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David Ackles
Five & Dime

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Voto:

“E Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e toccalo nell'osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita».” (Giobbe, I, vv.4-6).

Questa è la storia di David Ackles che, nonostante tutto, non alzò mai il pugno contro il suo Signore e fu uno dei più grandi cantautori americani, ma lo sanno in pochi.

Il Signore dà, il Signore toglie, ti getta nella vita e distribuisce i ruoli. Ed è meglio non giocarci a dadi.

Si sa: non possono avere tutti la parte del protagonista e anche gli altri ruoli principali vengono presi in fretta. Allora è meglio non distrarsi se non si vuole finire a fare la comparsa, nella vita.

E David non era destinato ad essere protagonista ma neanche fare la comparsa; nato in una famiglia di artisti, ha assaggiato presto la polvere del palcoscenico: a quattro anni già si esibisce in duo con la sorella.

“My dad played the bass, and mum played the drums, and I played the piano, and Jesus sang the song” (Family Band)

E così ecco il ruolo perfetto per lui: l’amico del protagonista.

Rusty è un bel cagnone, vanno forte i cani in quegli anni (siamo nel ’49) ci fanno i film ed i telefilm; su Rusty ne fanno sette. Il padrone di Rusty è un bel bimbetto, Danny Mitchell, e Danny ha un amico, Tuck Worden . Tuck è il nostro David (anche se il suo nome non verrà accreditato). Ma Rusty non è Rin tin tin e neanche Lassie, così – dopo un po’- sparisce e non saranno in molti ad accorgersene. Perché pure tra i cani non tutti possono essere protagonisti.

E già: il Signore dà e il Signore toglie. Lui distribuisce i ruoli ed io ho il sospetto che si diverta un mondo a farlo.

"Love is not that way, dear God he'll play" (Candy Man)

Così ecco pronto il secondo ruolo per David: il magnifico perdente.

Ah quanto amo i “beautiful losers”!

Anche a Chiara piacevano quelli belli e perdenti. Io le rubavo le birre nei supermercati. Ma lei era bella ed io solo perdente. Così, alla fine, ha sposato un dentista. Ma questa è, davvero, un’altra storia.

E, allora, David prima sbanda, conosce anche il riformatorio; poi incontra la poesia, vola fino in Scozia. Ad Edimburgo studia letteratura inglese e filologia germanica. Tornato in patria, frequenta i corsi di tecnica e storia del cinema presso la University Of Southern California.

Poi fa di tutto: pianista di piano bar, venditore di automobili, giardiniere, addetto alla sicurezza in una fabbrica di carta igienica (!), detective privato. Fino a quando, indagando sulla gente sbagliata, gli capita di pestare una merda troppo grossa e si trova a rischiare persino la vita, allora decide che è meglio tornare alla musica.

“I met a man, a fine young man, in a broken down jail, And he told me "Friend, don't be afraid to live. You know it doesn't matter if you fail" Then he smiled” (Out on The Road).

Jac Holzman è uno che ha naso. Ascolta David e si rende conto che il tipo ha talento, lo prende alla Elektra e cerca di far interpretare le sue canzoni a qualcuno dei suoi artisti. Nessuno va bene. Alla fine decide che, ok, se le canterà da solo quelle sue canzoni.

E’ il 1968, David ha 31 anni e pubblica “David Ackles”, il suo primo LP. E 31 anni sono tanti nell’epoca in cui si scopre il business della giovinezza.

E’ bellissimo “David Ackles”. Fidatevi. Se non lo avete mai ascoltato, cercatelo: è bellissimo. Dentro ci sono canzoni come “His Name Is Andew” o “The Road To Cairo”.

Poi ne incide altri due, “Subway To The Country” ed “American Gothic”, altrettanto belli, per qualcuno anche di più.

Testi che sono cazzotti e musiche che accarezzano graffiando.

Ma non basta. Non basta il plauso della critica né l’apprezzamento dei colleghi. Qualcuno interpreterà i suoi pezzi, gente famosa come Julie Driscoll o Harry Belafonte, si scomoda persino Bernie Taupin per produrre “American Gothic”. Ma niente: il successo non arriva.

