Copertina di Cock Sparrer Live and Loud!!
MosMaiorum84

• Voto:

Per appassionati di punk/oi!, skinhead tradizionalisti, chi cerca musica live carica di energia e autenticità, estimatori delle storie suburbane britanniche.
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LA RECENSIONE

I Cock Sparrer sono una delle più iconiche band Oi! inglesi, che ha forgiato il sound del punk rock che scorre nelle vene degli skinhead di tutto il mondo.

Chitarre rock and roll, camicie a quadri, bretelle, teste rasate, tatuaggi, birra a volontà, schiene spaccate dal lavoro in cantiere o nel porto, sigarette, stivali, stadio, cori di facile presa: questa era la formula del primo Oi!. Una musica molto vicina al rock and roll, vicina al glam/pub rock, non massicciamente contaminata dalle pesantezze hardcore.

Ma non pensiamo a una sorta di beat muscolare che annoia dopo due accordi: i Cock Sparrer incarnavano tutta l'energia di un locale dei sobborghi londinesi e, se a volte in studio la loro foga risulta un po' temperata, di sicuro live ogni dubbio sarà fugato; ci si ritroverà a urlare a squarciagola scambiando bevute e risate con uno skinhead ciccione con "Oi!" tatuato sulla nuca o con il suo amico mingherlino che probabilmente ha fatto tre anni e sei mesi di carcere e chissà quanti di riformatorio. Questi sono i Cock Sparrer: dietro al muso duro si nascondono vite vissute, si nascondono persone vere, si nascondo persone che sanno cosa vuol dire amare qualcosa, amare qualcuno, si nasconde - parlando di musica - un lascito di rock settantiano che aveva un tipo particolare di attenzione ai testi, alle atmosfere che crea.

L'inizio è dei migliori: "Riot Squad" è senza dubbio uno dei più alti punti della carriera dei londinesi. Il testo peraltro nasconde una vera chicca: qualcuno penserebbe certamente che sia solo un inno alla rivolta, ma in realtà "riot squad" vuol dire "squadra antisommossa". È la storia di un povero ragazzo che da giovane fa il cretino con i suoi amici ma con gli anni inizia a venir trattato male, finché non decide di cambiare schieramento: indossa la divisa e da scapestrato diventa un violento celerino. La sua storia finisce malinconicamente quando dopo un'azione repressiva viene cacciato dalle forze dell'ordine e torna nei sobborghi, senza speranze e senza amici. Il riff che mima una sirena è da manuale. Il pubblico è caloroso: del resto, quale migliore opener? "Watch your back" mantiene alta l'adrenalina e lascia spazio alla bellissima "I got your number", dove i Cock Sparrer dimostrano essere, mi piace dire, i "Jethro Tull dell'Oi!" per via della loro innata abilità di scrivere melodie non cervellotiche ma azzeccate, British fino al midollo e con un gusto della canzone che mi ricorda molto proprio quello dello storico gruppo folk prog. "Take 'em all" è iconica ma la trovo banalotta, così come "We love you" non mi convince del tutto. Ma i Nostri non si fanno attendere e tornano in pista con la clamorosa "Argy Bargy", un gran pezzone; "Where are they now?" non ha bisogno di presentazioni e, un po' come "Riot Squad", sotto una melodia allegra nasconde un sorriso amaro. "White Riot" e "Running Riot" se la cavano bene, così come "The Sun Says", che tuttavia non è il pezzo più memorabile. La breve "Secret Army" conduce alla leggendaria "Englands Belongs to me", un vero inno a tutti gli effetti, una dichiarazione di forza e identità cantata a squarciagola dal pubblico. L'energia del live è viva, è palpabile, l'aria è intrisa di sudore: il live è ormai agli sgoccioli. "Chip on my Shoulder" alza i bpm e lascia il pubblico stanco ma felice.

Storie di giovinezza, energia, una vita dove il pub è l'unico posto dove ti senti a casa. Capite allora cosa si intende quando si dice che i Cock Sparrer dietro all'aria da duri sono persone vere, con sensibilità per loro storia, per la loro gente? Ecco, di questo si parla. E sapete che vi dico? Che forse una delle più grandi lezioni che l'Oi! può insegnarti è che in fondo avere un'aria da duri non è in contraddizione con l'avere un grande cuore; penso che forse questo sia il più bel messaggio che scaturisce dalle note di questo live, dalla calda voce e dai riff caserecci che conducono fino alla fine del disco. Non sarà il live più bello della storia, sicuramente. Ma rimane una pietra miliare per chiunque abbia mai amato e vissuto le bettole, la sua squadra del cuore, le strade.

"England belongs to me: a nation's pride, the dirty water of the river". Voto: 85/100.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra i Cock Sparrer come pionieri dell'Oi! e del punk britannico, elogiando la carica emotiva e l'autenticità di 'Live and Loud!!'. L'album trasuda energia dal vivo, con cori travolgenti e testi che celano storie vere dietro una facciata dura. Vengono analizzati sia i pezzi iconici che i momenti meno incisivi, sottolineando però il valore umano della band e la connessione con il pubblico. Un live consigliato a chi ama la scena punk genuina e carica di sentimento.

Tracce

01   Riot Squad (00:00)

02   Watch Your Back (00:00)

03   I Got Your Number (00:00)

04   Take Em All (00:00)

05   We Love You (00:00)

06   Working (00:00)

07   Argy Bargy (00:00)

08   Where Are They Now? (00:00)

09   White Riot (00:00)

10   Running Riot (00:00)

11   The Sun Says (00:00)

12   Secret Army (00:00)

13   England Belongs To Me (00:00)

14   Chip On My Shoulder (00:00)

Cock Sparrer

Cock Sparrer sono un gruppo Oi!/punk rock inglese, formatosi a Londra nel 1972. Pionieri dello street punk, sono noti per antemi da pub e live energici. Shock Troops (1982) è considerato un classico del genere.
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