Copertina di Cubanate Barbarossa
Marco Orsi

• Voto:

Per appassionati di musica industriale, fan del rock elettronico, amanti di sonorità techno arrabbiate e underground anni '90
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LA RECENSIONE

Gli albionici Cubanate esordirono nei primi anni '90 e furono tra i fautori di quel rock industriale tanto caro a mostri sacri quali Ministry, Nine Inch Nails e Skinny Puppy. Chitarre taglienti come spade, sintetizzatori e sostenuti ritmi techno.

Il cantante Marc Heal è sempre stato un personaggio burbero, noto per le sue invettive contro il mondo intero e per la sua megalomania. Ai tempi, ricordo, era solito inveire contro rockettari e metallari rei, a suo dire, di non comprendere la grandezza della musica elettronica. Famosa, in questo senso, la partecipazione del nostro a una trasmissione radio diretta dal gioviale Bruce Dickinson (Iron Maiden), occasione nella quale Heal sfogò il proprio risentimento contro gli amanti del metallo pesante.

Il gruppo ha prodotto cinque album ma, nonostante la discreta validità della proposta, non ha mai raggiunto il successo che forse meritava.

"Barbarossa" vede la luce nel 1996 e, nel bene come nel male, ricalca gli stilemi techno-industrial-rock ben collaudati e definiti nei precedenti capitoli. Il disco è un concentrato di rabbia, odio e frustrazione. Dalla prima all'ultima traccia, infatti, possiamo udire potenti beat techno, chitarre abrasive e una voce ringhiosa. Canzoni come "Vortech I" , "Barbarossa" e "Joy" si dimostrano autentici attacchi al vetriolo. Nessun compromesso con forme di grunge, crossover e altri generi che ai tempi andavano per la maggiore. Unico difetto: nei Cubanate la componente techno è quella predominante. I beat vengono usati con assidua frequenza e , sicuramente, questo aspetto distanzia la band dai nomi citati all'inizio della recensione. Eppure la claustrofobica tensione sprigionata da "Barbarossa", potrebbe fare a gara con le malate sonorità di Al Jourgensen & company, anche se i maestri rimangono qualche gradino al di sopra degli alunni. Non si tratta certo della migliore espressione in ambito metal-industrial, non dite a Heal che ho usato questo termine, ma è innegabile l'impegno e la dedizione del gruppo inglese.

Se volete ballare e fare headbanging, qui c'è tutto il necessario.

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Riassunto del Bot

Cubanate con 'Barbarossa' confermano il loro stile techno-industrial marcato da chitarre taglienti e beat incalzanti. L'album, uscito nel 1996, è un concentrato di tensione e rabbia, caratterizzato da una produzione intensa e decisa. Sebbene non rivoluzionario, il disco presenta una proposta valida e dedita, ideale per chi ama l'energia feroce tra elettronica e rock. La voce ruvida di Marc Heal e i ritmi incessanti fanno di 'Barbarossa' una pietra miliare del genere, anche se con una predominanza techno che ne limita la versatilità.

Tracce testi

01   Vortech I (02:56)

02   Barbarossa (06:13)

04   Why Are You Here? (04:32)

05   Exultation (04:24)

i'm cracking up with ecstacy so i'm breaking out do you want to come with me? i've got a big black car from tokyo with gasoline and a fuck off stereo. exultation of the speed exultation of the speed. work out a route by autobahn to montreal via amsterdam. ten thousands clicks are on the clock but we motor on we never stop. exultation of the speed exultation of the speed. turn the radio off. no more love songs exultation of the speed.

06   The Musclemen (03:46)

07   Come Alive (05:56)

08   Vortech II (06:43)

09   Lord Of The Flies (08:32)

Cubanate

Cubanate è un gruppo britannico noto per un mix tra industrial, techno e rock. Il cantante Marc Heal viene spesso citato come figura centrale della band. L'album Barbarossa è del 1996.
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