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Charlie & His Orchestra
Propaganda Swing

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Lutz Templin doveva essere un vecchietto tranquillo.

Lì a Stoccarda, sul finire degli anni ‘60, probabilmente nessuno si chiedeva chi fosse. Era stato un musicista e direttore artistico alla Polydor ma ora, per lo più, cercava di passare inosservato. Così, quando se ne andò nel ’73, se ne accorsero in pochi.

Male.

Quell’oscuro vecchietto si portava nella tomba una storia incredibile: quella di “Charlie & His Orchestra” la band più bizzarra mai venuta fuori da quel calderone di freakerie che è stato il ‘900 e di cui il nostro Lutz era il leader.

Aveva cominciato presto, Lutz “Stumpie” Templin, a calcare le assi di un palcoscenico: erano gli anni ’30 e a Berlino si suonava del gran Jazz. Lutz era il primo sax di una delle migliori orchestre del paese, quella di James Kok; e con lui c’erano personaggi come il pianista Primo Angeli, il trombettista Rimis Van den Broek e, soprattutto, Fritz “Freddie” Brocksieper, il miglior batterista che ci fosse in giro in quegli anni.

Ma erano anche anni in cui tirava una brutta aria: il jazz non era più tanto gradito e, soprattutto, il fatto che Kok fosse di origini ebraiche stava diventando un problema. Allora, Lutz ne approfittò per dargli il benservito, così, nel ’35, nacque la “Lutz Templin Orchestra” e la Deutsche Grammophon non ebbe più nessun problema a metterla sotto contratto.

Lutz non era un vero nazista ma annusava l’aria: il jazz era “Entartete Musik” - musica degenerata - ma era ascoltata in gran segreto dagli stessi gerarchi. In Germania c’era ancora una vera passione per il jazz.

Insomma, bastava seguire alcune “regolette”, tipo non usare la sordina, limitare lo swing a circa il 20% del repertorio, eliminare i breaks di batteria ed i ritmi troppo sincopati, usare violini e viole insieme ai sassofoni, ed altri trucchetti, per passarla liscia.

La verità era che, come sbraitava da tempo Alfred Rosenberg: “con Goebbels ministro della propaganda in giro si suona la musica dei negri come mai prima”.

Ora Rosenberg abbaiava così, soprattutto perché odiava Goebbels: quel pagliaccio si vantava di essere il principale “maître à penser” del Nazionalsocialismo, mentre quel titolo spettava solo a lui – Alfred Rosenberg – l’autore de “Il Mito del XX secolo”, l’unico, vero intellettuale del Reich!

Ma il fatto era che, il povero Alfred, era davvero solo un ottuso topo da biblioteca; se Goebbels lo umiliava non era soltanto perché quel suo libercolo aveva fatto incazzare un sacco di gente al Vaticano ma, soprattutto perché, Joseph, a differenza sua aveva una “visione” ed era molto più furbo.

Prendi la cosiddetta “battaglia dell’etere” o delle onde radio: cioè la guerra artistico/psicologica che Goebbels scatenò dal 1940 al 1943, con l’intento di bombardare, attraverso le onde corte, gli alleati cercando di minarne il morale e allo stesso tempo di innalzare quello delle truppe dell’asse.

Goebbels aveva una vera passione per la cultura “pop” (un giorno, forse, vi racconterò la storia incredibile dei giocattoli che, sotto la sua supervisione venivano creati per indottrinare i bambini all’odio razziale ed alla disciplina del reich, sin dalla più tenera età) e aveva compreso fin troppo bene il senso del vecchio motto latino “panem et circenses”.

Insomma “il diavolo zoppo” era certo che le canzoni, se usate nel modo giusto, potessero essere potenti strumenti di propaganda.

Ma bisognava essere capaci, il primo tentativo, "The British Soldier's Song", fu un solenne fiasco. Ma Joseph non era tipo da mollare alla prima difficoltà.

