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Chloe Zhao
Eternals

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Alla fine non ne è uscito né un film d'autore né un bel prodotto da pop corn. È un doppio fallimento quello di Chloé Zhao, recente vincitrice di premi con Nomadland e qui incaricata di svecchiare e rilanciare l'universo Marvel. Da una parte, infonde il film di un politicamente corretto e di un inclusivismo alla moda che possono consolare solo le anime belle, quelle che pensano che mettere un bacio gay in un film che parla di tutt'altro sia un risultato di civiltà (nulla in contrario, sia chiaro), quelli che si offendono se non ci sono abbastanza persone di colore, orientali, donne e portatori di handicap tra i protagonisti.

Se cerchiamo altrove la caratura autoriale del film, restiamo parimenti delusi. La presunta complessità dei personaggi è tutta apparente, perché non basta problematizzarli un poco per renderli profondi. Sono sagome bidimensionali non supportate per giunta da attori carismatici. Peggio, risultano copie stinte di altri eroi circolati qua e là, ben più convincenti. Penso al Patriota di The Boys, solo per fare un nome. Qui abbiamo tanti volti, tanta varietà, ma pochissimo carisma (gli attori protagonisti non scaldano i cuori, sono monoespressivi) e soprattutto personaggi che funzionano ben poco perché carenti alla base, negli obiettivi e nelle spinte esistenziali che li muovono.

Il difetto sta nel loro essere divini, o giù di lì. Sono noiosi, sostanzialmente, perché gli errori che fanno sono sempre in secondo piano rispetto alla missione: anche gli eroi, soprattutto gli eroi, devono avere quella dose di egoismo che ce li fa sentire vicini. Ognuno ha bisogno di una storia, dei traumi, delle ferite originali. Invece qui ci troviamo davanti a dieci belle statuine perfette che a stento trovano qualcosa da fare per ingannare il tempo in questi settemila anni passati a cacciare le bestie che infestano il pianeta, i Devianti.

E veniamo ai difetti del film nel suo versante più canonico. Il ritmo lento, le digressioni di dubbia efficacia (il gioco meta narrativo delle riprese, come una sorta di reality dentro alle vicende, può strappare al massimo un sorriso; la storia d'amore è pallida, a essere gentili; le intemperanze di Thena fanno il solletico), le analessi (molteplici e dilatate oltre il necessario) e il percorso di "chiamata a raccolta" degli eroi sottendono una meccanica narrativa di base che appare decisamente poco bilanciata.

Passano le mezz'ore e ci pare decisamente strano che i nemici di questi Eterni siano mostri così ottusi e bestiali. C'è puzza di colpo di scena e puntualmente arriva, ma di fatto è un twist che rende superflue e direi stupide tutte le parti precedenti. Evito rivelazioni di trama, ma su due ore e mezza di film, usarne almeno la metà per esplorare e ricamare questioni laterali su uno scontro millenario che si rivela poi solo una copertura o peggio, un inganno... beh non è bellissimo. O meglio, potrebbe anche esserlo se l'inganno fosse clamoroso e sbalorditivo, invece qui si rivela come una copertura che regge a fatica (e non a caso nella prima parte viene da chiedersi: ma qual è il punto di tutto questo?). In più, le spiegazioni date successivamente non convincono pienamente, suonano un po' forzate e innaturali. Insomma, le ambizioni di profondità e autorialità inciampano nella classica sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti.

Resta la dicotomia tra libertà e ortodossia alle imposizioni di un dio. E non è ben chiaro se quel dio sia malevolo, perché in fondo resta un creatore di mondi che sospende a sua volta il giudizio rispetto alla ribellione dei suoi paladini. Sicuramente c'è una vena più intelligente rispetto al puro scontro tra bene e male, ma allora si poteva pensare di asciugare tante digressioni poco utili per focalizzarsi sul rovello morale, invece si esplora in lungo e in largo ciò che poi si rivela fallace e illusorio. Questo perché la scansione puramente autoriale ha dovuto scendere a patti con l'impostazione di mero intrattenimento della casa madre.

