teoria...Airone, i tuoi articoli non hanno dimostrato un beneamato cazzo, nè tantomeno hai dimostrato qualcosa tu, il punto centrale è questo : TUTTI gli animali e i vegetali possono suddividersi in generi, ordini, specie e razze...LA SPECIE UMANA SI SUDDIVIDE IN RAZZE (VARIABILI SENZ'ALTRO IN BASE AD ISOLAMENTO, MUTAZIONI O ABITUDINI) COME TUTTI GLI ALTRI ORGANISMI VIVENTI. HAI TOPPATO AIRONE, VAI A CASA.
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Airone
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Ok ritiriamo premi e lauree a Luca Cavalli Sforza. Lo dice Mauro ed il suo vocabolario. Effettivamente a cosa servono 30 anni di ricerche, analisi sul sangue di 5000 individui di tutto il mondo. Basta un vocabolario. Ti ripeto non prendertela con me, ma con i luminari della genetica. Loro ti chiamerebbero "cialtrone della genetica". Comunque ci hai annoiato, ho fornito 300 link, tesi di lauree premiate, etcetera, etcetera, se non lo vuoi accettare cazzi tuoi. Beati nella tua ignoranza. Ma anche le scienze in mano ai comunisti?
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Anonimo
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Ma che cazzo hai fornito Airone....ti sei incartato con le tue stesse manine e ci ripensi pure qualche giorno dopo come i cornuti....
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Airone
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Ma quanto sei ignorante. Hai letto? Per gli uomini è differente, il tuo discorso da osteria non regge. Ci sono più differenze genetiche tra te e tua madre che tra te e un arborigeno. Solo che lui ce l'ha più grosso. Il cervello intendo. Ma almeno leggi? Tu a Luca Cavalli Sforza ci fai una pompa, il tuo discorso non ha un minimo di base scientifica, sei un cialtrone della genetica. Appunto. Ti ripeto certe cose fanno presa sui sessantenni della bocciofila. Ho letto i link, comodamente a casa, e minchia che uomo che è sto Sforza, una vita a fare ricerche, analisi, 5000 campioni di sangue, ha tracciato una mappa dei gruppi sanguigni. In virtù dei suoi studi asserisce che "la variabilità di pochi geni non comporta, per gli umani una classificazioni in razze.". Poi arriva un fascio semianalfabeta, con discorsi da lattaro, e dice il contrario, con in pugno un vocabolario. Fai l'uomo, contatta Luca Cavalli Sforza è digli che è un vecchio minchione, poi dopo fammi sapere. La sfida è con i luminari della genetica non con me.
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Airone
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Luca Cavalli Sforza
Intervista
Il razzismo è una idiozia. Lo dimostra la genetica 5/02/2001

Biografia
Luca Cavalli Sforza, nasce a Genova il 25 gennaio del 1922 è cittadino italiano e statunitense. Laureatosi in medicina a Pavia (1944), già da studente si occupa di genetica delle popolazioni con Adriano Buzzati-Travesro, raccogliendo enormi quantità di Drosophile sui tini dove fermenta il vino nella cantina della sua villa di famiglia, a Belluno, negli ultimi anni della guerra.

Fra il 1948 e il 1950 svolge un incarico di ricerca a Cambridge, dove lavora con uno dei genetisti più bravi del secolo scorso: Ronald A. Fischer. In quei 2 anni Cavalli Sforza, già proveniente dalla ricerca sulla genetica delle popolazioni e sull'immunologia, compie un lavoro sperimentale sulla genetica dei batteri. Lavorando in quell'ambiente, comincia a sviluppare un crescente interesse per l'analisi dei gruppi sanguigni finalizzata allo studio dell'evoluzione umana.


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Airone
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L. Cavalli Sforza è stato Direttore dei Laboratori di Ricerca di Microbiologia all'Istituto Sieroterapico Milanese e dell'Istituto di Genetica all'Università di Pavia; ha insegnato nelle Università di Cambridge, Parma e Pavia ed è attualmente Professore Emerito (attivo) di Genetica all'Università di Stanford in California (dal 1992).

