Le grandi delusioni provocate dai cugini francesi, nella mia vita, sono state principalmente due: la sconfitta dell'Italia alla finale degli europei del 2000 (a causa di Wiltord e Trezeguet) e l'acquisto del disco "Human after all" (a causa di Bangalter e De Homem-Christo). Quindi, di fronte alla seconda raccolta, dopo "Daftclub", dei 2 furboni dj, il mio approccio non poteva essere che dubbioso.
Dopo i 20 euro sprecati per il precedente, ho imparato la lezione, mai più comprare dischi a scatola chiusa. Non mi faccio più fregare . Ho amato alla follia "Homework", mi sono appassionato a "Discovery" e bevuto la storiella della loro trasformazione in robot. Ma il ritorno all'umano non mi è piaciuto per niente. Perdonerete quindi questo sfogo quasi da amante deluso, ma in qualche modo voglio fargliela pagare. E quindi consumo la mia vendetta: mi procuro una cd vergine di infima qualità, di quelli che non hanno neanche un lato stampato, masterizzo alla velocità di 48X la copia (di back-up) di un mio amico e ci scrivo sopra, per ulteriore ripicca, "Daft Panc-varie". Schaccio Play.
La prima traccia è la bellissima "Musique", unica non facente parte dei precedenti album, ma pubblicata come singolo insieme a "Da Funk". Incedere ripetitivo e uso massiccio di filtri, un dogma del "french touch", uno dei primi manifesti di quel movimento che avrà negli stessi Daft i principali esponenti. La title-track è l'unica ragione d'acquisto del disco per chi già possiede i precedenti album. L'effetto "madeleinette" è immediato e mi ritrovo con la mente a dieci anni prima, in pieno fermento creativo dell'elettronica d'oltralpe e, soprattutto, nel pieno dei miei vent'anni.
Il seguito della tracklist segue un ordine cronologico di uscita; si va da pezzi storici come "Revolution 909" alle hit ("Around the world" o "One more time"), fino al recente "Human after all".
Colpevolmente omessi brani fondamentali come "Aerodynamic" a discapito di alcuni inutili, "Technologic" su tutti.
A completare l'antologia, 3 remix in classico daft style (Scott Grooves "Mothership Reconnection", Ian Pooley "Chord Memory", Gabrielle "Forget About The World"). Esiste anche una versione, per appassionati, con dvd allegato, nel quale sono inseriti video e un paio di live. Come ha già scritto qualcuno in giro per la Rete, questo cd non aggiunge nulla di fondamentale a chi già conosce i Daft Punk, mentre per i neofiti è caldamente consigliato l'acquisto, in mid-price, dei primi due lavori.
Comprenderebbero meglio qual è stata la grandezza dei due arroganti "mammasantissima" della scena francese. Il voto (3 e mezzo) è la media tra il 5 di "Discovery" e "Homework" e il 2 di "Human after all".