Così, quelli che vorrebbero essere tratti di originalità e freschezza, come l'assenza di un vero nemico e l'imprevedibilità delle fazioni in gioco, funzionano più come freni al normale dispiegarsi delle dinamiche di genere, che come tratti di innovazione veramente efficaci e pregnanti. Perché questo resta un film di genere, e se allo schema consolidato togli i suoi elementi di forza, rischi di indebolirlo senza ottenere benefici altrove. Io sinceramente non mi sento arricchito dagli spunti tematici di Zhao, non è una novità che qualcuno voglia salvare l'umanità dalle mire distruttive di un dio insensibile, restano temi per bambini o poco più. Ho apprezzato il passaggio in cui si spiega perché questi Eterni non proteggano l'umanità, se non dai Devianti, ma comunque alla fine si ritorna alla morale da cartone animato: “C'è del buono negli esseri umani, meritano di essere salvati”.

Nel generale ridimensionamento che merita questo tipo di cinema, scelgo tutta la vita una scorribanda con i Guardiani della Galassia, un tuffo dai grattacieli con Spiderman, oppure una vera problematizzazione degli eroi, come in The Boys. Qui manca il coraggio di cambiare davvero, con il risultato di scontentare tutti.

Commenti (Quindici)

MarkRChandar
MarkRChandar
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Recensione:
La recensione è impeccabile ma parer mio, spesso perdi il focus completamente.
Mi dispiace ma non sono assolutamente d'accordo in diversi punti da te citati.
1) "Politicamente corretto": Io non ho visto i personaggi disagiati mentali con capelli blu e viola di 14 anni di una serie tv Netflix. Ogni personaggio che sia per la sua etnia e il suo orientamento sociale l ho visto ben integrato e coerente con diverse scelte di sceneggiatura. La scena del "bacio" non ha neanche senso parlarne in quanto pianamente in linea con quello che sta succedendo all'interno della pellicola (qui hai proprio sviato secondo me). Makkari (la sordo muta) penso sia uno dei personaggi meglio riusciti, affascinante sicuramente..


MarkRChandar: orientamento sessuale*
joe strummer: La scena del bacio è esemplificativa di uno strizzare l'occhio a un certo pubblico. Ma una coppia gay con un figlio può essere argomento non banale per un'altra grossa fetta di pubblico, e buttare la questione nella trama dandola per scontata significa "mandare un messaggio implicito". A me non crea problemi, ma potrebbe crearne e ne ha creati: il film è stato preso di mira per questo. Io credo che la regista abbia sbagliato a inserire quella scena senza "argomentarla" perché è un tema non scontato.
MarkRChandar: Io ho visto un Dio che ha sovvertito al suo padrone, relazionandosi, facendo parte di una società quindi innaturale, ignorando aprioristicamente il suo compito (non interferire con gli umani). Deve compiere una scelta che lo potrebbe portare alla morte, saluta suo marito e suo figlio forse per l'ultima volta. Io forse così l ho fatta troppo melensa e languida ma per farti capire che non stucca per niente come scelta, è perfettamente coerente con ciò che succede. PER ME
joe strummer: Non stucca, è vero. Non l'ho criticata in sé, stavo parlando di un certo pubblico che potrebbe essere felice perché questo film è "inclusivo" avendo etero, gay, neri, gialli etc. Per me è una questione poco interessante, tutto qua.
MarkRChandar: Non capisco cosa c'entra il pubblico però. Io pure odio queste cose se esasperate ma onestamente le ho trovate coerenti e molto toccanti
CYPHER: Non ho ben capito la dinamica del discorso, ma una cosa la posso dire. Io ODIO quando, nemmeno dopo due secondi di film, appare un personaggio che afferma: "Io sono gay". Non lo fa capire, no. Lo dice. Come se io andassi in giro a urlare "IO SONO ETEROOOOO!!!!". Non si può mica sopperire alla mancanza di caratterizzazione e di personalità di un personaggio, con l'orientamento sessuale. Quest'ultimo, l'etnia, la fede religiosa... sono tutti elementi di contorno, aggiuntivi, che non dovrebbero essere utilizzati come espedienti per colmare le lacune di sceneggiatura.
Non c'entra niente, lo so, ma dovevo togliermi questo sassolino dalla scarpa.
MarkRChandar: Ok te lo sei tolto ma no, nel film non succede questo o almeno io non ho avuto questa impressione.
CYPHER: Sì, ma infatti parlavo in generale. Negli ultimi tempi succede sempre più spesso e non se ne può più.
CYPHER
CYPHER
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Non l'ho visto e non mi interessa farlo ma, dalla recensione, ho avuto l'impressione che sia la stessa storia, riciclata per l'ennesima volta e confezionata con i soliti moralismi e le solite stronzate del politicamente corretto. La puerile morale "gli uomini meritano di essere salvati, perché c'è del buono in loro" c'era già in Wonder Woman, se non sbaglio. E quello era una ciofeca incredibile.
Di cinecomic futuri, che potrebbero rivelarsi bei blockbuster, mi interessa il terzo volume dei Guardiani (sperando che non lo rovinino) e il nuovo film su Batman, che dovrebbe essere uno standalone, distaccandosi da universi e cazzate varie.


