A due anni di distanza, dal primo capitolo, esce il seguito di "Good Apollo, I'm Burning Star IV, Volume One: From Fear Through the Eyes of Madness".
Questo nuovo lavoro si riallaccia molto alle sonorità del precedente discostandosi ulterirmente dai primi due. Anche questo nuovo lp è un concept album ispirato alla serie a fumetti, fantascientifica, "The Amory Wars" concepita dal frontman e leder del gruppo Claudio Sanchez.
In questo disco i toni psichedelico-sperimentali del precedente sono decisamente più pacati lasciando maggiormente spazio alla verve Heavy Metal anni '70 della band, in alcuni passaggi è possibile notare subito le reminescenze di Led Zeppelin, Black Sabbath e Thin Lizzy, seppur senza mai abbandonare le sottili venature alla Yes piuttosto che alla Pink Floyd, il singolo estratto "The Running Free" esplicita alla perfezione quando appena detto. Gli incisi (concedendo il beneficio dei mie pochi ascolti) non convincono del tutto, sfociando troppo spesso in ritornelli power-pop tipici di tutti i gruppetti che fanno finta di fare rock su Mtv.
Non mancano certamente i momenti buoni basta ascoltare brani come "Mother Superior" e "The Houng (Of Blood and Rank)" con l'inizio che è un chiaro omaggio ai Who. Discorso a parte va fatto per la lunga suite finale divisa in 5 momenti, questa è infatti la vera chicca di tutto il lavoro dove il rock si tinge di toni sempre più progresive fino a sfociare nel capolavoro "On the Brink" pezzo di oltre 7 minuti che ricorda molto album come "Meddles" o "The Wall" (da notare lo stacco alla "In the Flash") dove la sperimentazione si mischia con il progressive e con il jazz.
In definitiva un cd che pecca un po' di originalità, ma tutto sommato onesto. Decisamente non un capolavoro che resterà negli annali, ma un buon disco, senza grandi pretese.