Così tirò fuori “Germany Calling”, un programma radiofonico in lingua inglese, che doveva fiaccare il morale degli alleati con messaggi propagandistici ed ironici (se non pesantemente insultanti), e notizie sulla potenza bellica del Reich. Ogni mercoledì e sabato alle 21, il famigerato “Lord Haw Haw” iniziava le sue trasmissioni con la frase: "Germania chiama! Ecco il Reichssender Amburgo, stazione Brema".

I monologhi di Lord Haw Haw dovevano essere accompagnati da delle “canzoni” che dovevano parodiare lo swing statunitense e trasmettere messaggi propagandistici.

A Goebbels servivano dei musicisti che sapessero suonare bene la “musica dei negri”, e così gli venne fatto il nome di Lutz “Stumpie” Templin e della sua orchestra.

Ora serviva un cantante.

Trovarono questo Karl Schwedler, un tizio di Duisberg che aveva mostrato un talento inaspettato per il crooning mentre lavorava per la sezione americana del dipartimento di radiodiffusione del Ministero degli Esteri, ed in più parlava un buon inglese, poco importa se con un pesante accento tedesco

Era nata la “Charlie and His Orchestra”.

L’orchestra di Charlie incise oltre 270 brani.

Intorno a Lutz e Karl si mosse una potente macchina organizzativa: il Ministero della propaganda non lesinò finanziamenti, l’orchestra di Charlie arrivò a contare oltre trenta elementi, e Lutz fu libero di girare l’Europa alla ricerca di dischi da cui prendere spunto, mentre Karl viveva nel lusso come una vera star.

L’idea era quella che la big band suonasse swing rieseguendo classici Usa a cui venivano cambiate le parole in chiave antisemita e anti Churchill.

I testi partivano identici agli originali e dopo pochi versi deviavano minacciosamente.

“St. Louis Blues”, il classico di W.C.Handy, all’improvviso recitava: «Un negro delle banchine di Londra canta ‘Odio vedere il tramonto perché i tedeschi hanno bombardato questa città». Allo stesso modo in “You’re Driving Me Crazy”, il capolavoro di Walter Donaldson, si canta: «Ecco l’ultimo dolore di Winston Churchill, ‘Sì i tedeschi mi stanno facendo impazzire/Pensavo di essere intelligente ma hanno abbattuto i miei aerei».

E giù epiteti ed insulti a Churchill, che era un megalomane grassone, impaurito dalle bombe tedesche, ed a Roosevelt, marionetta in mano agli ebrei ed ai comunisti.

Tutto questo molti anni prima che Allan Sherman ed i tipi di Mad Magazine facessero delle parodie musicali una vera forma letteraria.

Ma non pensate che tutto questo sia stato solo uno strano tipo di scherzo della Storia, non derubricate il tutto ad una cosa tipo “strano ma vero”. Era una cosa dannatamente seria. Basti pensare che, alla fine della Guerra, William Joyce, il più famoso tra coloro che diedero la voce a Lord Haw Haw fu fucilato come criminale di guerra.

Si calcola che circa un quarto dei radioascoltatori britannici abbia ascoltato almeno una volta quelle musiche che arrivavano dalla Germania. Michael H. Kater in “Different Drummers: Jazz in the Culture of Nazi Germany” afferma che [Charlie and his Orchestra] – «arrivò a rappresentare il fenomeno più bizzarro nella storia della cultura popolare nazista e della propaganda del Terzo Reich».

Goebbels ci credeva davvero, l’”orchestra di Charlie” continuò a suonare fino agli ultimi mesi del conflitto mondiale, anche quando – mentre su Berlino cadevano le bombe – fu trasferita a Stoccarda, anche quando c’era ben poco da propagandare.

Gli americani cercarono di imparare il trucco: il capitano Glenn Miller e la sua “Allied Air Force Orchestra” allieteranno le truppe alleate a partire dal ’42, nel ’44 fu avviata la «German Wehrmacht Hour», una serie di trasmissioni in cui alcuni annunci e alcuni pezzi venivano cantati in tedesco. Mai in quei brani nessun leader tedesco fu denigrato e l’annunciatrice Ilsa Weinberger poteva rimarcare: «non è meraviglioso sentire musicisti a cui nessuna restrizione è stata imposta? Possono suonare quello che vogliono e rivolgersi a tutti, americani, tedeschi, russi, cinesi, ebrei».