Da quarant'anni studia l'evoluzione umana e, a partire dal 1991, si occupa del programma di ricerca sulla diversità del genoma umano, lo "Human genome diversity project" da lui promosso, che punta a ricostruire, attraverso l'analisi del DNA mitocondriale, la mappa delle popolazioni del pianeta. E' autore di quasi 500 pubblicazioni scientifiche e di alcuni libri. ha collaborato con vari periodici e numerosi sono i riconoscimenti che ha ricevuto, tra cui:

Medaglia d'oro del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Italiano (1990) Foreign Member della Royal Society, Londra (1992) laurea honoris causa dalle Università di Columbia, Cambridge, Calabria, Bologna, Cagliari, Roma Premio Balzan (1999), per la completezza del suo lavoro sull'evoluzione umana

Tra le sue opere apparse in italiano ricordiamo: "Analisi statistica per medici e biologi", "Introduzione alla genetica umana", "Genetica, evoluzione, uomo", "La transizione neolitica e la genetica di popolazioni in Europa", "Storia e Geografia dei geni umani". Il suo nome è diventato popolare negli ultimi anni grazie a una serie di brillanti pubblicazioni scientifico-divulgative come " La storia della diversità umana" e "La scienza della felicità".




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Airone
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Il razzismo è una idiozia. Lo dimostra la genetica

Il genetista Luca Cavalli Sforza difende l'idea di progresso culturale rispetto all' evoluzione genetica e ai pregiudizi razziali
In che cosa consistono le sue ricerche sull'allocuzione "genetica delle popolazioni umane"?

La genetica è lo studio della eredità biologica, della variazione, dell'evoluzione e della funzione dei geni e dei cromosomi. Quindi la genetica delle popolazioni è la disciplina che studia le differenze ereditarie tra individui di una stessa popolazione o di una stessa specie e naturalmente. Io, in particolare, mi occupo di popolazioni umane. Ogni specie segue delle regole generali e condivide alcuni tratti comuni. L'area di interesse della genetica delle popolazioni umane ricopre molti tipi di applicazioni dal momento che lo studio della variazione, nell'uomo, costituisce il principio base della medicina. La medicina è, infatti, lo studio di differenze che alterano lo stato di salute dell'individuo, per cui può esser vista come una parte della genetica delle popolazioni umane. In questo senso la genetica delle popolazioni ha anche importanza pratica notevole. In senso teorico è invece interessante perché è possibile ricostruire la storia dell'umanità o di una specie in generale, studiando la variazione tra i gruppi che questi individui formano.


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Airone
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La genetica delle popolazioni permette autonomamente una attività di ricostruzione della storia dell'umanità o si deve avvalere di altri campi di studio?

La si deve arricchire di studi paralleli che vanno dalla storia alla archeologia, alla linguistica, alla demografia perché senza di essi la comprensione della genetica delle popolazioni umane rimane incompleta. In questo modo si può arrivare a creare un quadro chiaro della storia della nostra specie.


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Airone
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Ci può dare un breve excursus storico sullo sviluppo della genetica delle popolazioni umane?

La genetica, come scienza, è nata nel 1900. Nel 1865 sono state pubblicate le leggi di Mendel ma per un certo periodo di tempo nessuno ne aveva colto l'importanza. Tali leggi sono state riscoperte soltanto nel 1900, quando si è capito che esprimevano il concetto di ereditarietà, descrivendo come si trasmettono i caratteri biologici. Da allora la genetica ha cominciato, soprattutto in America, a svilupparsi con una straordinaria velocità anche grazie alla scelta di un organismo su cui era molto facile fare degli esperimenti: la drosofila.