Martello
Martello
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C'è l'attore che faceva Jon Snow, il che è una cosa. Non mi guarderò il film in tempi brevi, certamente


joe strummer: C'è pure Rob :|
Martello: Cosimo De Medici?
Chainsaw
Chainsaw
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I film Marvel mi sventrano le balle anche quando ci sono botte ed esplosioni, chissà che effetto mi farebbero qui che hanno pure la pretesa di essere intelligenti


CYPHER: A me piacciono veramente tanto solo i Guardiani della Galassia. Il resto, a meno che non mi trascino gli amici al cinema, me lo risparmio volentieri...
CYPHER: *non mi trascinino
Chainsaw: Hai ragione, ai guardani non mi sono pentito di aver dato una possibilità
CYPHER: Stavo pensando di guardare anche "The Suicide Squad", dato che hanno praticamente dato carta bianca a James Gunn. Potrebbe essere il suo film più "autoriale".
gaston
gaston
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Perfetto. Me lo risparmio.


Hank Monk
Hank Monk
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Concordo con l'analisi; occasione persa.
E direi che praticamente riprende "Terra X" che all'epoca fu uno dei cicli fumettosi (penso non "canonico") a causa dei quali lessi molti (troppi) fumetti Marvel.
Il concept di Terra X rivisitato in questo modo e (come giustamente sottolinei tu) schiacciato negli ultimi 30 minuti di film però perde completamente di pathos.

Sempre per restare in tema di questi fumettoni da cinema: è come se la questione di Thanos che arriva sulla terra con il guanto dell'infinito l'avessero presentata nell'ultima mezz'ora di un film che per tutto il resto del tempo parlava di altro.

Peccato perchè tra questi nuovi film e personaggi introdotti in questo nuovo ciclo si salva veramente ma veramente poco.
Forse l'unica cosa fica è l'introduzione di Kang nella miniserie di Loki


Hank Monk: Cmq...la butto lì.

FANTA SPOILER
Secondo me il Celestiale poi torna e ad aspettarlo ci saranno i F4 (e faranno praticamente il film sull' Avvento di Galactus con il Celestiale al posto di Galactus)
CYPHER: Ecco, a me non frega molto, ma almeno dillo che stai spoilerando. Chi non ha visto Loki, non può sapere che venga introdotto Kang.
joe strummer: Il film precedente era più carino di questo, ma non ricordo il nome. Chang tipo
joe strummer: Shang chi, molto molto più solido e divertente di questo
Hank Monk: Mah sia black Window che shang chi scarsi tutti e due dai.