Il messaggio era chiaro.

Finita la Guerra, però, la “Lutz Templin Orchestra” (almeno il nome fu necessario cambiarlo!) continuò a suonare per le truppe americane. C’era bisogno di buon Jazz!

Così Lutz se la cavò e rimase – come abbiamo visto – a Stoccarda per il resto dei suoi giorni. Karl Schwedler, invece, lavorò prima come croupier poi, se ne andò in America dove se ne persero le tracce.

La storia di “Charlie and his orchestra” ogni tanto salta fuori, ma è stata – per lo più – rimossa. Io trovo che sia un peccato.

Procuratevi questo “Swing Propaganda” e (a patto di masticare l’inglese almeno tanto da poter seguire i testi e di conoscere qualcuno degli originali) vi garantisco uno degli ascolti più “stranianti” che vi possano capitare.

Una cosa da teatro dell’assurdo, una bizzarria che neanche i fratelli Marx accompagnati da Frank Zappa e dal Capitano CuorDiBue, una roba che neppure “Iron Sky” (se non l’avete mai visto cercatelo!) o “i nazisti dell’Illinois”!

Fa ridere anche se non fa ridere.

Cioè, a me, questo disco mi tira su il morale perché è la dimostrazione più evidente che questa gente era impermeabile all’ironia, incapace di satira e di spirito. Insomma ve lo immaginate un nazista spiritoso?

I nazisti sono troppo imbecilli per far ridere (almeno volontariamente).

Per questo non vinceranno mai.

“Non c'è comico al di fuori di ciò che è propriamente umano” (Henri Bergson).

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Commenti (VentiQuattro)

Almotasim
Almotasim
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Big Lector! Che storia!
Che storia! Quanto ai nazisti torneranno nell'armadio dove gli uomini sono impermeabili vuoti. [Rivisitando una battuta di Groucho]


lector: Preferirei che tornassero nelle tombe per non uscirne mai più....
Almotasim : Giusto. Crivellati dai vermi.
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Qvindi alla fine della giostra non li hanno fucilati tutti?
Mi verrebbe qvasi da dire peccato.
#qvasi


lector: Alla fin fine non tutti meritavano la stessa condanna: per qualcuno è bastato l'oblio, ed è stato giusto così.
Bubi
Bubi
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Interessante anche questa storia di musicisti e nazisti.
Alfred Rosemberg devo un po' approfondirlo, questo che segue è roba sua e già si capisce il personaggio «Il nazionalsocialismo è l'idea più nobile a cui un tedesco potrebbe dedicare tutta la forza che gli è stata donata.»
Recensione scritta bene come sempre e speriamo che ci rendi conto anche della storia dei giocattoli usati per educare all'odio razziale...


lector: La storia dei giocattoli è pazzesca, ma non saprei come propinarvela. Rosemberg, invece, era un pallosissimo scoppiato. Può essere interessante da approfondire, ma più come caso umano (secondo me). Però se hai tempo (e lo stomaco forte) "Il Mito Del XX Secolo" può rivelarsi una lettura originale.....
Grazie per le belle parole.
algol: Con un editoriale. Sex toys
proggen_ait94
proggen_ait94
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vedrò di cercarlo.
Probabilmente negli anni successivi gli USA il trucco lo impararono molto bene e lo affinarono pure. Chissà se è accaduto qualcosa di simile durante la guerra fredda, con la CIA che faceva guerra culturale. Probabilmente sì


lector: Si, si: gli americani quel trucco lo hanno imparato benissimo!
Hank Monk
Hank Monk
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Gran pagina.
Mah, più che ridere fa venire i geloni alla schiena mi sa


lector: Eh sì, fa venire proprio i geloni alla schiena!
Geenooofficial
Geenooofficial
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La storia è bella... invece il disco ... credo di non essere ancora pronto, sono passati troppi pochi anni dalla fine del nazismo (ci metto anche il nostro fascismo del menga)... anche perché torno a vedere, in Italia, molta gente che somiglia tanto a 'sti stronzoni: zero ironia e stronzaggine a fiumi.