La genetica delle popolazioni ha avuto inizio, invece, intorno al 1920 e si è sviluppata seguendo due linee teoriche: una prima linea, quella della teoria della evoluzione, ha chiarito quali sono le forze che operano l'evoluzione. La genetica delle popolazioni rimane, infatti, essenzialmente una teoria dell'evoluzione, anche se analizzata a livello dell'individuo, dei piccoli gruppi e non solo delle grandi popolazioni, delle grandi specie. La seconda linea di sviluppo si basa sull'esame delle popolazioni ed è stata vagliata sperimentalmente sulla drosofila. Sul moscerino della frutta è infatti possibile creare delle popolazioni e seguirne il cambiamento. Sono state usate anche altre specie per seguirne i cambiamenti. Nell'uomo naturalmente questa sperimentazione non può aver luogo.


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Airone
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Quali sono i vantaggi dello studio delle popolazioni umane?

Lo svantaggio nello studio delle popolazioni umane è che l'essere umano vive delle generazioni molto lunghe. Un altro svantaggio è costituito dal fatto che non si possono fare esperimenti e vedere come reagiscono gli uomini mettendoli in un ambiente difficile o, ad esempio, irradiandoli, Un grande vantaggio estremamente importante per studio dell'uomo consiste nel fatto che si può fare uno studio demografico molto più facilmente che su qualunque altro organismo perché fra l'altro abbiamo anche moltissimi dati provenienti dal passato. Sappiamo, ad esempio, quanto grandi sono le popolazioni, come sono suddivise, come si muovono Recentemente, inoltre, la storia della genetica delle popolazioni ha usufruito del grande vantaggio di studiare direttamente in Dna. Fino a poco fa si potevano studiare solo i prodotti del Dna, le proteina. Adesso abbiamo al possibilità di studiare direttamente la chimica del Dna e quindi di fare un lavoro molto più notevole.


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Airone
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In Italia il CNR conduce da tempo degli studi sulla vita artificiale. In particolare è nota una ricerca che studiava l'influsso dell'apprendimento individuale sull'evoluzione di una specie. La vita artificiale può costituire un valido strumento per lo studio delle popolazioni?

Sono state fatte moltissime simulazioni informatiche dell'evoluzione e sono state trovate delle cose interessanti ma le simulazioni che usiamo sono, di solito, sempre molto parziali nel trattare alcuni aspetti di un organismo. Un organismo vivente ha di una tale complessità che si può simularlo per mezzo di un calcolatore solo rinunciando per il 99,9999% alle sue caratteristiche reali


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Airone
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Concetti come quello di razza sono ancora sostenibili da un punto di vista scientifico, alla luce delle nuove acquisizioni della teoria delle popolazioni?

Il concetto di razza era caro soprattutto agli antropologi del secolo passato e rispondeva ad una necessità di classificazione. Purtroppo, però, la variazione genetica nell'uomo è talmente complessa che una classificazione per razze si è dimostrata completamente inutile. La differenza tra individui è grandissima, ma anche in ogni gruppo, per quanto piccolo, la differenza rimane sempre estremamente grande. Anche se riunissimo gli individui in gruppi sempre più piccoli, troveremmo sempre comunque moltissime differenze. Questo discorso potrebbe, di primo acchito, non risultare convincente dal momento che notiamo delle differenze generalizzate, come quella della pelle scura in Africa, la pelle chiara in Europa. Questo tipo di differenze, ad esempio, sembrano chiare e ben visibili a tutti. Tuttavia sono differenze di tipo funzionale perché nelle zone tropicali la pelle necessita di protezione dall'eccesso di raggi ultravioletti. In un secondo momento, però, questo tipo di differenze crea un'impressione di differenza netta tra gruppi che è molto più grande della differenza reale in quanto le differenze veramente importanti vigono tra gli individui e non tra i grandi gruppi


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Airone
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Perché le variazioni individuali sono necessarie alla evoluzione naturale?

