Copertina di Captain Beefheart Electricity
JethroZappa

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Per appassionati di musica rock/blues, ascoltatori di musica sperimentale, fan di captain beefheart e frank zappa, neofiti della musica alternativa
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LA RECENSIONE

Captain Beefheart... un grande nome, un grande genio.

Amico d'infanzia del grande Frank Zappa, anche se molto spesso tra i due ci saranno disaccordi, la loro amicizia darà vita ad alcuni progetti insieme di grandissima qualità, primo su tutti il Bongo Fury tour del 1975. Di solito non recensisco Best Of, ma questo è l'unico disco di Captain Beefheart che possiedo, e siccome lo reputo interessante ho deciso di recensirlo qua.

L'antologia prende brani solo da 3 dischi: "Safe As Milk", "Strictly Personal Sessions" e "Mirror Man". I brani dal primo sono quelli che io preferisco. Qui si vede la versatilità di questo grande musicista anche come compositore. Eh sì perché da un blues classico ("Sure 'Nuff 'N Yes I Do"), si passa a trascinanti boogie ("Dropout Boogie", "Zig Zag Wanderer"), ad altri ottimi brani più sul rock classico ("Yellow Brick Road", "Electricity", "Plastic Factory"), o a dolci ballate ("I'm So Glad").
La mia preferita restà però quel coinvolgente e trascinante ritmo africano che ha "Abba Zaba", contenente pure uno splendido assolo di basso. I brani del secondo sembrano di più improvvisazioni. Alcuni sono molto buoni ("Dirty Blue Gene") altri lasciano parecchio a desiderare (la satirica "Beatle, Bones 'n Smoking Stones").

Altri brani interessanti da questa sezione dell'album sono la lunga "Trust Us" e la scatenata "Gimme Dat Harp Boy". Per quanto riguarda il disco "Mirror Man", sono stati inseriti solo due brani, ma entrambi lunghissimi. "Tarotplane" si avventura per 19 minuti, ed è un lunghissimo blues sperimentale con ottime evoluzioni di armonica, forse un po' troppo lungo (soprattutto il finale), ma comunque molto buono. "Kandy Korn" è più breve ma lo stesso molto lunga. Indescrivibile a mio avviso: apertura affidata ad una canzonetta pop che però poi si trasforma in un intricato brano in perfetto stile Beefheart.

Questa compilation può essere un buon punto di inizio per chi vuole scoprire la musica del Capitano, quindi ve la consiglio. Unico rammarico: nessun brano da "Trout Mask Replica". L'unica da tale album che ho sentito ("Pachuco Cadaver") non avrebbe sfigurato qua.

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Riassunto del Bot

La recensione presenta Electricity, una compilation di Captain Beefheart che unisce brani da tre album chiave. Si evidenzia la versatilità dell'artista, dal blues al rock classico fino a sperimentazioni lunghe e coinvolgenti. L'autore consiglia il disco come punto di ingresso ideale per chi vuole scoprire il Capitano, anche se manca materiale dal celebre Trout Mask Replica. Nel complesso, un'opera interessante e consigliata.

Tracce testi

01   Sure 'Nuff 'n Yes, I Do (02:16)

02   Zig Zag Wanderer (02:39)

Leggi il testo

03   Dropout Boogie (02:30)

06   Yellow Brick Road (02:25)

09   Trust Us (07:18)

10   Beatle Bones n' Smokin' Stones (03:14)

11   Moody Liz (04:35)

12   Big Black Baby Shoes (04:53)

13   Gimme Dat Harp Boy (03:36)

14   Dirty Blue Gene (02:42)

Captain Beefheart & His Magic Band

Captain Beefheart & His Magic Band è il progetto musicale guidato da Don Van Vliet (Captain Beefheart), noto per aver destrutturato blues e rock con approcci sperimentali e influenze d’avanguardia. Don Van Vliet fu anche pittore e scultore e si ritirò dalla musica nei primi anni ’80 per dedicarsi alla pittura.
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