Copertina di Courtney Love America's Sweetheart
SilverInRehab

• Voto:

Per fan del rock alternativo, appassionati di courtney love e hole, cultori della musica anni 90 e 2000, amanti del rock femminile e delle produzioni indipendenti
 Dividi con...

LA RECENSIONE

La bionda rocker più famosa degli ultimi 15 anni è tornata. Dopo diversi rinvii, ultimo quello di ottobre 2003, "America’s Sweetheart" è stato pubblicato, un album in cui a detta della stessa Love, dentro ci ha messo tutta se stessa e si sente, si capisce immediatamente quanto di Courtney ci fosse nelle Hole, lei era la leader indiscussa in tutti gli aspetti. Un album accolto molto bene anche da Alan McGee, ex leader della storica Creation, ora a capo della neo Poptones, entusiasta del primo singolo Mono propose alla Love di fare uscire il lavoro sotto la sua nuova etichetta ma, quasi probabilmente per motivi economici, firmò un contratto con la Virgin all’ ultimo minuto. Mossa errata secondo il produttore ed ex di Courtney, Jim Barber, recentemente ha dichiarato che i pezzi erano diversi, molto più grezzi e con un suono davvero migliore.

La versione di "America’s Sweethear" che oggi tutti noi possiamo ascoltare è ripulita e adattata ad un sound più orecchiabile per volere della stessa Virgin che ha obbligato la Love dopo averla messa sotto contratto a modificare il lavoro. L'unica versione originale che possiamo ascoltare è quella di "Mono" presente come b-side nel singolo. Nonostante tutte le collaborazioni, Linda Perry ex 4 Non Blondes, Kim Deal dei Pixies, Wayne Kramer (MC 5), Bernie Taupin (paroliere di Elthon John) e prodotto da Jim Barber, Josh Abraham e Matt Serletic, è stato un flop a livello commerciale. L'album regala emozioni anche se purtroppo non convince del tutto proprio perché si sente la mancanza del suo ex gruppo e in particolare del fidato chitarrista Eric Erlandson, anche se per apprezzarlo bisogna conoscere bene le Hole e la storia di Courtney. Il primo singolo, "Mono" utilizza genialmente un riff molto simile a quello dell’indimenticabile "Celebrity Skin" in modo più aggressivo adattandolo al new rock'n'roll, presentato in anteprima nel 2002 alla Death Disco di Londra è stato acclamato da Alan McGee che lo ha definito fantastico. Infatti ricorda la Love dei tempi migliori. Inoltre spiccano principalmente: "All The Drugs", uno dei pezzi migliori con riff che ricordano band anni '80, sembra la canzone più complessa che chiude la trilogia iniziata con "Reason To Be Beautiful" e "Use Once & Destroy" di "Celebrity Skin". "Sunset Strip", una delle ballate con un sound molto 70s che accompagnata dalla voce sempre orecchiabile di Courtney fa volare, dietro questo brano si sente la presenza di un lavoro certosino, testo molto glam. "Hold On To Me", la ballata per eccellenza dell’album, con un intro molto malinconico e spiazzante. "Life Despite God", ritenuta da molti orrenda, invece emerge per originalità, è quella che si allontana maggiormente dal sound delle Hole, è il pezzo che nessuno si sarebbe aspettato. Sembra un brano uscito da "4 Track Demos" di PJ Harvey in cui Courtney si diverte a interpretare Janis Joplin (notare quell’accattivante "baby baby baby" urlato all’inizio) esperimento interessante.

Di certo Courtney ha un gran talento, anche nel suo lavoro meno riuscito, come disse Billy Corgan negli anni 90:

“Courtney ha esercitato una grande influenza nel mio modo di comporre. Se solo mettesse ordine nella sua vita potrebbe oscurare Patti Smith. Ha un grandissimo talento, ma è grezzo e in termini di intelligenza è quasi un genio nonostante sia matta da legare. Ma non riuscirà mai a sfruttare il suo potenziale perché in un certo senso è un personaggio da fumetto. È completamente immersa nel mito del rock'n'roll che impone l’essere fighi e le droghe pesanti”
Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Amercia’s Sweetheart segna il ritorno solista di Courtney Love, un album carico di emozioni e influenze rock classiche, ma limitato da scelte produttive discusse. Nonostante collaborazioni importanti e spunti interessanti, il disco non raggiunge il successo sperato e lascia un senso di incompiutezza, soprattutto per i fan di Hole. Il primo singolo 'Mono' resta il pezzo più celebrato, capace di catturare l’essenza della Love dei tempi migliori.

Tracce testi video

02   But Julian, I'm a Little Bit Older Than You (02:48)

04   Sunset Strip (05:32)

06   Almost Golden (03:25)

07   I'll Do Anything (03:01)

Leggi il testo

09   Life Despite God (04:16)

10   Hello (03:10)

11   Zeplin Song (02:48)

12   Never Gonna Be the Same (05:17)

Courtney Love

Cantautrice e attrice statunitense, leader e frontwoman delle Hole, figura di punta del rock alternativo anni ’90. Ha pubblicato il suo album solista America’s Sweetheart nel 2004. Come attrice è apparsa in The People vs. Larry Flynt e Man on the Moon.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  scott

 Dodici tracce che scorrono via in modo sterile caratterizzate tutte dagli stessi accordi e dallo stesso ritmo di batteria.

 Un disco elementare e decisamente scontato, frutto a mio avviso del gusto per il denaro di una quarantenne che ha ormai capito che tra un paio di anni non si potrà più spogliare per vendere la sua musica.


Di  ashanti

 Il succo dell’intero disco è proprio Mono, che definirei una sorta di autobiografia di Courtney.

 Il Rock è morto.