CYPHER....hai ragione scusa.
È una serie di Luglio davo per scontato che lo spoiler alert oramai nn valesse più :)
CYPHER: Vabbè, non lo dico per me. Onestamente mi interessa poco.
federico"benny": Oh dio, io salverei pure "WandaVision", che ha un finale un po' meh, ma ha qualche bell'idea visiva e degli spunti decisamente più maturi della media del resto dell'MCU. E soprattutto ci restituisce una Wanda pronta a fare un bel po' di casino, o almeno così spero.
joe strummer
joe strummer
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Modifica alla recensione: «mod 1». Vedi la vecchia versione Eternals - Chloe Zhao - recensione Versione 1


Hetzer
Hetzer
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A leggere questa a analisi impeccabile e precisa sembra che tu abbia voluto fare la critica culinaria da stellette Michelin di una fetta di pizza da mensa aziendale.. A me sfugge completamente il senso di andare a fare una qualche critica mirata a queste mostruose produzioni che si mascherano da, si confondono e si mescolano con serie le TV.. Non trovo logica nel cercare un qualche guizzo in qualcosa che è prodotto e confezionato per essere rassicurante, di successo, senza nessun tipo di problemi di budget e quindi nessun compromesso su vinicoli e inventiva narrativa.. A me questo non sembra più nemmeno cinema; non c'è la sfida, la creatività, la tensione, il rischio di cancro innovare.. Ecco, pretendere un guizzo o un'evoluzione da simile elefantiaca paccottiglia è come pretendere una rivoluzione culinaria tra le proposte del "menu" del McDonald's..


Hetzer: "cancro innovare"??
joe strummer: Immagine efficace
joe strummer: Tutto può essere recensito, comunque
joe strummer: Ogni tanto mi piace recensire anche roba così, mi diverto, mi sfogo
CYPHER: Non vedo perché no. È scritta bene, non è un doppione e questo è un sito di recensioni.
CYPHER: Certo, io non recensirei qualcosa che non mi piace, a meno che non si tratti di un regista o un artista che in generale apprezzo. Però ci sta.
joe strummer: Ma sì, a me piace scrivere, me la spasso in ogni caso
CYPHER: I cinefili dovranno pur scrivere di qualcosa. In questo periodo non c'è moltissima roba in giro...
Hetzer: Non fraintendetemi, e scusatemi per il commento un po' ripetitivo e sgrammaticato.. Tutto si può recensire ed è giusto analizzare criticamente ogni film.. Ho il massimo rispetto per ogni scritto di @[joe strummer], anche perché credo che egli riesca a cogliere elementi che non tutti colgono.. Ho trovato tuttavia strano lo stupore e la delusione che traspare dalla recensione, se non altro per il fatto che un prodotto simile, preconfezionato, premasticato, predigerito, innaffiato con milioni di dollari che produzioni più meritevoli non vedranno mai non può, geneticamente, stupire o trasformarsi in qualcosa di diverso di un videogioco non interattivo o di un giocattolo intoccabile.. Non so come andranno gli incassi, ma dovesse essere un "flop" (diciamo 6/700 mln iso 1 bln...) non mi stupirei se alla Disney decidessero di recuperare tutto il pomposo e arredamento in plastica dei giocattoloni mungi-box office precendenti.. Altro che rinverdire!
joe strummer: Un po' di delusione perché credevo che la regista fosse più brava
CYPHER: Nomadland com'era? Le lodi sperticate degli Academy, ormai, sono ridicolissime e quindi non mi fido molto...
CYPHER: Ah, lascia perdere... non avevo ancora letto il commento in basso.
Hetzer: Questo lo capisco, anche se non conosco affatto la regista in questione.. Io però ho la sensazione che in produzioni simili il regista sia solo lì nominalmente, a dirigere un traffico di storyboards trasformati da un computer in scene di noia digitale mentre gli agenti della Disney si preoccupano che si finisca in fretta un lavoro che piaccia a più gente possibile (democrats, patriots e LGBT inclusi), e convinca gli scemi a vedersi anche le serie annesse..
algol
algol
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Ma la vera domanda è, vai ancora a vedere le baracconate Marvel?


algol: Sulla capacità di andare al centro della questione di questa regista mi è bastato Nomadland. Una pellicola manierista ed un'occasione perduta per più approfondite riflessioni.
Sulla possibilità di svecchiare pellicole mutuate dall'universo Marvel, conferendogli una qualche statura che vada oltre il puro intrattenimento mi viene da ridere.
Cazzo, sono divertenti vicende di supereroi. Sarebbe come fare passare Barbara D'Urso come approfondimento giornalistico.
CosmicJocker: Sì? Nomadland l'hai trovato di maniera? Io non l'ho ancora visto e da alcuni amici ho sentito pareri piuttosto contrastanti..
joe strummer: Io non ho visto Nomadland ma non stento a credere a quanto dici. Sulla questione Marvel, abbiamo accompagnato la sorellina di un amico, non avendo figli né fighe al momento... ho detto sì 😄
puntiniCAZpuntini: Sì esatto, Nomadland è proprio di Maniera.

