joe strummer

DeRango : 15,38 • DeEtà™ : 7516 giorni

 "Sirat è il ponte tra paradiso e inferno, sottile come un capello e affilato come una lama."

 "Stare insieme ci salva, ci cambia, ci migliora. Anche nel deserto infernale del Marocco profondo."

Il film 'Sirāt' di Óliver Laxe trasporta lo spettatore in uno scenario desertico, dove un rave diventa metafora di un viaggio esistenziale. Tra paesaggi mozzafiato e colonne sonore techno ipnotiche di Kangding Ray, i protagonisti ricercano libertà e redenzione, sospesi tra inferno e paradiso. La narrazione approfondisce temi come la solidarietà, la trasformazione umana e la difficile ricerca di senso, in un'atmosfera visiva intensa e meditativa. Entra anche tu nel viaggio mistico di Sirāt: lasciati conquistare dal deserto e dalla sua techno ipnotica.

 Il toro scatenato sa solo combattere, non solo sul ring. Non sa far altro che la guerra, a tutti.

 Jake vede i significati sottotraccia che corrodono la realtà apparente, e nel farli emergere con le sue battute scatena le risate del pubblico.

La recensione sottolinea la profonda originalità di Toro Scatenato rispetto agli altri film di Scorsese. L’autore evidenzia l’uso innovativo del bianco e nero e la narrazione senza fronzoli per raccontare la parabola tragica di Jake LaMotta, uomo consumato dalla rabbia e dall’ossessione. Il film emerge come una riflessione spietata sui demoni interiori e sulla violenza, mettendo in luce la solitudine del protagonista e la sua incapacità di mediazione. La scelta di uno stile antiretorico e minimalista fornisce al film un’aura unica nel panorama cinematografico. Scopri come Scorsese trasforma il mito della boxe in un intenso viaggio interiore.

 Sono eccitato e sbalordito per la sua libertà artistica, per la visione sociale tagliente, sono ammirato per la ricchezza narrativa, colpito per la profondità della tessitura psicologica.

 Nel suo ordigno geniale e terribile, Park ci mostra che il trionfo del protagonista, vittima palese fin dai primi istanti, non corrisponde a un esito eticamente positivo. Tutt’altro. Di fatto, nessuno vince, perdiamo tutti.

La recensione esalta No Other Choice di Park Chan-wook, sottolineando la sua straordinaria libertà creativa e la sapiente commistione di generi. Il film si distingue per profondità psicologica ed estetica raffinata. Vengono evidenziati i temi della lotta di classe e della metamorfosi etica della famiglia protagonista, in una feroce critica sociale al capitalismo. Il tono è di ammirazione e il film viene paragonato positivamente al cinema occidentale, ritenuto più standardizzato. Scopri come Park Chan-wook rivoluziona il thriller sociale: leggi la recensione completa!

 C’è un po’ di tutto in questo nuovo capitolo della saga “Avatar” di James Cameron, eppure, alla fine la sensazione è quella di una magniloquente pochezza, una scarsità di idee condite con i più sbalorditivi effetti speciali.

 Resta fortissima la sensazione che questo film nasca da poche idee prettamente estetiche, alle quali un regista capace e degli autori dignitosi abbiano costruito un corollario di storie intorno.

La recensione mette in luce i limiti narrativi di Avatar: Fuoco e cenere, lodando il comparto visivo ma criticando la povertà di idee e la scrittura dei personaggi. Pur non essendo un disastro, il film soffre di lungaggini, mancanza di profondità e di elementi realmente originali. Restano pregevoli gli effetti speciali e alcuni spunti, purtroppo sacrificati da una storia poco coinvolgente. Scopri se vale la pena immergersi nel nuovo mondo di Avatar: leggi la recensione completa.

 Non ho mai recensito Lynch e mi piace avvicinarmi al suo cinema con gli occhi del fanciullino.

 Un mondo dal 'cuore selvaggio' che nasconde (ma non troppo) il suo orrore più insensato e contraddittorio, una cancrena che intacca i tessuti apparentemente sani della società.