lector: Per questo, certe storie, bisogna continuare a raccontarsele.
Ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo.
Dislocation
Dislocation
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Ma quanto mi piacciono le recensioni in cui si parte da un punto e ci si ritrova da un'altra parte dell'Universo, tipo Porta di Stargate..... grazie, Leo.


lector: Ma grazie a te per avermi donato la tua attenzione!
Dislocation: Te l'ho prestata, sai, noi genovesi....
lector: Avrei dovuto capirlo.....
zaireeka
zaireeka
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I nazisti credevano di avere Dio dalla loro parte, questa è l’unica spiegazione della loro follia, del resto succede a tutti quelli convinti di avere Dio dalla loro parte, e di essere gli unici.... Bellissimo scritto come al solito. Giusto una considerazione generale. Tu hai letto Deutsche Requiem di Borges (si, lo so, parlo sempre di Borges, sembra che nella mia vita abbia letto sempre e solo lui, e in fondo è un po’ così..)? All’interno di quell’opera si parla della Germania nazista ormai sconfitta con un senso di pietà molto “originale”. Borges si può permettere anche questo. Te lo consiglio. Personalmente lui ed altri (De Andre’ con il suo “vittime di questo mondo”’, certe letture di tutt’altro tipo) mi hanno rovinato, una visione “evangelica” un “senso di pietà” verso tutto e tutti ormai appartiene anche a me.. Che brutta cosa 🙂


sfascia carrozze: Si ma Dio non esiste.
Qvindi qvesti bifolchi non hanno capito un ciufolo proprio dall'inizio.
Anzi da prima.
zaireeka: Io negli ultimi tempi sono sconvolto dalla rilevazione che i Colori non esistono, che è anche peggio... 😩
zaireeka: Come era bello il tempo in cui credevo persino a Babbo Natale..
sfascia carrozze: Come sarebbe addire che i colori non esistono ?
lector: E' da qualche anno che mi sono allontanato da Borges; male! Dovrò riprenderlo e, mi sa, che potrei cominciare proprio da "Deutsche Requiem", grazie!
Per quanto riguarda la tua, sempre stimolante, annotazione, ti dirò che a me sono rimaste incise nel cervello le parole di Pavese: ”Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione” che, pressapoco dicono quello che dici tu.
zaireeka
zaireeka
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Ho ascoltato questa Fa impressione, una musica divertente, suonata bene, godibilissima. Le parole non sono riuscito ad afferrarle bene, a parte “British empire” e Jews, immagino che ti entrambi non si parli bene, certo che se per i secondi si fosse rimasti solo a livello di sfottò sarebbe stato tutto diverso. Davvero impressionante, mi vengono in mente le parole di Serial killer di Battiato, “io sono un uomo come te”...


lector: E' questa la cosa che più spaventa: la loro normalità.
Taddi
Taddi
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Secondo me c'è poco da ridere. Bella storia, grande pagina!


lector: Sì c'è poco da ridere. Ma molto da ricordare.
imasoulman
imasoulman
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Mi piacerebbe approfondire la materia, giacché ne sono completamente ignorante: ok, in Germania il jazz pullulava NONOSTANTE TUTTO
E nella nostra italietta fasciatissima? Secondo mec ci siamo distinti pure lì, nel senso che la nostra rigidissima autarchia culturale fece ben di peggio che nel Reich (ho rovistato più volte in vecchie collezioni a 78 giri, ma mai che abbia trovato qualcosa vagamente simile al jazz, a parte Natalino Otto però a partire dagli anni ‘40)


