Copertina di Cream The Farewell Tour 1968
Big Chris

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Per appassionati di rock classico, fan dei cream, amanti del blues e dell'improvvisazione live, collezionisti di bootleg musicali
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LA RECENSIONE

Il Farewell Tour del '68 fu l'ultimo che Eric Clapton, Ginger Baker e Jack Bruce fecero insieme come Cream (salvo successive reunion). Questo bootleg è la registrazione di uno di quei 22 concerti, quello all' Inglewood Forum di Los Angeles. Nove pezzi, in pratica tutti i classici dei Cream, belli dilatati e spalmati su poco più di un'ora e un quarto di durata complessiva del cd. L'esibizione è forse un po' imprecisa, intendiamoci, non che suonino male, sono pur sempre tre maestri nei rispettivi ruoli, diciamo che c'è qualche erroruccio qua e la, qualche sbavatura, tecnicamente non sono di certo questi i Cream migliori, appaiono in alcuni frangenti un po' distratti, poco concentrati, forse con la testa già proiettati verso le loro avventure future, e probabilmente sotto effetto di qualche roba strana, sicuramente un po' bevuti. Ma a far da contraltare vi è una grandissima energia, il suono è robusto e sporco al punto giusto, la performance è molto muscolare, insomma sembrano suonare più con lo stomaco che con la testa, viscerali, spontanei, sinceri. Dimostrano per l'ennesima volta di trovarsi a proprio agio nei lunghi assoli strumentali e la consueta inventiva a livello improvvisativo. Chitarra, Basso e Batteria in continua sfida, il blues più indemoniato che sfocia nell'hard rock e nella psichedelia.

Il disco da il meglio di se nella sequenza dei tre pezzi iniziali, l'attacco del concerto è impietoso, con una trascinante e stravolta "White Room", all'inizio della quale sembra esserci un piccolo taglio, poi la storica cover "Crossroads" (Robert Johnson) e quindi si raggiunge l'apice già al terzo pezzo, uno dei riff più famosi di sempre, "Sunshine of Your Love" con la chitarra di Clapton a farla da padrone. L' armonica impazzita di Jack Bruce caratterizza la successiva "Traintime", mentre "Toad" concede al virtuoso percussionismo di Baker il ruolo di primo attore. Altro omaggio al vecchio Blues è la dilatatissima "Spoonful" (Willie Dixon), seguita da "I'm so Glad", mai amata troppo da chi vi scrive, e da una pesantissima "Politician" che sembra anticipare lo stile ed il sound cupo e distorto dei Black Sabbath. Si chiude con un altro vecchio celebre standard blues "Sitting on the Top of the World" ovviamente rielaborato dai tre da par loro. A far da cornice all'esibizione vi è un pubblico bello caldo ed in generale un'atmosfera divertita e festosa, nonostante fosse un tour d'addio.

Questo è solo uno dei tanti dischi che testimonia come l'hard rock fosse presente sui palchi già qualche anno prima del suo esordio ufficiale su disco (LED ZEPPELIN, 1969), e ci conferma l'importante ruolo di antesignani del genere ricoperto dai Cream.

Il suono della registrazione è buono, non cristallino, è pur sempre un bootleg, ma i tre strumenti e le voci vengono fuori ben distinti. Il cd nella sua parte superiore ha l'aspetto di un piccolo vinile ed è racchiuso in una custodia in cartonato spartana, ma caruccia nella sua semplicità. Se vi piace il blues pesante e l'improvvisazione strumentale tipica dei Cream, ma direi comune a molta della musica di quel periodo, allora fateci pure un pensierino, potrebbe piacervi.

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Riassunto del Bot

Il bootleg del Farewell Tour 1968 dei Cream documenta un concerto carico di energia e improvvisazione, con piccole imperfezioni tecniche. I classici come 'White Room' e 'Sunshine of Your Love' emergono con forza, dimostrando l'importanza del trio nel traghettare il blues verso l'hard rock. Il suono sporco e lo spirito viscerale della performance rendono il disco un autentico pezzo di storia musicale per gli amanti del genere.

Tracce testi video

04   Sunshine of Your Love (05:10)

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06   Deserted Cities of the Heart (04:42)

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07   Passing the Time / Toad (10:31)

09   Sitting on top of the World (13:47)

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10   Hideaway (04:34)

Cream

Cream è il supergruppo britannico formato da Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker. Attivi dal 1966 al 1968, hanno fuso blues, psichedelia e hard rock, lasciando tre album in studio fondamentali e performance live leggendarie; sono tornati per reunion nel 1993 e nel 2005.
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