Copertina di Candlemass Nightfall
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Per appassionati di metal classico, amanti del doom metal, fan dei candlemass, ascoltatori di musica metal epica e oscura
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LA RECENSIONE

Per migliaia d'anni l'immaginazione dell'uomo si è fatta trasportare dall'immensa carica emotiva, evocativa, solenne, maestosa e per certi versi terrificante della notte. Con i suoi rumori, le sue tenebre, il suo odore. Tutto questo è Nightfall, secondo album dei Candlemass (band di Stoccolma), datato 1986, capolavoro assoluto del doom metal.

Già con "Epicus, Doomicus, Metallicus" la band aveva dettato le caratteristiche principali del genere facendolo in parte allontanare dalle vecchie sonorità dettate da Black Sabbath e Pentagram; ma è con "Nightfall" che si ha il raggiungimento del picco artistico, picco che non verrà mai più scavalcato in futuro.

Chitarre sabbathiane tessono la tela d'ogni singola canzone dell'opera che, anche grazie alla splendida voce del nuovo cantante Messiah Marcolin (dall'estensione e potenza vocale spaventose), acquisisce una carica epica, solenne, sulfurea e biblica che sarà difficile reperire in altre band future e che farà dei Candlemass una delle più importanti metal band di tutti i tempi.

L'opera si apre con un pezzo strumentale "Gothic Ston"e che è, con il suo incedere tremendamente lento e marziale, la migliore presentazione per il gruppo e per la voce di Marcolin la quale sorge in modo immediato ed inconfondibile in "The Well Of Souls".

Il disco viaggia spedito (se di spedito si può parlare nel doom) fino ad arrivare ad "At The Gallows End", canzone drammatica che rivela gli ultimi pensieri di un condannato a morte «...con tristi emozioni canto quest'epitaffio, la mia pietra tombale, sulle colline di Tyburn dove si trova la forca, solo gli avvoltoi verranno a vedermi appeso...» e che alterna parti più lente ed epiche, a parti più veloci molto più heavy ed easy listening.

La gemma dell'opera però s'incontra con la track successiva: "Samarithan". Qui è la voce di Marcolin a fare da padrona della scena e uno splendido assolo di chitarra porta l'ascoltatore a misurarsi con la grandezza, e la visionarietà artistica ed intellettuale del bassista Leif Edlingche, l'artefice di musica e testi. A rendere ancora più triste e pesante l'atmosfera è la sesta traccia che altro non è, che la cover di uno dei componimenti più famosi di Chopin (March Funebre).

Si arriva così a "Mournful Lament": il testo è qualcosa di magnifico e rappresenta il triste saluto struggente di dolore per la scomparsa di un figlio «...ricordo la tua luce e nel mio cuore sono con te ogni notte, sarà molto lungo il tuo viaggio nell'ignoto...». Qui è tutta la canzone ad essere drammaticamente evocativa, lasciando da parte le sferzate dei riff più veloci che contraddistinguevano alcune tracks precedenti. A risollevare l'ascoltatore dalla sofferenza ci pensa "Bewitched" (forse la canzone più famosa della band) col suo incedere oscuro, sulfureo e suadente. A chiudere il masterpiece, arriva "Black Candles" altra strumentale che presenta un loop di chitarra molto bello.

"Nightfall" è un capolavoro del doom metal. Disco da assimilare in più ascolti (magari al buio, guidando di notte o leggendo gli splendidi testi) a causa degli assoli pachidermici e dell'incedere funerario ma che, riserverà molte emozioni a chi riuscirà ad ascoltare e a far proprio questo capolavoro.

Vi prego di non volermene se questa recensione vi sarà sembrata particolarmente tediosa, ma se invece riuscirò a farvi scoprire un album (ed un genere) che prima non conoscevate avrò compiuto il mio intento.

Inoltre mi scuso con Cold Fuckin Winter che ha postato il lavoro prima di me, ma l'opera è talmente bella che non ho potuto fare a meno che scrivere una mia personale recensione.

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Riassunto del Bot

Nightfall dei Candlemass è un capolavoro indiscusso del doom metal, esaltato dall'inconfondibile voce di Messiah Marcolin. L'album mescola atmosfere solenni e oscure con composizioni epiche e testi intensi, rappresentando il picco artistico della band svedese. Tra tracce strumentali e pezzi memorabili, l'opera si distingue per la sua profondità emotiva e la sua importanza nel panorama metal.

Tracce testi video

01   Gothic Stone (00:47)

02   The Well of Souls (07:26)

Leggi il testo

04   At the Gallows End (05:46)

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07   Dark Are the Veils of Death (07:06)

10   Black Candles (02:16)

Candlemass

Band svedese associata al doom metal e in particolare al filone epic. Nelle recensioni viene indicata come realtà seminale del genere, con Leif Edling citato come principale compositore e figura centrale. La storia del gruppo è spesso raccontata attraverso i cambi di cantante, con Messiah Marcolin come voce più iconica e successive ere con Robert Lowe e Mats Levén.
19 Recensioni

Altre recensioni

Di  Cold Fuckin Winter

 Ogni volta che ascolto sembra trasportarmi ai confini del male, in un mondo parallelo dove regna solamente oscurità e decadenza.

 Se non avete mai sentito parlare del doom, questa è la vostra chance per comprendere appieno il significato di questa lenta e oppressiva musica.