L'evoluzione richiede enormi valvole di sicurezza create, appunto, dalla diversità individuale. Il nostro futuro è sempre in certo, ragion per cui la selezione naturale, che è il meccanismo che decide per noi senza dirci niente, ha scelto gli individui che sopravvivevano ed erano in grado di mantenere la specie. Il mantenimento della specie richiede però una grande varietà di individui così che, all'avvento di qualche possibile novità, c'è sempre la speranza che ci sia almeno qualche membro della popolazione che riesca a sopravvivere e a garantire la sopravvivenza della specie nelle generazioni successive. Questo è il motivo per il quale vi è sempre questa grandissima variazione in qualunque organismo vivente. Il colore della pelle rappresenta un caso estremo di omogeneità tra gruppi ma, osservando gli altri 80 mila geni, notiamo che è molto raro di trovare delle differenze così nette fra i gruppi. Le differenze tra i gruppi sono in genere completamente sfumate ed è quasi inutile tentare classificazioni per grandi gruppi.


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Airone
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Questo tipo di studi ha delle ricadute di carattere etico?

Una ricaduta molto importante, è la dimostrazione che il razzismo sia una completa idiozia, un pregiudizio che bisogna assolutamente combattere. Si noti il fatto peculiare che è ben raro che uno scelga come esempio di razza perfetta un'altra razza. Inoltre la razza, in quanto gruppo, è una nozione che non ha nessuna consistenza scientifica perché tutti i gruppi hanno tratti caratteristici sfumati. Di fatto i gruppi che presentano le stesse caratteristiche genetiche sono piccolissimi. Questi ristrettissimi gruppi non possono essere chiamati "razze". Hanno un'ampiezza così modesta da rivoluzionare completamente le vecchie classificazioni.


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Airone
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link rotto
Per leggerla tutta.
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Airone
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Mi dai un tuo parere su quello che hai appena letto?
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Airone
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Sei fermo al medioevo aggiornati. Chissà cosa t'inventi ora.
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Anonimo
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Dopo una settimana di inutili post che hai cercato in giro per internet non sei ancora arrivato ad afferrare il semplice concetto che ammettere l'esistenza delle razze umane non significa ammettere il razzismo, ma tu sei talmente cretino che avrai bisogno di andare a consultare qualche scienziato che ti spieghi le teorie razziste.
Secondo me hai bisogno di un buon psicanalista, Airone....that's all. Hai perso solo tempo per dimostrare il nulla.
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Airone
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Sei tu che non hai afferrato, e scientificamente provato che non si può parlare di razze. Non l'hai lett l'intervista , ti riporto unpezzo scientificamente rivelante. "La differenza tra individui è grandissima, ma anche in ogni gruppo, per quanto piccolo, la differenza rimane sempre estremamente grande. Anche se riunissimo gli individui in gruppi sempre più piccoli, troveremmo sempre comunque moltissime differenze. Questo discorso potrebbe, di primo acchito, non risultare convincente dal momento che notiamo delle differenze generalizzate, come quella della pelle scura in Africa, la pelle chiara in Europa. Questo tipo di differenze, ad esempio, sembrano chiare e