Copertina di Carmen Consoli Confusa e felice
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Per appassionati di musica italiana, fan di cantautrici, ascoltatori di musica alternativa e testi profondi, cultori degli anni '90
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LA RECENSIONE

“Confusa e felice” il secondo capitolo della cantantessa di Catania, è uscito nel '97 dopo il buon, ma non spettacolare “Due parole”, ma qui le differenze sono palpabili e visibili, e sicuramente per me questo è il lavoro più riuscito, forse soltanto per la naturalezza e spontaneità, quasi al limite del naif, dei testi e degli arrangiamenti.

Carmen rappresenta il suo mondo, le sue vicende e i suoi stati d’ animo, con una lucidità e con una freschezza irresistibili, una capacità innata di scrittura e una sensibilità vincente, fanno dei testi di Carmen, lo strumento su cui puntare. Prendete “Blunotte”, uno di quei pezzi di cui i fans di Carmen vanno orgogliosi, una ballata dolcissima, in cui immagino una Carmen decisamente stanca e malata, l’amore che prova per un uomo troppo distante (in tutti i sensi) da lei, gli succhia autostima e orgoglio, questa canzone strutturata su pochi accordi di chitarra, qualche violino e percussione, è ancora grezza, ma decisamente personale e viva. L’album brilla in pezzi energici come “Uguale a ieri”, “Confusa e felice” (sopravvalutata se si mette a confronto con altri pezzi) “Per niente stanca” e l’esplosiva “Fino all’ultimo”, che parte estremamente lenta, sgocciolante, e quasi funeraria, Carmen è stanca, la sua voce si fa sempre più acida, la tonalità cresce, sbanda, corre su una chitarra elettrica isolata e distante, ogni respiro, ogni ansimo di Carmen tocca le corde più lontane dell’animo, e poi tutta la canzone si evolve, esplode e rigida diventa un grido senza freno. L’album poi dà grandi cose anche in pezzi più delicati, come “Diversi”, un po’ cinguettante e tintinnante, risulta molto riposante e morbida, “Fidarmi delle tue carezze” è triste e malinconica, e poi per me arriva il vero simbolo di questo lavoro “La bellezza“, una bellissima canzone, con un testo scarno quanto lo striminzito pentagramma della chitarra, vive di luce propria, splende in un lavoro già lucente, per caratteristiche che portano vicine alla commozione.

È proprio la naturalezza e l’incredibile talento ancora grezzo, e non messo sotto pressione da un successo che arriverà solo dopo, a creare il miracolo, Carmen può non piacere, la sua voce non è commestibile a tutti i palati, ma l’innegabile talento, costringe comunque a stimarla, uscita da un panorama assolutamente piatto e dipendente da quella musica leggera da Gianni Morandi, Carmen si è divincolata da tutto, e disinvolta ha portato al pubblico (anche quello di Sanremo) cose nuove, o almeno incontaminate, ora si è un po’ ridimensionata, non è più così miracolata, anche perché il successo fa accrescere determinate esigenze e influenza creatività e talento che è ancora comunque atipico per la scena musicale italiana.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Confusa e felice come il secondo album riuscito di Carmen Consoli, apprezzandone la naturalezza e la spontaneità. L'autrice evidenzia la forza espressiva dei testi e la capacità dell'artista di rappresentare emozioni autentiche. I brani si distinguono tra ballate dolci e pezzi energici, mostrando un talento ancora grezzo ma promettente. L'album emerge nel panorama italiano per la sua originalità e profondità.

Tracce testi video

02   Uguale a ieri (03:59)

04   Confusa e felice (03:38)

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05   Fidarmi delle tue carezze (03:33)

06   Un sorso in più (03:54)

08   Per niente stanca (04:25)

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11   La bellezza delle cose (04:03)

12   Bonsai #2 (01:01)

Carmen Consoli

Carmen Consoli è una cantautrice, chitarrista e musicista italiana originaria di Catania, attiva dagli anni '90. Nota per la fusione di rock, folk siciliano, arrangiamenti raffinati e testi ironici, la sua carriera si distingue per originalità e profondità nella scena musicale italiana.
27 Recensioni

Altre recensioni

Di  lexus

 La nostra carrissima Carmen Sconsolata, poco ci lascia all'ironia e molto ci lascia alla schifezza, nel vero senso della parola.

 Il disco di Carmen Sconsolata è paragonabile alle munnezze kicht di Lorella Cuccarini (chi l'ha cuccata), protagonista nel Sanremo melenso di qualche anno fa.


Di  Nerodisera

 La Consoli nel 1997 fu un vero e proprio bagliore che accese per un attimo il panorama musicale italiano.

 Chi mi trova in Italia qualcosa di simile nel 1997?