Copertina di Claudio Baglioni Gira che ti rigira amore bello
Boop7

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Per appassionati di musica italiana anni '70, fan di claudio baglioni, amanti dei concept album e delle storie d'amore nostalgiche
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LA RECENSIONE

Nel 1973 Baglioni lancia un altro concept album sull'amore, finito. La scena si sposta leggermente da Roma, in campagna e al mare. Passo dopo passo si arriva alla dissoluzione.

Questo album vede un'introduzione e una ripresa sotto lo stesso titolo; mentre il brano del '71 dove viene citato il titolo ("Cincinnato") viene ripreso per farne "Casa in costruzione".

I protagonisti da due sono diventati tre: Lui, Lei e Camilla, la Citroen 2CV.

"Gira che ti rigira" intro e reprise fanno un pò da titoli iniziali e titoli di coda del secondo album, e nel reprise finale il protagonista esprime la sua voglia di fare tante altre cose, ma non c'è più tempo.

Il viaggio parte da lui che si sveglia la mattina non proprio bene (gola secca, viso smunto ecc...) e parte con la sua Camilla alla volta della casa di lei (70,80,90,100... in progressione).  Nella strada incontra un'inglesina autostoppista con la quale si intrattiene amichevolmente, anche dandole un bacino; ma addentrandosi troppo nel momento, un braccio sotto la camicetta determina la prosecuzione del viaggio da solo ("Ho sbagliato qualche cosa?/Boh!/Forse un pelo d'etichetta/ma non era la regina Elisabetta") (e tutti a cantare "Viva viva/viva l'Inghilterra/pace donne amore libertà...", ma quanto?).

Il viaggio continua arrivando alla casa di lei, litigi e incomprensioni tra loro. A un certo punto lui manifesta il desiderio di voler andare a vivere altrove ("una casa...per ricominciare").

Ma la discussione termina con lei che dorme e lui "ad affondare giù (da solo)".

Continua il litigio con lui che minaccia in preda alla rabbia di suicidarsi (riferimento velato al "Messaggero" ("...tu vedrai...se non é vero...")). Riprendendosi poco dopo, e confessando che molte cose dette erano solo sotto l'impulso della rabbia, va un attimo a posteggiare Camilla.

Accende il motore e...

("Io me ne andrei" - "E apri quella porta")

...e, non so come, ma spia la giovane dal solaio. La giovane é una figlia di contadini, con una mentalità un pò retrograda, visibile nelle "cinque dita" del padre sulla faccia di lei per via di un rossetto...

Si guarda le gambe e poi il seno; sfoglia un fumetto (forse un fotoromanzo) perché "l'attore é bello e audace"; poi si fa il segno della croce ("cultura contadina" vi ho detto); guardarsi allo specchio e fissare le travi (nervosa per qualcosa).

Lui che l'ha spiata "trattenendo il fiato" e restando a guardare fermo "dentro la fessura", esce fuori e...brutta figura!

"Zitta con tuo padre/sennò succede un guaio...!"

La "ragazza di campagna" e lui si ritrovano vicino a una "casa in costruzione", raccontandosi varie "storie strane:/di streghe di amori andati" e immaginare quella casa già ammobiliata per loro, quando si sposeranno. Poi il bell'attimo fugge...("Non lasciarmi da solo (non lasciarmi da solo)..."). 

I due si spostano al "Miramare" ma la loro storia d'amore comincia a traballare: lei le cose che amava in passato non le piacciono più. Lui non ce la fa ed il medico gli ha ordinato di starle lontano. Disobbedendolo, é venuto con lei e ha trovato lui, interessato a lei. Impazzisce, non ci vede più ed esce fuori "vestito da Sioux".

Il finale a parer mio si avrebbe già con "Amore bello", dove l'amore termina con la partenza di lei, i tentativi di lui di recuperar qualcosa ma la sua resa davanti all'evidenza dei fatti. Certo che, ascoltando la canzone, una scena di addio più classica di così non credo che l'abbiamo mai vista altrove.

"Lettera" doveva essere secondo me come un'appendice all'album, forse una "ghost track", perché abbastanza estranea alla storia (ma però c'è la Camilla, non può stare fuori). Il giovane scrive alla madre rassicurandola (e qui vediamo Baglioni sospeso tra gli anni '60 e '70: "legato" alla famiglia (anni '60) e emancipato nell'amore (anni '70)).

E il reprise che termina in maniera orchestrale, da un certo punto in poi, con un sottofondo di bambini in girotondo, e poi un bambino che staccatosi dal gruppo scopre la macchina che é "partita" (non funziona più), ma si é perso nel bosco...

Quest'album porta dietro con sé qualche difetto rispetto a "Questo piccolo grande amore": magari non rapisce del tutto l'ascoltatore, ma non è un album cattivo. Poi ha una copertina che è bellissima: una cartolina con tutti i monumenti di Roma dietro le spalle del cantante e la sua macchina. Una gran bella copertina...

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il concept album 'Gira che ti rigira amore bello' di Claudio Baglioni, che narra la dissoluzione di una storia d'amore tramite un viaggio simbolico. L'album introduce personaggi e momenti di vita quotidiana, alternando introspezione e scene di conflitto. La recensione evidenzia pregi e limiti rispetto al precedente successo dell'artista, sottolineando la forte componente narrativa e la bella copertina dell'album.

Tracce testi

01   Gira che ti rigira (01:56)

02   70, 80, 90, 100... (02:09)

03   W l'Inghilterra (03:34)

05   E apri quella porta (04:39)

06   Ragazza di campagna (04:47)

07   Casa in costruzione (03:17)

08   Miramare (04:52)

09   Amore bello (05:48)

10   Lettera (03:05)

11   Gira che ti rigira (05:00)

Claudio Baglioni

Cantautore, musicista e compositore italiano attivo dagli anni ’70. Ha segnato la canzone d’autore pop con concept album, arrangiamenti ricercati e tournée spettacolari.
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