ben visibili a tutti. Tuttavia sono differenze di tipo funzionale perché nelle zone tropicali la pelle necessita di protezione dall'eccesso di raggi ultravioletti. In un secondo momento, però, questo tipo di differenze crea un'impressione di differenza netta tra gruppi che è molto più grande della differenza reale in quanto le differenze veramente importanti vigono tra gli individui e non tra i grandi gruppi.." E' chiaro? Si parla di differenze genetiche. Stai facendo l'ottuso Mauro, il concetto è esposto in maniera chiara proprio per far capire gente come noi, in realtà parla il più grande genetista vivente.
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Anonimo
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Ma chi cazzo l'ha provato che non si possa parlare di razze umane, Cavalli Sforza ? Lui ha soltanto cambiato la denominazione da "razza umana" a "tipo umano", forse perchè gli stava antipatico il termine, ma quello è un suo problema, non certo mio....la pelle scura e la pelle chiara (come la forma dei capelli, del cranio, del naso, della bocca e l'aspetto fisico) sono caratteri formatisi in base ad isolamente geografico o mutazioni geneticamente trasmissibili e ciò basta a giustificare il termine razza come per tutti gli altri esseri viventi della terra.....se "razza" è diventato un termine politically incorrect e sostituito con un altro deciso a tavolino da qualche burocrate, non è affar mio, io continuerò a chiamare i "tipi umani" con il loro nome da sempre utilizzato in biologia o zoologia, ossia "razza".....e figurati se un cretino come te può farmi cambiare idea utilizzando argomenti risibili ed ipocriti....ma per piacere.
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Hal
Hal
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Airone il tuo discorso è limpido e condivisibile, hai ben puntualizzato questi concetti noti da molto tempo, sui quali comunque mauro aveva già avuto modo di esprimere il suo dissenso in altre recensioni. Penso che adesso sia inutile proseguire oltre. E' tutto molto chiaro. Ciao
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Airone
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Concordo. Ultime osservazioni. Non è il mio puno di vista, ma è quello di un luminare. Non posso evitare ancora una volta di far notare, l'assoluta inettezza alla dialettica di Mauro, che espone un altra amenità da fabbro. Ora uno studia una vita perchè gli sta antipatico un termine. La generalizzazione e lo sminuire la fatica altrui, è l'operazione culturale che detesto di più, e Mauro non è altro che l'ennesimo individuo di un gente già incontrata. Comunque son contento che con le cose postate da entrambi chiunque posa farsi la propria idea sulla questione. E ieri ho comprato un libro di questo grande uomo. Non parlo di mauro ovviamente, lui al massimo scrive sussidiari o cazzate. Addio.
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Airone
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Concordo. Ultime osservazioni. Non è il mio puno di vista, ma è quello di un luminare. Non posso evitare ancora una volta di far notare, l'assoluta inettezza alla dialettica di Mauro, che espone un altra amenità da fabbro. Ora uno studia una vita perchè gli sta antipatico un termine. La generalizzazione e lo sminuire la fatica altrui, è l'operazione culturale che detesto di più, e Mauro non è altro che l'ennesimo individuo di un gente già incontrata. Comunque son contento che con le cose postate da entrambi chiunque posa farsi la propria idea sulla questione. E ieri ho comprato un libro di questo grande uomo. Non parlo di mauro ovviamente, lui al massimo scrive sussidiari o cazzate. Addio.



