Così bello che ti metti a piangere e pure a bestemmiare, di gioia però. All'inizio quanto meno...
Stessa attitudine degli Arcade Fire, qualcosina dei Pavement e qui e là poi balenano i soliti volti noti dell'indie degli ultimi cinque anni. Il collettivo ha un nome che si ricorda, anche se a mio parere di una bruttezza macchiavellica, Clap Your Hands Say Yeah. Il discone che li vede al debutto è un buon misto di volontà di osare e scanzonatura che va tanto di moda ora. La cassa in 4 non appare quasi mai, strumenti un po' tradizionali si mischiano con le chitarre e i campionamenti, il risultato è ottimo. Alla lunga, alcuni passaggi stufano, ma certi momenti sono folgoranti. Il binomio Let The Cool Goddess Rust Away e Over And Over Again (Lost And Found) rapisce fin troppo, rimarrà infatti il momento più alto del disco. Nel marasma generale spiccano Details Of War, Heavy Metal e In This Home On Ice, il resto si lascia ascoltare ma non incide forse più di tanto a causa del carattere confusionario del disco.
Nel complesso il lavoro è molto ben riuscito, il classico LP da intenditori cool indie rocker bevitori di birra ma con le emozioni nel cuore. Le potenzialità per fare di questi Clap Your Hands Say Yeah un fenomeno ci sono, ma sinceramente io non mi sento di considerarli tali, anche se mi lascio la porta aperta. Ben spinto dalla stampa del settore (leggi Pitchfork che gli ha dato 9.0) questo è il classico album che entra in una corrente da poco aperta e che troverà buon riscontro. Sicuramente i singoli se azzeccati, potrebbero fare la differenza. Il messaggio che comunque si legge tra le righe è: vivi alla giornata, che fa bene, e non farti domande. Oggi c'è questo, e almeno è un pelino nuovo...
Clap Your Hands Say Yeah è il più sconvolgente e commovente album di tutto il 2005.
Lanciati dai bloggers, i CYHSY sono l’emblema di quel rock imperfetto che non smette mai di rigenerarsi.
Talvolta lo troviamo: traccia 6, "The Skin Of My Yellow Country Teeth".
I Clap Your Hands Say Yeah saranno la colonna sonora del mio eventuale matrimonio. O del mio suicidio.