Copertina di Claudio Baglioni Buon Viaggio Della Vita
Alberta

• Voto:

Per appassionati di musica italiana, fan di claudio baglioni, critici musicali, collezionisti di album, ascoltatori attenti alla qualità artistica
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LA RECENSIONE

Il recentemente uscito triplo cofanetto baglioniano "Buon viaggio della vita" è stato pubblicizzato come un "live", ma in realtà suona, a detta di quanti l'hanno ascoltato, come un disco registrato in studio con l'aggiunta di un jingle - sempre uguale - di applausi finti, messi lì in post-produzione.

Io non l'ho acquistato né ho intenzione di farlo; mi sono limitata al download legale di 6 brani del suo CD3, ossia "'51 Montesacro" (bella, suggestiva e molto rinnovata nell'arrangiamento, riunisce inoltre - per la prima volta - tre su quattro degli "stacchetti" autobiografici contenuti nell'album "Strada facendo" del 1981); "Dov'è dov'è" (frizzante, vagamente folk, ma preferisco comunque l'originale contenuto nell'album "Oltre" del 1990, oppure la versione live del 1996 contenuta nel doppio CD "Attori e spettatori", che è un indovinatissimo ska); "Naso di falco" (qui un po' spruzzata di world music, a titolo di novità, ma anche stavolta l'originale contenuto nell'album "Oltre" non teme - a mio avviso - confronti); "Pace" (ora rivestita con un arrangiamento la cui pomposità, così poco in linea con il tema meditativo di questo brano, fortemente autobiografico, riferito alla ricerca inesausta della pace interiore da parte del dubbioso e smarrito io narrante, mi lascia un retrogusto non piacevolissimo, a differenza della sublime versione originale contenuta nell'album "Oltre"; se proprio devo pensare ad un suo riarrangiamento, allora evviva la straordinaria, quasi commovente, versione dal vivo solo pianistica del 2001, contenuta nel triplo album "Incanto - tra pianoforte e voce"); "Acqua nell'acqua" (ben poco dissimile dalle mille altre versioni precedenti); "Fratello sole sorella luna" (idem).

Questi da me menzionati sono i soli brani indicatimi dagli amici come un pelino più originali negli arrangiamenti, e devo dire che neppure tutti e sei lo sono; li ho comunque scaricati al prezzo di Euro 0,99 ciascuno.

Il cofanetto, mentre scrivo questa (per me che ammiro l'opera di Baglioni da oltre 30 anni) triste recensione, figura terzo (dietro a "Papito" di Miguel Bosé, stazionario sul fiacco podio estivo da due mesi ininterrotti, e dietro a "La Finestra" dei Negramaro, stabile sul predetto podio da un mese intero) secondo la classifica FIMI, ossia l'unica classifica ufficiale che esista qui in Italia. Non tutti forse sanno, peraltro, che la suddetta classifica esclude tutte le compilations (costituenti oggetto di una classifica FIMI a parte; eccola), ivi compreso il disco di Fiorello & Baldini contenente il meglio della passata stagione di "Viva Radio 2", ed ivi comprese le due compilations - rossa e blu - del Festivalbar.

Secondo la classifica unitaria della rivista specializzata Musica & Dischi (che include le suddette compilations), ad esempio, la new entry BVDV si è piazzata decima nelle vendite degli album.

Non che questo mi rallegri; anzi; mi dispiace comunque vedere il nome di un artista come Claudio Baglioni, le cui cose apprezzo moltissimo - ripeto - da oltre trent'anni e del quale ho quasi tutti i dischi (tranne giusto questo e l'altrettanto inutile triplo cofanetto A-Live del 1998), associato ad un risultato di vendite che si profila decisamente non brillante già dalla prima settimana (in quanto, come è noto, non conta nulla al riguardo la posizione di classifica, bensì conta il numero di copie effettivamente vendute: d'estate, al giorno d'oggi - e ben diversamente da quanto accadeva negli anni '70 e '80 - si è primi anche con poche migliaia di copie; sotto Natale è assai diverso). Nè ho mai ritenuto che il numero delle copie vendute possa costituire un qualche indice della qualità di un'opera artistica (altrimenti il cantautore a me più caro assieme a Claudio Baglioni, ossia Enzo Jannacci, dovrebbe essere considerato da 40 anni e più - con l'eccezione di Vengo anch'io, no tu no - uno scalzacani, e non il grandissimo che è).