La recensione esplora l’originalità di 'Cuore selvaggio' di Lynch, ponendo l'accento sulla destrutturazione dei generi e su un'estetica disturbante. Attori sopra le righe, scene grottesche e dialoghi falsificanti alimentano un viaggio allucinato in una realtà americana deformata. Centrale il personaggio di Lula, fragile quanto sincero. Un film che lascia il segno, tra amore, violenza e redenzione. Scopri il lato selvaggio del cinema: leggi la recensione e rivivi il capolavoro di Lynch!

 Il “Superman” di Gunn non salva solo il Dc Universe: restituisce ai cinecomic il diritto di essere politici, complessi e… umani.

 Più delle armi di Luthor, sono le shitstorm dei social a minacciare pesantemente l’eroe.

La recensione loda il Superman di James Gunn per aver rinnovato il personaggio rendendolo umano e attuale. Gunn introduce temi politici e sociali, dal peso dei social media alle metafore su conflitti reali. Il film valorizza anche comprimari ben scritti ed evita i soliti finali esagerati tipici dei cinecomic. Un reboot intelligente che eleva il genere. Scopri come il nuovo Superman di James Gunn cambia il volto dei cinecomic!

 Lo smartphone agisce come inibitore di esperienze, impedendo ai ragazzi di sviluppare le competenze fondamentali per affrontare il mondo, gli altri, se stessi.

 Consegnare uno smartphone con accesso libero a social, messaggistica, videogiochi e pornografia equivale a fare partire un figlio per Marte.

La recensione analizza 'La generazione ansiosa' di Jonathan Haidt, sottolineando come smartphone e social network abbiano profondamente trasformato l'infanzia e l'adolescenza, inibendo il gioco libero e la crescita autentica. Il testo evidenzia i rischi specifici per ragazzi e ragazze e discute l'importanza della libertà e dell'esposizione al rischio nello sviluppo umano. Viene anche proposta la necessità di limiti concreti all'accesso digitale e di modelli educativi alternativi. Leggi la recensione per capire come cambiare il rapporto tra giovani e tecnologia!

 Siamo stati insieme tutto il pomeriggio senza baciarci. È stato bellissimo.

 Veronesi non scrive un romanzo estivo: scrive la fine della fanciullezza.

La recensione esalta 'Settembre nero' di Veronesi come un romanzo di formazione realistico. Protagonista è Gigio, dodicenne alle prese con la scoperta di sé, della musica e del primo amore durante l’estate del 1972. Narrazione fluida e sintassi asciutta danno vita a un ritratto vivido della crescita, culminando in un evento che segna la fine dell’infanzia. Scopri come Veronesi racconta la fine dell’innocenza: leggi la recensione!

 Edwards sceglie inquadrature lente che indugiano sulle scene e ne fanno gustare ogni aspetto.

 I dinosauri non sono tutto, non sono sempre al centro dell’azione o dietro l’angolo pronti a divorare qualcuno.

Il settimo capitolo della saga Jurassic World, diretto da Gareth Edwards, porta una ventata di dignità in una serie spesso decadente. La regia lenta e attenta valorizza i paesaggi e i dinosauri, mentre la sceneggiatura di David Koepp recupera elementi avventurosi ma con qualche imperfezione. I temi ambientalisti emergono senza prediche, e l'azione è ben bilanciata, con personaggi nuovi e convincenti. Un film che rinnova il franchise evitando i soliti cliché. Scopri un Jurassic World rinato, più maturo e avvincente!

 “28 anni dopo sembra riscrivere la grammatica cinematografica dei film di zombie.”

 “Per continuare a vivere come genere umano dobbiamo accettare il ‘diverso’, abbracciarne la prole come figli nostri.”

Il film "28 anni dopo" di Danny Boyle rivoluziona il genere zombie con uno stile fresco e meditato, fondendo elementi post-apocalittici e medievali. La narrazione esplora la ricostruzione dei valori umani e un forte messaggio politico legato alla Brexit. La relazione tra padre e figlio si intreccia a riferimenti culturali come i videogiochi, creando un'opera ricca di simbolismo e significato. Scopri il nuovo capolavoro di Danny Boyle e immergiti in una rivoluzione zombie!