imasoulman: *fascistissima
zaireeka: In Italia (anzi, nell’italietta, come la chiami tu con grande amore di Patria..) pullulava uguale, NONOSTANTE TUTTO il manifesto E ricordati che a quanto pare Romano Mussolini sin da giovanissimo era un ottimo jazzista, e per dirla tutta il padre era un violinista dilettante. Insomma la musica girava, oltre alla poesia, a quanto pare. Come diceva De Gregori “Mussolini ha scritto anche poesie. I poeti che strane creature, ogni volta che parlano è una truffa”.. L’italia è comunque sempre un paesucolo rispetto a Franza, Inglaterra, Espagna, Cermania, Arzebaijan, Bielorussia, ecc, ecc ma non diamole sempre addosso con certi diminuitivi auto-dispregiativi, e non mi dire che quel termine era applicabile solo in quanto allora fascistissima. Tu lo pensi in generale, confessa 😉
zaireeka: Qui se ti interessa c’e un articolo interessante (pensa un po’ Louis Armstrong che diventa Luigi Braccioforte 😂) no title
imasoulman: cosa vuoi che ti dica? che penso bene di questo paese? se vuoi te lo dico, ma non lo penso...
Poi potrei approfondire e argomentare, ma sarebbe lungo...

L'articolo di Humanities mi pare dica esattemente quel che già sapevo. Che il regime fece di tutto per oscurare quella musica pericolosa, Solo con lo sbarco degli Alleati quei musicisti che swingavano con grandi orchestre poterono dar sfogo alle loro passioni
zaireeka: Lo avevo capito. Non ti sforzare di pensarne bene, tranquillo. Immagino chiaramente che abbia già avuto modo di provare da cittadino stabile (non sui libri o da turista occasionale da) le meraviglie del vivere in un paese straniero tipo quelli che ho citato. E che ne conosci perfettamente pregi (moltissimi) e difetti (pochissimi).
imasoulman: non mi sforzerò, nè ti posso dire dove mi piacerebbe vivere. Di sicuro so che questo è il paese in cui se metti una regola, i suoi cittadini (una parte rilevantissima, non tutti, figuriamoci, non sono così stupido) pensano subito a come aggirarla (dal fisco, ai condoni, al lavoro in nero, alle pandemie)
Siamo dei geni creativi, lo dicono tutti: anche nell'aggirare le regole del nostro quieto vivere
Su questo siamo insuperabili
lector: Non mi addentrerò in questa, pur interessante, discussione. Mi limito a dire che, il fascismo non fu la tomba di ogni cultura, che fior fiore di intellettuali vi aderirono convintamente facendo finta di non vedere i manganelli e l'olio di ricino e che la "damnatio memoriae" si è portata via anche un sacco di roba valida nel cinema, come nella letteratura, come nella musica che, pure, il ventennio aveva prodotto.
Io tiro sempre fuori il nome di Giovanni Papini che è stato cancellato dai libri di testo, eppure il suo "Gog" vale ben più di un "Fontamara", di un "Metello" o di un "Cristo si è fermato ad Eboli"....
Senza che ciò intocchi di un millimetro il mio viscerale antifascismo.
Per quanto riguarda gli italiani....
Allora sono convinto che sudcoreani o abitanti dell'isola di Giava presentino difetti, se vogliamo, anche peggiori dei nostri, ma è che dei sudcoreani o degli abitanti dell'isola di Giava mi frega poco!
lector: Ah sì: si faceva dell'ottima musica in quegli anni (un solo nome: Russolo!) ma non del buon jazz, per quanto ne sappia. Il che è pure comprensibile: facevamo quello che sapevamo e sappiamo fare meglio.
imasoulman: Qui il punto è un po' diverso, prof., se mi posso permettere. O meglio, il 'mio' punto di partenza, che era: quanto il regime in nome di un'assurda ideologia 'sovrana' - in economia, come nella cultura, come in ogni aspetto del vivere comune - mise la musureola a tutto ciò si produceva all'estero, condannandoci ad una assurda autarchia culturale
Non è in discussione che l'intellettualità esistette e prosperò anche nel ventennio (tu dici giustamente Papini, io dico anche solo Pirandello...ma come dimenticare che le riviste letterarie rimasero fiorenti? e che il grande progetto dell'Enciclopedia Italiana nacque proprio in quegli anni? E Mascagni in musica. E Blasetti nel cinema)
Poi però, ma scadremmo nell'ovvio, bisogna ricordare anche quanti invece certe opere non poterono esprimerle o dovettero riparare all'estero per poterlo fare (quando non nelle patrie galere). Ma scadremmo nell'ovvio...
lector: Ogni potere cerca di controllare la cultura (soprattutto quella "popolare") chi lo fa con le purghe ed i manganelli chi con le sovvenzioni e la programmazione televisiva.
Certo la censura più è ottusa e violenta più è inutile e dannosa. Però la durezza dello scontro ha sempre prodotto grandi opere.
Io direi che il potere è come la merda per i campi....
Dislocation: Vorrei fermarvi, amici miei, per carità.
Giusta puntuale ogni osservazione e, come dice il prof, non rinnegando il proprio, viscerale antifascismo, bisogna comunque riconoscere che l'epurazione che non c'è stata dal punto di vista puramente politico (in Italia ci sogniamo le denazistizzazione avvenuta con puntiglio davvero tedesco in Germania...) è in gran misura avvenuta invece sul versante meramente, diremmo, culturale, dove opere di indubbio spessore furono costrette al silenzio ed all'assenza quasi totale dagli scaffali perché provenienti da artisti, perlopiù scrittori e cattedratici, che aderirono, in purezza d'ideali o per mera convenienza, al regime. Però non ricominciamo con le diatribe che pure lui quarcosa debbono l'haffatta, la Genova-Serravalle, le paludi Pontine, sennò non la finiamo davvero più, per poi ritrovarci al punto di partenza....
Ritorniamo al jazz ed allo swing in epoca ventennio italico o del periodo nazista?
Caspasian
Caspasian
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Recensione:
Il vincitore ha ragione... e riscrive la storia a suo piacimento. L'ironia latita un po' dappertutto.