Sin dall'inizio vedi tutto quello che dovresti vedere e sentire per poter dire "oh, che bel film realistico che fa luce su un lato brutto e schifoso della nostra brutta società".

E quindi dici "sì bel film ma che palle", però pensi "comunque meglio di un Action Comedy dimmerda"..."però che palle"... "eh ma almeno dai ci ha provato a fare qualcosa di serio"... "però che palle" ... "dai Vrensis è bravissima"... "però che palle"...

è dal 2020 che sto cercando di decidermi.
CosmicJocker: Ah ecco, io ho un amico che dice più o meno 'ste cose. Altri due rimasti folgorati per COME certe tematiche vengano affrontate.
Boh, io non l'ho ancora visto (né so se lo vedrò) però mi pare sintomatico che chi storce il naso dica cose molto simili sul perché non gli è piaciuto..
puntiniCAZpuntini: Ma comunque non è una merda, anzi. Non è colpa sua forse, ma ormai il "genere" di film che "illustra tristi lati della società" è stato - giustamente - così sfruttato che rimani più indenne al suo effetto.

Se un qualsiasi film Horror di oggi fosse uscito nel 75, sarebbe il capolavoro maximo assoluto. Invece è uscito nel 2021 ed è "un film Horror". Non so mi faccio capire: Nomadland è proprio "un bel film" :D
CosmicJocker: Ahahah.. Ti sei spiegato eccome..
algol: Il dramma di Nomadland, che dovrebbe trarre spunto da un libro non dimentichiamo, è che certe questioni le sfiora e basta. Io non dico che si debba per forza andare a fondo come fa Jessica Bruder, però insomma ... non è neanche tanto coerente accennare a certe questioni e lasciarle cadere, scadendo in un accorato psicodramma intimista che alla lunga non trova neanche quelle giustificazioni a livello di trama.
Pellicola troppo spostata su un intimismo gratuito, considerando le premesse (il testo) mi ha lasciato lo sgradevole retrogusto di un'operazione (patinata, anche ben recitata, fotografia top) all'insegna del sentimentalismo. Non a fuoco, quando da dire ci sarebbe stato molto più che illustrare un senso soffuso di precarietà.
puntiniCAZpuntini: << illustrare un senso soffuso di precarietà. >> Is the new "ho visto la McDormand a diarrea in un furgone"
algol: Grazie Caz, hai appena fatto riaffiorare una delle immagini che avevo faticosamente rimosso con l'aiuto di mesi di terapia dell'ipnosi.
JackBeauregard: Non ho visto questo film e neanche andrò mai a vederlo, come d'altronde tutto il genere supereroi, perché non mi ha mai attirato. L'unica curiosità in questo caso stava nella regia, dato che ho visto e apprezzato sia Nomadland che il film precedente della Zao (e ancora più bello di Nomadland), The Rider.
Lascio qui, non una recensione, ma alcune riflessioni su Nomadland (che avevo scritto all'epoca in una chat privata su wathsapp), magari a qualcuno viene voglia di vederlo (secondo me ne vale la pena, ma ancora di più dovreste recuperare The Rider).

Pensieri sparsi su Nomadland

In certi momenti mi fatto pensare ai sanyasi, gli Indiani che nella fase finale della loro vita rinunciano ai beni materiali e agli affetti per prepararsi ad affrontare la morte leggeri e senza patire il distacco. Solo che qui non c'è la stessa dimensione spirituale, quindi tutto diventa più incerto, insondabile, si avvicina in parte a una filosofia esistenzialista, che però trova una ragione e il senso della vita nel non essere da soli, nell'aiutare altri come loro, nella solidarietà, la fratellanza molto misurata, ma anche molto sincera. Un mood molto laico che però non manca di profondità.

