Esistono band che danno il meglio di sé in formato LP (si pensi ai Pink Floyd con "Wish You Were Here" o a "Hounds Of Love" e "Aerial" di Kate Bush) ed altre, invece, che esprimono il massimo della loro creatività artistica su supporti, per così dire, meno “impegnativi”. E’ il caso dei Cocteau Twins, band di cui tutti più o meno conosciamo la storia e, soprattutto, i diversi passaggi di stile in stile.
"Lullabies To Violaine" è un quadruplo disco che ci consente di gustare la loro storia in formato Extended dal 1982 al 1996: dalle claustrofobiche nenie estratte da "Lullabies" e "Peppermint Pig" fino alle pacatezze pop/rock delle b-sides tratte dai singoli di "Tishbite" e "Violaine", passando, ovviamente, per quei capolavori dark che fecero la storia del sound à la Cocteaux (gli indimenticabili "Aikea-Guinea" e "Echoes In A Shallow Bay"). Il sound è praticamente del tutto rimasterizzato da Robin Guthrie, il quale, nonostante l’impegno e la devozione che gli dobbiamo per aver fatto tornare in vita canzoni eccezionali che sarebbero altrimenti andate dimenticate, a volte esagera un po’ coi suoi “metodi di correzione”, dando ora troppa aria a certi pezzi (la versione 12” di "Sugar Hiccup", ad esempio, ma anche, e soprattutto, "Hazel" che con quello strano effetto surround della batteria perde molto del suo originario carattere claustrofobico), ora aggiungendo qualche effetto eco di troppo ("Pink Orange Red", "Quisquose"), oppure portando un po’ troppo“ avanti” la sua chitarra (rendendo quasi impercettibile il basso) e un po’ troppo “dietro” la voce di Elizabeth Fraser in altri pezzi: piccole cose che si notano se si posseggono anche gli EP originali…
"Lullabies To Violaine" non è solo un item per collezionisti: consente a chiunque e, soprattutto, a chi ha scoperto di recente la musica dei Cocteau Twins di avvicinarsi al loro mondo a 7”. La raccolta è stata anche pubblicata separatamente in due doppi volumi, ma, sfortunatamente per gli amanti del vinile, solo in CD. Personalmente consiglio il cofanetto originale, sebbene il prezzo non sia proprio bassissimo. Ma vale la pena, soprattutto per la lunga sezione acoustic presente nel terzo disco e per la alternate version di "Aikea-Guinea", ancora più dolce e ariosa dell’originale.
La duplice voce di Elizabeth Fraser, come una scia di luce si leva, all'inizio fluorescente e cristallina...
In ognuno dei 4 splendidi cd di "Lullabies To Violaine" sfido io a trovare una canzone che non sia una perla.