Tuttavia questo mi offre un motivo in più per interrogarmi:

- sulla valenza informativa del roboante comunicato stampa inviato ai fans del cantautore, a tempo di record, il pomeriggio stesso della pubblicazione della classifica FIMI dalla newsletter ufficiale di Baglioni, info@patapan.it , ove si legge, fra l'altro, che questo terzo posto in classifica FIMI "è l'ennesimo grande risultato centrato da Claudio Baglioni" (!);

- sul fatto che valesse davvero la pena, per questo grande della musica italiana, di beccarsi lazzi, frizzi e dure critiche giornalistiche assortite (impietosa sotto questo profilo, ma a mio avviso sacrosanta, è ad esempio la recensione apparsa su Il Giornale pur di fare uscire questo prodotto cui io non riesco a dare un senso.

Una siffatta operazione discografica non appare motivata da alcuna precisa urgenza e/o esigenza artistica (gli arrangiamenti dei brani, salvo i rarissimi casi di cui sopra, che si contano sulle dita di una mano, sono sempre gli stessi; nè può dirsi che si tratti di un "souvenir" della passata trionfale tournée chiamata "Tuti Qui", in quanto non è stato registrato durante alcuno di quei 70 concerti, bensì chiaramente in uno studio; inoltre comprende brani che non fanno parte della scaletta del tour, escludendo per converso, nel brano "Io Sono Qui", l'unica vera novità del tour in tema di arrangiamenti, ossia un'intro molto particolare, realizzata con una dozzina di chitarre diverse in rapida successione); né detta operazione appare - più in generale - dotata di alcun altro suo specifico motivo: ragionevolmente, infatti, non gli sarà stata neppure imposta dalla casa discografica (dal momento che egli dovrebbe avere già ben ampiamente rispettato - si presume - ogni possibile scadenza contrattuale a suo carico, essendo già uscito, prima di dare alle stampe questo triplo, con due doppi CD, due tripli CD, un triplo DVD ed un doppio DVD a partire dagli inizi del 2005!).

Insomma, questo disco non appare - in effetti - avere alcuna altra motivazione se non quella meramente economica, laddove ogni uscita discografica precedente di Claudio Baglioni (anche i tanto vituperati cofanetti "Tutti qui" e "Gli altri tutti qui", nonché l'album di cover anni '60 "Quelli degli altri tutti qui", oltre ai numerosi live "veri" - l'uno diversissimo dall'altro come arrangiamenti - realizzati nel corso degli anni) aveva avuto, anche quando non era un disco di inediti, ben più senso di questo.

Le due collezioni dei suoi più grandi successi in edizione originale da studio erano, discograficamente parlando, pressoché inevitabili, ed andavano comunque a colmare una lacuna in tal senso, indirizzati com'erano ad un ampio target, ben preciso, di simpatizzanti-ma-non-fans (prima della fusione tra Sony e BMG, infatti, non era mai stato possibile unire fra loro tutte le edizioni originali dei periodi RCA e CBS); quanto poi al doppio album di cover (magnificamente interpretate da una voce in grande spolvero, pur nutrendo la sottoscritta più di una riserva su taluni degli arrangiamenti della coppia Claudio Baglioni-Paolo Gianolio), è stato - a mio avviso - un sentito tributo, di gran classe, ad una stagione della grande musica italiana che Baglioni già in tempi non sospetti aveva dimostrato di amare.

Questo qui, di contro ... ecco, non riesco proprio a trovargli un significato ("Voglio trovare/un senso a questo disco/ma forse questo disco/un senso non ce l'ha ...", direbbe forse Vasco Rossi); neanche il significato meramente commerciale, visti i dati di vendita non esaltanti - ma sinceramente abbastanza prevedibili - per un disco che contiene giusto un paio di tracce in grado di differenziarsi, in qualche misura, da tutto quanto, di Claudio Baglioni, già esisteva negli scaffali dei negozi di dischi. E lo dico con autentico dispiacere.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza con disappunto il cofanetto 'Buon viaggio della vita' di Claudio Baglioni, giudicandolo un'operazione principalmente commerciale con arrangiamenti ripetuti e un falso effetto live. L'autrice apprezza poco la mancanza di novità e critica il comunicato stampa e le vendite non brillanti, pur riconoscendo il valore artistico complessivo dell'artista. L'intera struttura appare priva di motivazioni artistiche convincenti.

Tracce testi

01   Tutti qui (05:00)

05   Medley Je Je: Porta Portese / A modo mio / Signora Lia / W l'Inghilterra (12:09)

06   Mai più come te (05:57)

09   Medley Atmo: Con tutto l'amore che posso / Io dal mare / Ragazze dell'est / Quei due / Domani mia / Acqua dalla Luna (12:08)

11   Sono io (05:41)

Claudio Baglioni

Cantautore romano (1951), figura centrale del pop italiano dagli anni ’70. Ha firmato concept e hit trasversali, dal successo generazionale di “Questo piccolo grande amore” alla vetta commerciale de “La vita è adesso”, passando per “Sabato pomeriggio”, “Strada facendo” e l’ambizioso “Oltre”.
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