lector: "Guai ai vinti!"
Però certe volte è bene decidere da che parte stare (anche correndo il rischio di sbagliare)
Caspasian: Dalla parte della verità, senza dualità?
Caspasian: Un revisionismo con la base della verità, quella verità che tutti riconoscono ma nella quasi totalità delle volte non si è in grado di accettare. E da lì altri disastri.
lector: Non so di che parli, io parlavo di anni in cui dovevi scegliere: o Salò o la montagna. Una scelta era giusta, l'altra sbagliata. Punto.
Caspasian: Comunque sempre "Forza Roma!"
#1984
Caspasian: C'è la "terza scelta", non giocare per nessuna delle due possessioni. Specialmente adesso in questo drammatico 2020.
lector: Scusa non sono d'accordo, preferisco sbagliare ma prendere posizione
Caspasian: Ma io prendo posizione...
snes: "perché gli uomini per male trionfino sul mondo è sufficiente che gli uomini per bene non muovano un dito".
Caspasian: Prendo la posizione dei Santi, passati e futuri, ammazzati, bruciati, torturati dagli pseudo cattivi e pseudo buoni, intercambiabili naturalmente.
snes: Che è come non prenderne. Non lo faccio neanche io, non voleva essere una critica. Ma assumersi le proprie responsabilità è una cosa che da te mi sarei aspettato.
Caspasian: Sono millenni che vado oltre non assumendomi le responsibilità del mio ego. Se il giocare al gioco è indotto la rivoluzione passa nel non giocare a nutrire dualità, figuriamoci poi le "ideologie"...
snes: Stavo solo constatando di averti sopravvalutato, non voglio farti cambiare idea o atteggiamento, ci mancherebbe.
snes: Nel senso: non c'è bisogno che ti giustifichi, vai tra'.
Caspasian: Qualche volta falsificavo la firma di mio padre sulle "giustificazioni" scolastiche per le assenze. Lì finisce la mia esperienza menzognera. Sopravvalutare, sottovalutare, anche lì tutto ego, competere con le vanità. Impersonalmente si fa un po' di circo dalle mie parti, in ribasso.
Farnaby
Farnaby
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Questa musica, senza dubbio, non è la mia tazza di tè… però chissà un'ascoltata curiosa ce la butterò.
Le tue pagine, senza dubbio, sono sempre tra le più belle e interessanti qui sul Deb… Grazie.


lector: Grazie a te.
L'ho già detto: è un gran privilegio trovare chi legga quello che scrivo e gli presti attenzione.
De...Marga...
De...Marga...
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Recensione:
Sei l'unico recensore che riesce a tenermi letteralmente "incollato" allo scritto nonostante la sua lunghezza. Un altro tuo grande merito a mio modestissimo parere.


