Christopher Rowley
The Vang: The Military Form

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"The Vang: The Military Form" (1998) di Christopher Rowley è uno di quei romanzi di fantascienza non ascrivibili al genere diciamo più "speculativo". La stessa collana "Cosmo" della Editrice Nord, che ha pubblicato il romanzo in Italia nel 2002, lo presenta come una "space-opera di puro divertimento" e effettivamente una volta arrivati alla fine e aver ripercorso l'andamento della intera storia, devo dire che si tratti veramente di qualche cosa di divertente, avvincente e mozzafiato e da questo punto di vista sorprendente e meno banale di come si possa pensare proprio dalla presentazione. Una storia ambientata in un futuro remoto e su di un pianeta lontano anni luce dalla Terra, denominato Saskatch e già di suo "problematico", poco abitato e caratterizzato da un clima rigido e poco adatto a ospitare la vita e oggetto di unico interesse dei peggiori ricettatori della galassia a causa del traffico dell'acido tropico 45 aka AT45 (praticamente la droga più ambita dall'egemonia umana). Sembrerebbe così all'inizio vi siano i presupposti per raccontare una specie di thriller ambientato nel futuro e in un mondo di confine comandato dalla mafia coreana e dove il governo è corrotto e implicato fino alle alte sfere nel traffico di droga, ma invece ben presto Saskatch si ritrova ad affrontare un evento imprevisto: l'attacco di una specie aliena invasiva, i cosiddetti Vang, una razza guerriera e parassita e che si diffonde come una specie di virus, riproducendosi e sviluppandosi con una velocità incredibile, sfruttando il corpo umano come una specie di guscio contenitore da fecondare e dove far germogliare nuove forme e sistemi di vita.

L'ultimo appartenente alla specie, che si credeva estinta dopo essere stata sconfitta in guerra e definitivamente scomparsa, orbitava attorno a Saskatch da un'epoca remota all'interno di una astronave immerso in quello che è praticamente un sonno di conservazione: è il loro seme principale, quello della cosiddetta "forma militare". Il suo risveglio metterà in moto una catena di eventi che in breve si tramuteranno causa la sua scaltrezza e preparazione e predisposizione innata all'arte della guerra, in una inaspettata e inarrestabile invasione su larga scala. Se all'inizio il romanzo si presta quindi a trattare diversi aspetti del pianeta, ci viene fornito un quadro ampio del mondo in cui la storia è ambientata, possiamo tuttavia affermare con convinzione che il vero protagonista della storia, sin dalla sua apparizione, sia proprio la forma militare, una delle forme "superiori" della sua specie, ma non la principale e che tuttavia egli è dovuto a generare e obbedire secondo ciò che dispone la sua natura e la sua disciplina, l'organizzazione sistemica dei compiti di ciascuno. Un rigore che prima o poi come in ogni regime militare e nel caso specifico dove tutto deve avvenire in tempo rapidi (le cose si riveleranno infatti alla fine meno facili di come potevano sembrare) non può che portare alla inevitabilità e qualche cosa di tragico.

Questo è per sommi capi il contenuto di un romanzo che più che per la storia nel suo insieme, si specializza e differenzia per la fantasia e la bravura dell'autore che si inventa di sana pianta una specie aliena inedita e di cui riesce a raccontare, non senza caratteri grotteschi o proprio horrorifici (qualche cosa fa pensare a "The Dreamcatcher" di Stephen King) e le cui suggestioni che seguono sono sicuramente il piatto forte del menù del giorno, ogni aspetto sia di natura fisica e estetica che comportamentale e psicologico. Quantomeno interessante e come già detto, sicuramente avvincente (tutta la sequenza dalla presa delle prigioni in poi è veramente mozzafiato), a ben pensarci poi qualche parallelo tra la psicologia aliena e quella dell'essere umano non è sicuramente fuori luogo e avrebbe potuto in un altro tipo di storia essere maggiormente sviscerato, ma l'autore non ha effettivamente spazio a sufficienza per dispiegare più di tanto ogni analisi di questo aspetto: il suo tempo a disposizione per salvare il genere umano e la galassia così come la conosciamo è poco, non c'è un solo secondo da perdere e ogni decisione ha da essere presa rapidamente prima che il virus dei Vang si diffonda e infetti ogni pianeta conosciuto.

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Commenti (Uno)

Falloppio
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Oggi ci sei solo tu.... Ed io che ti leggo. Bene. Anche L'acchiappasogni... ;) certo che sto uomo, King, ha seminato ogni tipo di trama e quindi è facile trovare delle analogie sui racconti fantastici. Bravo come sempre.
BËL (00)
BRÜ (00)

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