E poi i grandi spazi, l'America più bella, dove la mente si perde in orizzonti sconfinati, dimensioni che noi non riusciamo a immaginare, il vecchio retaggio della frontiera, ma non più visto in termini di conquista, ma solo di libertà. Quella libertà che tanto affascina e altrettanto mette paura a noi europei, ancorati ai nostri paracaduti sociali che sono la nostra fortuna (conquistata con fatica e sangue dalle generazioni precedenti, non scordiamocelo), ma anche i nostri limiti in determinate circostanze.

Non tutti continuano in questo moderna forma di nomadismo e non tutti sono nella fase finale della loro vita, ci sono anche quelli che ritornano a casa e ci sono dei giovani. Un qualcosa unisce tutte queste persone e probabilmente la natura ha un ruolo centrale.

C'è anche il ricordo, le vecchie foto, i piatti regalati dal padre, il compagno della vita scomparso, che era un orfano e senza la vicinanza di lei, che adesso continua a ricordarlo, nessuno avrebbe saputo della sua esistenza.

Sono tutte persone che sono di fronte a un grosso vuoto, ma troppo razionali per trovare un "facile" (ho messo le virgolette, eh) conforto nella religione, e quindi si rivolgono alla natura, l'unica cosa terrena che contiene ancora qualcosa di misterioso e sublime. La natura e la semplicità delle piccole cose, dei sentimenti, vedi amicizia e solidarietà. Piccole cose che fanno grande conforto.
federico"benny"
federico"benny"
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Sono d'accordo su quasi tutto, soprattutto sul fatto che il film aspira a dare ai personaggi una profondità caratteriale che poi all'atto pratico non hanno, o perlomeno non tutti. Va però detto che introdurre un cast di personaggi così numeroso in una sola pellicola, cercando peraltro di dare un minimo di centralità a tutti, non era una cosa facile. Ho però apprezzato il fatto che, mentre di solito nei cinecomic dei Marvel Studios si corre talmente veloce da non dare il tempo di metabolizzare alcunché, Zhao abbia preferito prendersi i suoi tempi per dare a ogni momento il suo respiro. Peccato solo che i personaggi meno centrali siano tutti più apprezzabili della coppia protagonista, a cui sono dedicate troppe scene ripetitive che a lungo andare sono noiosissime. Piccolo commento riguardo la "quota inclusività": a 'sto giro se la sono giocata bene. E' vero che sembra abbiano preso tutte le minoranze possibili e immaginabili e le abbiano spuntate da una lista, ma sono ben inserite nella vicenda. Poi oh, sarò strano io, ma se vuoi far vedere che un supereroe può essere sordo/nero/giallo/gay non basta strombazzarlo ai quattro venti quando promuovi il film, per cui ben venga che poi facciano effettivamente vedere che un tizio è gay, l'altra tizia è sorda e un'altra ancora è mentalmente instabile, altrimenti tanto varrebbe non specificarlo neanche, visto che sono cose che non aggiungerebbero niente ai personaggi. Detto questo, Rob Stark e Jon Snow che vanno entrambi dietro a una che si chiama Sersi è una roba abbastanza comica e non ci credo che quando hanno scritturato il cast nessuno ci abbia pensato.