sfascia carrozze: Gvardi che @[lector] è un buontempone.
Prima ché Lei, lì, vi si sieda Egli passa furtivo à metter del mastice a presa rapida sulla DeSeggiola.
Lo seppia.
lector: Sono stato scoperto!
lector: Thanx DeMa!
algol
algol
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Recensione:
Che vicenda. Pazzesca.
Lector for director dei palinsesti di Rai Storia.
Sei davvero un Professore, nella più alta accezione del termine.



sfascia carrozze: Noi c'abbiamo i DeProfessori che son cosa ben diversa dai professor(on)i qvalvnqve.
Eh!
algol: Lector è nostro!!!
Dislocation: Potremmo affittarlo.
lector: Vi ringrazio, il mio ego vi ringrazia. Potrei persino cominciare a crederci......
sfascia carrozze: Ci creda!
Orsù!
Dislocation: Credi a quel che ti pare, ma paga.
Ti manderò regolare fattura.
@sappiamodoveabiti
fedezan76
fedezan76
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Ennesima bellissima storia. Non mi interessa invece il disco. La musica deve essere libera per essere vera.


lector: Potremmo discutere sul se e quando l'Arte sia mai stata libera, ma capisco cosa vuoi dire. Ti ringrazio per l'apprezzamento.
fedezan76: L'arte è libera per propria natura, magari sono gli artisti che non lo sono sempre a causa dei vari fattori esterni. Però tra questi ci sono quelli imposti e quelli scelti per volontà.
JonatanCoe
JonatanCoe
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Quoto Fede e dopo la serie 'nazismo e musica' attendo aneddoti sulle vicende musicali dall'America latina.


lector: Non mi stuzzicare, sono così fuori di testa che potrei mettermi in testa di farlo davvero.....
snes: IRAN, IRAN IRAN!. Io li sono fermo a "I gatti persiani".
lector: Ho fatto finta di capire......visto che sto imparando?
snes: Questa era quasi facile: parlaci della musixa iraniana. Tutto quello che so io arriva dal film "i gatti persiani".
lector: In effetti, stavolta ci potevo anche arrivare....
IlConte
IlConte
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Non mi piaceva “perdere tempo” per studiare e approfittavo della mia incredibile capacità di apprendimento velocissimo.
Poi ti rendi conto che studiare, quindi conoscere, è la cosa più importante. Non sentirsi a disagio e imbarazzati è fondamentale. Solo essere svegli, sinceri ed intelligenti insieme è superiore pure al conoscere. Nonostante il mio carattere è la mia voglia innata di non essere passivo e ordinario evito da sempre di parlare di cose di cui so nulla ed in cui farei figure di merda. Semplice... non proprio visto che normalmente l’uomo - inutile - sparla a vanvera.
Comunque io qui sto leggendo storie interessanti come queste o discussioni tra voi in cui neanche entro ma delle quali il povero isolato neurone cerca di prendere nota. Poi a volte il periodo, le follie personali mi limitano pure nel leggere... Vabbè si fa il possibile, o POSSIBOLO come direbbe il Nobilissimo @[sfascia carrozze].
Grazie