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Anonimo
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Detto da un ignorante deficiente che scrive "un altra" senza apostrofo, è un onore esser considerati dei fabbri....perlomeno siamo gente vera e schietta, non ragazzini pieni di sè ed ignoranti per giunta...P.S. non so esattamente quale sia la vera ragione POLITICA che c'è senz'altro dietro il negare che l'umanità si divida in razze, ma posso intuirlo...secondo me dietro questi intenti ci sono i poteri forti, le multinazionali, il capitale apolide, ossia quelli che avrebbero tutto da guadagnare da un annullamento delle nazioni, dei popoli e delle identità nazionali, ossia gli amici di Airone....chissà, forse un giorno ci arriverà anche lui, per il momento si limiti a parlare di musica....
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psychopompe
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io mi ritengo fottutamente apolide, che male c'è amico mauro? E esserlo a livello legale come saprai è una rogna bella e buona. Bisogna invece proprio tendere a considerarsi mentalmente apolidi, semplicemente perchè il concetto stesso di identità nazionale non ha riscontri nel reale, è un metodo per avere controllo sulle masse. Io sono italiano perchè c'è scritto su un documento punto e basta. Non mi ritengo in un certo modo perchè sono "italiano" per cui saprei fare la pizza, cerco di inculare te prima che tu inculi me, sono un mangia spaghetti, e via dicendo. E soprattutto madonna p&%$£°a QUESTA NON E'LA MIA PATRIA!!! Devono smetterla di affiggere pubblicità come quella di A.N., dove ammette spudoratamentre le sue reminiscenze fasciste utilizzando proprio patria, parola tanto cara a chi ha bisogno del senso del gruppo.....e parola cardine di tutte le dittature ( e dico tutte Mauro) dx e sx incluse.
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Anonimo
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Figuriamoci, AN :-))))) quelli di nazionalista ormai hanno solo il nome....tu puoi esser liberissimo di considerarti un senzapatria, uno zingaro insomma, ci mancherebbe, ma non arrivi a capire che i poteri forti, ossia le multinazionali, mirano proprio a questo....l'abolizione dei confini nazionali li farebbe non felici, di più...senza confini nazionali non ci sarebbe più alcun ostacolo alla libera circolazione di uomini, merci e CAPITALI...non so se mi spiego...oggi lavori per un'azienda farmaceutica o calzaturiera in Italia, il cui capitale è di una multinazionale, domani tale azienda, se trova un costo del lavoro più basso in Cina, ad esempio, ci si trasferirà senza alcun problema per aumentare i suoi utili, e tu ti ritroverai a spasso.....se questo mondo a voi globalisti piace tanto che vuoi che ti dica ? Godetevelo. ma poi non versate lacrime amare sopra una situazione che vi siete voluti.
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Anonimo
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però ...
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Airone
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Mauro hai sbroccato, e non mi riferisco alla tua adolescenziale osservazione su "un altra", roba da quinta elementare. Ma che c'entra, essere apolidi, le multinazionali. Parliamo di un genio della genetica, un poeta quasi, un uomo con un amore verso la scienza enorme. Che c'entra Cavalli Sforza con ste stronzate? Hai detto una cosa evidentemente sbagliata e ne abusi per i tuoi fini politici, una cosa evidente e già vista mille volte. Se vuoi ora svia il discorso, ma il concetto di razza a te tanto caro è sbagliato e scientificamente infondato. Con te è inutile parlare, perchè rigiri la frittata come ti pare, dicendo stronzate enormi, mettendo in dubbio, tu che non hai competenza, gente preparatissima, poi per incanto cambi discorso e metti in dubbio la loro etica scientifiche con stronzate di tipo politico. Cambia pure discorso che ti conviene, L'argomento ha fatto uscire fuori quanto tu sia povero di reali conoscenze e quanta sia grande la tua arte diffamatoria. Un classico ignorante di estrema destra. Meglio misurarsi le unghie che misurarsi con te. Mo basta per davvero.
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Anonimo
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Sai cosa ho imparato Airone da questa discussione con te ? Che l'umanità non si divide in razze, ma in stupidi ed intelligenti....indovina tu a quale categoria appartieni ?
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Airone
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Basta leggere un pò del trade per capirlo. Invito chiunque a fare un piccolo sforzo. Se vuoi poi facciamo un televoto, tra chi è l'idiota, perchè uno dei due lo è.
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Anonimo
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Commissiona un sondaggio della Directa, coglione....
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Airone
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Non te le prendere, alla fine io sono buono, stamattina ti dedico un pezzo dei Faust, "The Sad Skinhead". LA vita con te non è stata clemente, non infierisco oltre. "Going places smashing faces what else could we do?".
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Anonimo
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Ma ad un babbeo complessato come te, che vede skinhead anche sotto il suo letto e dentro i cassetti del suo armadietto, che dire ?....che devi fare davvero una vita meschina....
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Anonimo
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Non conosco il gruppo ma conosco bene la Bamia: se avete un negozio di alimentari arabi
comperate subito un quattro cinque barattoli di Bamia (altresi' conosciuto come Gombo; Okras
e Bindi).
Inutile cercarli nel freuttarolo sotto casa o dal carrettiere di periferia.
Non spaventatevi pero' quando aprite il barattolo e trovate la verdurina dai semini arancioni
immersi in una bava che odora di freschino: è normalissimo...
Scaldateli in un pentolino con un po' di peperoncino piccante e se avete del pollame o del lesso,avete un
contorno esotico estremamente gustoso,sano ed economicissimo.
Se poi avete gia' anche i dischi dei Can,tanto meglio...