joe strummer: Il tuo ragionamento è giusto, ma infatti la questione "inclusiva" per me è marginale, la trovo stupida perché trovo stupido chi "esclude" e quindi mi pare altrettanto banale e didascalico mettere le bandierine sulle varie etnie e disabilità. Infantile, come le quote rosa.
joe strummer: Poi, sulla questione delle tempistiche posso essere parzialmente d'accordo ma quella ora e mezza potevano usarla per approfondire meglio i personaggi secondari che come dici sono interessanti, invece ci si focalizza sui due innamorati e il tizio che fa la star di Bollywood. Siamo d'accordo su praticamente tutto insomma
federico"benny": Eh, ma tu ragioni già come uno a cui queste cose non pesano. Non tutti gli spettatori sono così e per fargli capire che una donna non è per forza una damigella in pericolo o che una coppia omogenitoriale non è una diretta emanazione di satana che si ciba di bambini innocenti o che i neri non fumano erba tutto il giorno e non ti rubano il lavoro li devi imboccare. Pure io non vedo l'ora che la gente smetta di farci caso, così queste quote etniche/rosa/arcobaleno non saranno più necessarie, ma finché riescono a dargli un senso come in questo caso ben venga; poi è anche vero che stiamo parlando di roba prodotta dalla Disney, non di "Archer" (serie che, se non la conosci, ti straconsiglio) che va oltre e insulta tutto e tutti indiscriminatamente, per cui l'andazzo bene o male sarà sempre questo finché a livello di marketing la cosa funziona. Riguardo ai personaggi: il tizio che fa l'attore di Bollywood per me ci stava, visto che offre un punto di vista più sfumato sulla vicenda, però sì, potevano dargli qualche scena in meno e concentrarsi magari sulla sorda, che praticamente fino all'ultimo non si sa che fine abbia fatto, o sulla bambina o, ancora, rendere meno affrettato il finale, in cui la conversione al bene e all'ammmore di Ikaris all'ultimo momento è sensata, ma buttata lì malissimo.
'gnurant
'gnurant
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Eh sì proprio una delusione. E dire che dal trailer sembrava proprio un filmone ;)


lector
lector
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Sono sicuro che la maggioranza di voi si trova in casa, magari nascosta in un angolo della propria libreria, almeno una copia di "Apocalittici ed integrati" di Eco (o comunque ne ha sentito parlare) e, quindi, dovrebbe aver familiarità con l'idea che i supereroi sono il corrispettivo moderno della mitologia classica.
La contraddizione - spiega Eco - è che il Mito "deve necessariamente immobilizzarsi in una sua fissità emblematica" ma il lettore contemporaneo è assuefatto alla produzione "romanzesca che pretende che i suoi personaggi "debbano essere sottoposti a quello sviluppo che è caratteristico, come abbiamo visto, del personaggio del romanzo.”
Eco, questo lo scriveva nel '64 e non poteva immaginare quanto il problema della fissità ciclica della struttura mitologica sarebbe stata un problema nel momento in cui il cinema si fosse impossessato delle storie dei supereroi.
Tutto il cinema supereroistico è una continua lotta per aggirare la propria stessa natura: complicati equilibrismi spazio-temporali; personaggi che cambiano faccia, biografia, motivazioni (si pensi alle continue trasformazioni di uno Spiderman o degli X-men, ma anche di Batman, per esempio); trame che si intersecano e poi si ritrovano; Universi che deflagrano e poi si ricostruiscono uguali ma diversi...
Un complesso labirinto circolare in cui ci si ritrova sempre al punto di partenza. Un lungo, complesso, movimento immobile...
Per non dire del Male, che non è mai Male radicale, strutturale; non è mai Ingiustizia; non ha mai motivazioni sociali, politiche, economiche, storiche.
Il Male è sempre alterazione (più o meno violenta) dello status-quo.
Ed i supereroi (che pure avrebbero il potere di cambiare un Mondo marcio) sono i difensori della stabilità, dell'immobilismo sociale, del Sistema Mondiale.
Quella Realtà Immobile che è il Topos del Mito è il loro Olimpo (di tutti, pure di quelli "alternativi" e/o "diversi" da Patriota a Ranxerox, da Rat-Man a Deadpool); e questa è - a ben vedere - la ragione del loro fascino; il motivo per cui ci attirano, la loro capacità di parlare a quel "fondo mitico", irrazionale, simbolico della nostra identità culturale.
E stiamo ancora a chiederci perchè ci applichiamo a seguire queste favole...
Insomma - per me - ha poco senso discutere della logica, del senso, della profondità delle gesta di questi moderni Giasone, Aiace o Eracle.
Qui il Cinema deve solo tornare ad essere una giostra e questi film vanno visti con gli occhi di quel bambino che ancora si ricorda lo spavento provato la prima volta che vide Galactus!