La Elektra lo scarica.

“Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?” (Giobbe II, v.10)

Clive Davis è il presidente della CBS/Columbia. E’ uno che ha naso. Ha ascoltato “American Gothic” e ne è rimasto folgorato. Decide che David sarà il “nuovo Leonard Cohen”.

Ma quello è un ruolo da protagonista, non è la parte per David.

E, insomma, David si mette al lavoro per il suo quarto disco. “Five & Dime”. David vuole comporre un affresco, un piccolo concept sulla vita di tutti i giorni. Piccole istantanee di gente comune nell’America del 1973. Non va agli studios, le registra in casa con un quattro-piste. E’ il solito David Ackles: classe cristallina, arrangiamenti raffinatissimi (Van Dyke Parks?), stavolta un po’ meno barocchi, parole, musica e quella voce. Quella voce tra Scott Walker e Fred Neil,. Quello stile un po’ Leon Russell ed un po’ Leonard Cohen ed un po’ Randy Newman. Il suo baritono profondo ed espressivo. E i testi sempre straordinari, forse solo un poco meno duri di altre volte.

Qualcuno dice che questo è il suo disco più debole. L’unica pecca di “Five & Dime” è di venire dopo tre capolavori assoluti come “David Ackles”, “Subway To The Country” ed “American Gothic”, ma quanti cantautori darebbero l’anima per un disco così? “Aberfan” cantatela al mio funerale.

Perché uno così non ha avuto successo? Non era né troppo strano, né troppo poco strano, né troppo complicato, né troppo facile, né troppo brutto o troppo poco simpatico né qualunque altra fesseria vi venga in mente. Perché?

“Ecco, Dio è sublime nella sua potenza; chi come lui è temibile? Chi mai gli ha imposto il suo modo d'agire o chi mai ha potuto dirgli: «Hai agito male?».” (Giobbe, XXXVI, vv. 22-23)

“Five & Dime” potrebbe essere l’album della svolta. E invece la CBS silura Clive Davis (una brutta storia di rimborsi e soldi), l’unico che credeva in David. Il disco non viene supportato. E’ un flop. A David non viene rinnovato il contratto. Dici: il Caso, la Sfortuna; che stronza la Fortuna.

Il Signore dà, il Signore toglie, lui ti getta nella vita e poi decide i ruoli, ed il ruolo di David non è quello del protagonista.

Ma la fede di David rimane salda, l’unica cosa realmente salda nella sua vita.

“He sang in the arms of God as he strummed” (His Name Is Andrew)

Così prende la sua Janice e va a vivere a Tujunga, vicino Los Angeles, in una fattoria, con i loro figli. Scrive per la televisione ed il cinema, insegna teatro. Insomma va avanti.

“Che parte mi assegna Dio di lassù e che porzione mi assegna l'Onnipotente dall'alto?” (Giobbe, XXXI, v2)

Ecco un nuovo ruolo: il reduce.

Ma non è mica finita qui.

“Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui». (Giobbe, I, v.12).

Ed ecco che, una mattina del 1981, un ubriaco si lanciò con la sua auto contro la macchina di David. Il colpo gli staccò quasi via il braccio.

Janice urlava ai dottori “salvategli il braccio, è un pianista!” Ci volle fatica e sofferenza, dolore e rieducazione, quattro anni per tornare a suonare il pianoforte, anche se per brevi periodi. Il braccio, però, non guarì mai del tutto.

Mai lui compose ancora. Un musical (il sogno di tutta una vita), “Sister Aimee”. E poco conta se non fu mai edito su disco, lo rappresenteranno a Chicago ed a Los Angeles. Diresse pure “l’Opera da tre soldi” di Brecht per una compagnia universitaria.

E mi piacerebbe chiuderla qua.

Ma c’è la scena finale, il suo ultimo ruolo. Il piccolo Tuck Warden lo reciterà in modo eccelso. David non distoglierà lo sguardo dal Signore neanche quando gli toglieranno via un polmone un pezzo alla volta, per combattere il tumore.

E quando la malattia se lo porta via ha solo 62 anni. E’ il 2 marzo del 1999.