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ffactor
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certo che la mamma dei cretini è sempre incinta. quante chiacchiere. se volete litigare su questioni politiche scambiatevi le mail e continuate in privato, qui credo - non è obbligatorio, ma senz'altro ha più senso - si parla di musica. A proposito sto ascoltando questo dei CAN. Mi vien da dire che in casi come questi il confine tra opera d'arte - moderna beninteso, modernissima - e boiata cosmica (he! he!) è proprio labile. Diciamo così: lo si deve ascoltare senza pensare per nulla a quella cosa chiamata canzone. Fatto questo, e accordata una buona dose di fiducia ai suoi fautori, l'album ha momenti pregevoli, e naufraga solo nelle cacofonie di Soup. In generale, ha il suo perchè. E ascoltandolo non è difficile immaginarsi questi fricchettoni tedeschi all'opera.
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Sanjuro
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F.FACTOR SCRIVE: Questo disco lo si deve ascoltare senza pensare per nulla a quella cosa chiamata canzone. SANJURO: Si Factor si chiama Suite, ovvero l'abbandono dei pilastri base della forma canzone (Verso - Ritornello - Verso) per approdare ad una struttura libera non inflazionata dall'ovvia conseguenza delle componenti della musica popolare. SUITE Per la vita! Immensi Can, che dire, Tago Mago il meglio in assoluto. Poi forse questo... Ah cmq per quell'idiota di Maurizio Testi riguardo ai negri: Guarda caso come primo cantante dei Can c'era proprio un nero, e una miriade di jazzisti e blues man illuminatissimi erano uomini liquirizia e non candeggiati. Basta questo razzismo da due soldi.
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Anonimo
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air-force-one, porcaccia la madonna, mi sembra che non ci voglia la scala per capire quello che voleva dire mauro, e che tu non riesci a comprendere perchè oppresso da un certo tipo di propaganda politically correct...allora provo a spiegartelo io: geneticamente gli umani sono tutti umani, così come i cani sono tutti cani, ok? ma, per gli eventi dell'evoluzione, si sono differenziati in tipi (o razze, chiamale come vuoi ma il concetto non cambia) diversi, pur restando sempre umani! così i neri sono umani di razza negra, diversi dagli umani di razza bianca, ma sempre umani tutti e due! così come un cocker è diverso da un pastore tedesco, pur essendo tutti e due cani! te capì? e poi, se stai attento, Cavalli Sforza (per inciso, ho letto i suoi libri) dice proprio così, e cioè che il razzismo non ha ragione di essere in quanto le differenze tra razze sono solo esteriori...esatto!...e infatti il razzismo non è dividere gli umani in razze, è sostenere che una razza sia superiore alle altre! fammi sapere se hai capito, perchè se non hai capito hai dei seri problemi di apprendimento. P.S.: non sono mauro.
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MuSo
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Lo sto ascoltando proprio ora per la prima volta, il primo brano pare una figata
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The_dull_flame
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recensione splendida...
mi piacciono i can
ma questo disco lo devo ancora comprare
ho visto che ti piacciono anche gli animal collective...
che dire...hai buon gusto!
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Neu!_Cannas
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Ottimo disco si, ma che sia ben chiaro una cosa: Tago Mago è di tutt'altro spessore. Più istintivo, tribale e rude di questo Ege. In Tago Mago non avrebbero spazio canzoncine quali "I'm So Green" o "Spoon". Semplicemente un po più verso il mainstream, ma pur sempre capolavoro.
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Anonimo
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Mi chiamo Maurizio Testi e mi piace prenderlo in culo. Ecco, l'ho ammesso pure in questa sede (lo sto dicendo un po' a tutti... devo liberarmi da questo peso). Spero che mi accettiate e che perdoniate le varie scaramucce che ho iniziato su questo sito. Ossequi. Mauri
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unopercaso
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macche'vuol dire poi Ege Bamyasi??
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Michoos What
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Boh e chi cazzo lo sà che vuol dire?!?Mamma mia quanto erano ispirati sti tizi..
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Rocky Marciano
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non al livello dei capolavori -monster movie- e -tago mago-, ma comunque un grande album.
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hjhhjij
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Diciamo da 4,5. I Can hanno fatto anche di meglio, comunque resta un grandissimo disco. "Soup" è tra le mie 5 canzoni preferite dei Can.
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Pseudodionigi
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Le razze non erano Pesci?
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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