lector: @[joe strummer] Se ti interessa parlai già dei supereroi in un mio vecchio editoriale: Supereroi
E sì, insomma, dentro di me c'è sepolto un ragazzino che di quella roba (tanto, tanto tempo fa) ne ha consumata parecchia!
macaco: Commento assai stimolante, che mi suggerisce alcune riflessioni: i miti erano, e sono tutt'ora la rappresentazione del mistero delle origini dell'uomo e del mondo attraverso vicende di esseri "superiori".
Invece nei supereroi sembra esserci un rovesciamento, sia perché se da pochi versi di un poema si riescono a stimolare archetipi nel nostro inconscio, i nuovi eroi soffrono di iperinformazioni che creano il caos per fare entrare messaggi secondari.
Anche temporalmente esiste un'inversione, come se a guardare i misteri antichi si sondasse qualcosa senza fondo, profondo come l'animo umano, mentre questi eroi sono la rappresentazione di ciò che l'uomo vorrebbe essere in futuro.
Belli e potenti fuori, vuoti e freddi dentro.
MarkRChandar: Mi inchino
Hank Monk: Verissimo.
E continuo infatti a preferire le prime storie di Stan Lee / Kirby (che di questo filone Fanta sci fi fu il Maestro) a elaborazioni più tarde.

L avvento di Galactus (proprio il robottino rosa) era un qualcosa di epico.

Poi vero, la stessa Marvel ha rielaborato il concetto in cicli un po più maturi (come "Marvels" ad esempio o la saga di Terra X che all epoca era la mia preferita)...ma il "sense of wonder" dei primi fumetti (così semplicistici per certi versi) nn l ho più ritrovato (vabè...nn avevo nemmeno più 10 anni :D)
Hank Monk: Questo film cmq è stata una occasione persa...il mito del Celestiale nn si avverte per nulla
macmaranza
macmaranza
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Quante parole, sul nulla.


MarkRChandar: Onestamente pure secondo me ha toppato. Magistralmente ma ha toppato. Unisco e condivido i pensieri di lector e Hetzer.
joe strummer: Ma quindi non si può discutere con impegno e intelligenza di un film d'intrattenimento? Spiegatemi perché mi sto un po' scocciando
CYPHER: A me non creano alcun problema queste recensioni. Chissà, magari mi fanno qualche bel blockbuster come i Guardiani e me lo vado a vedere. In questo senso, il nostro povero @[joe strummer], è l'assaggiatore che mi impedisce di ingerire il veleno, sacrificandosi e incassando il colpo, derivante dalla visione di certi abomini.
CYPHER: Certo, qualche proposta indipendente e sconosciuta non guasterebbe...
joe strummer: Purtroppo è un periodo in cui ho poco tempo libero e i cinema d'essai proiettano troppo presto la sera :D
CYPHER: Ma sì, vai tranquillo. A sto punto, potresti parlare di qualche filmone vecchio, che non è stato recensito. Qualche lacuna l'avrei colmata io stesso, ma non ho tempo e nemmeno molta voglia di scrivere recensioni.
aleradio
aleradio
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Recensione:
però posso dire che il piglio pretenzioso di autorialità di cui è annaccuato lo stile della regista è giusto che venga analizzato come viene fatto nella recensione

quella mi mette le carrellate tipo "SONY A6500 VIDEO TEST" con le quali dovrei nutrire la mia sete di cultura cinematografica. Per parafrasare hetzer non è joe che tratta la pizza al trancio del carrefour come cibo stellato ma il cinema di Chloe Zhao a essere un po' un kebab da 35€


aleradio: ho scritto un po' male ma sto sciàndo
joe strummer: Grazie!
Hetzer: Sbagliato.. Perché la sciatteria e la paraculaggine estrema di questi film viene prima, ma molto prima del regista , scarso o cazzuto che sia, scelto per dirigerli.. Siamo seri, in questi film i registi non servono a una sega, e di autoriale non ci può essere una mazza a prescindere..
dsalva
dsalva
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Recensione:
Mi hai convinto, guardo altro


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