sfascia carrozze: Le dirò:
anch'io non ho mai amato perdere (prezioso) tempo astuddiare.
Quando facevo "vela" à squola (un giorno sì e l'altro pure) amavo trascorrere le mie cinque/sei ore di lezione andando a fare motocross col BravoPiaggio sgangherato di un mio compagno di classe [perchè io ero povero e non ce l'avevo] oppure giocando a "Space Invaders" in saletta: dagli spettatori intorno ero considerato una (autentica) divinità!
IlConte: Ahahahahahahah, INCREDIBOLO!!!
Avevo un bravo color granata (unico, savansadir) con adesivo enorme del Che d’ordinanza e scritta Lezzeppelin ... ho ancora le foto... però non facevo motocross, Lei è un Monello!
Space Invaders uno dei pochi giochi ragazzino che ricordo con grande ardore...
sfascia carrozze: Gliel'ho già detto in sepa rata sede :
annoidue c'hanno divisi da piccoli.
Anche sé Lei, lì, è molto più arcaico dello sfasciascritto.
Mentre Lei veniva al mondo, io dormivo.
Che fretta c'era?
IlConte: Ahahahahahahah già Lei MI era molto più sveglio savansadir
Taddi: Scusate, cos'è space invadere?
IlConte: Space Invaders 1978 - Arcade Gameplay
Versione antichissima ...
Madoooooooo
lector: Allora!
Qua mi si vuol far passare per un secchione!
Sappiate voi due kosi, là che io - a scuola - ero una gran bella testa di cazzo....niente di quello che so l'ho imparato a scuola. Dov'era il bagno delle donne, questo ho imparato in quegli anni! C'era un bel casino in quegli anni: droga, violenza (che credevamo politica), sbandamento e tanto, tanto sesso.
Io, per non raccontarvi troppo, la scuola l'ho pure lasciata prima!
A metà del IV anno, dovetti andare a lavorare e ciao, ciao.....
Mica l'ho finita la squola!
Poi mi sono diplomato lo stesso (dopo!) e pure laureato (ed ho pure stravinto più concorsi e lavorato all'Università) e fatto un sacco di altre cose strane....
Ma non credo che vi freghi più di tanto la mia biografia. :-))
IlConte: Però hai capito subito che conoscete e sapere è bene... non è tutto ma non parti ignorante, ecco
Poi se sei un coglione, amen
Ahahahahahahah
sfascia carrozze: Io ho una Laura in sfasciamenti lunottistici posteriori.
Mica pizz'è figumurisca!
Taddi
Taddi
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Invadere😃


Taddi: Ho sbagliato....
Lao Tze
Lao Tze
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"non posso credere di aver appena ascoltato 'sta roba"
(commento che ho trovato sotto questo pezzo e che, a mio parere, dice molto - non quanto il pezzo stesso, specie il segmento "recitato")


lector: Dice molto, sì.
luludia
luludia
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pazzesco...


lector: Non c'è altro modo di dirlo....
dipsomane
dipsomane
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bellissima.


lector: Sei gentile, come sempre.
dipsomane: non è gentilezza, è sincerità. scrivi benissimo ed è un piacere leggere le tue 'storie'. tutto qui. ;-)
lector: Thanx!
dipsomane: iu ar uelcom, meit
HOPELESS
HOPELESS
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Recensione:
Il Riso è stata una delle letture più interessanti e malinconiche della mia vita. Il concetto della Durée è stato illuminante. Questo disco vedrò di procurarmelo ed ascoltarmelo un giorno. Poi successe che "Ci fecero fare la pace, ci abbracciammo, e da allora siamo nemici mortali". Il Diavolo zoppica ancora. Hula.


lector: E zoppicherà a lungo....
lector: Sei stato latitante ultimamente, la fine dl lockdown non ti ha colto impreparato, vero?
HOPELESS: Beh, devo riabituarmi alla luce, per così dire.
HOPELESS: Però devo dire che son riuscito a recuperare la lettura di qualche libro arretrato e la visione di qualche film lasciato in sospeso, durante i primi giorni non ne avevo voglia, né di libri, né di film, né di niente, ma non per angoscia eh, ma per scazzo. E poi ci siam divertiti io e la mia lei Sex & Food a Go-Go! ;-)
lector: Beato te! A mia moglie ed a me i bambini ci hanno massacrato.....
HOPELESS: Eh capisco, e capisco anche il perché di quello sfogo lec. Ognuno vive stadi diversi e situazioni diverse. Spero stiate bene tutti adesso comunque.
lector: Massì, i bimbi - alla fine - si sono divertiti e, certo, chi si è trovato solo è stato peggio!
CosmicJocker
CosmicJocker
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Beh, è sempre un piacere.. (peccato la mia ignoranza sesquipedale riguardo al jazz)..
Però la storia dei giocattoli commissionati da Goebbels la voglio!


lector: Prima o poi troverò il modo di propinarvela.....
Bentornato.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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