Ora tu mi chiedi: e il senso, qual è?

“Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza! Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, o chi ha teso su di essa la misura? Dove sono fissate le sue basi o chi ha posto la sua pietra angolare, mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio? (Giobbe, XXXVIII, vv. 4-10)

Non chiedere: non c’è senso.

(A tutti quelli che, quando assegnavano i ruoli da protagonista, erano distratti).

Commenti (VentiNove)

IlConte
IlConte
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Beccata in diretta, tutta in un fiato... Troppo bella Lector!!! E poi i magnifici perdenti li adoro! Certo la sfiga, come si dice, ci ha visto bene! Lo ricordo di nome come artista dell'Elektra in quelli anni! Nel week me lo vado a sentire! ... Chiara e il dentista però e' la seconda volta che li leggo... Un abbraccio! Per quel che vale ti devo dare 5 e se alcuni lo danno a me tu almeno dieci... Ma sei un magnifico perdente ahah! Grande! Tra le più belle in questi mesi che sono qui!


lector: Eh, caro conte....Chiara la ricordo ancora. E' a lei che è dedicata questa paginetta. Ti ringrazio per le parole di apprezzamento.
Pinhead
Pinhead
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Che meraviglia di storia che hai scritto. Ma sei un predicatore?


Pinhead: David Ackles non lo conosco ma mi vado a cercare tutti i dischi che hai citato.
lector: Non sono un predicatore, ma certi passi biblici mi affascinano. I Profeti Minori in special modo. Giobbe che ho citato qui è una delle storie più terrificanti che si possano leggere.
Sono certo che Ackles ti piacerà.
Pinhead: Mi sa proprio di sì, che mi piacerà.
Non fosse che questa tua è molto meglio, mi hai fatto ripensare alla storia di P.F. Sloan che ho scritto un paio di settimane fa. Sei bravo davvero.
lector: Beh, grazie.....
Pinhead
Pinhead
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Già trovato su iutiub l'esordio, «The Road To Cairo» in sottofondo, se tanto mi da tanto è davvero un capolavoro di disco. Beh, grazie.


bluesboy94: Si, quel disco è un capolavoro.
lector: Sono contento che ti piaccia.
Pinhead: Nel fine settimana me lo ascolto ben bene, insieme ad «American Gothic», trovato pure quello.
odradek: @[Pinhead] li avevo già postati altre volte, ma finché il link funziona... Ulož.to
Nel caso non avessi ancora provveduto, sono mp3 a 320, un po' meglio che ascoltarli su Youtube...
Pinhead: Grazie odradek!
imasoulman: attento, che poi rischi assuefazione. E la tentazione forte di buttare al macero tre quarti di discografie che gravano inutilmente gli scaffali...
Pinhead: Corro il rischio volentieri. Tanto, a parte la discografia completa dei Ramones, non ho altro e sugli scaffali di spazio ce n'è in abbondanza ...
Dan Erre
Dan Erre
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Debibliobaser


Stanlio
Stanlio
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Abbiamo "tutti la parte del protagonista" cioè la nostra...


bluesboy94
bluesboy94
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E' senza altro il suo disco più "debole", quello in cui più cerca una "sorta di compromesso commerciale" (e lo dimostra un brano come "Surf's Down" che non è da Ackles), ma, caspita, quanto sono belle "I've Been Loved" e "One Good Woman's Man", due esempi struggenti di pop da camera, che "accarezzano graffiando" (per citarti). E forse l'asprezza di contenuti dei primi due dischi e l'eclettismo spiazzante di "American Gothic" (a chiunque legga questa recensione e ne resti colpito ascolti anche solo questo disco) si è moderata forse per l'impotenza di Ackles verso le strettoie e i ricatti dell'industria musicale (ed , infatti, dopo questo disco si ritirò... come Captain Beefheart preferì restare duro e puro e mollare la carriera musicale, piuttosto che scendere a compromessi e "inzaccherarsi" di merda"). Comunque, grazie a te l'operazione "recensoria" sui dischi di questo MAESTRO del cantautorato americano è terminata... la prima recensione fu sull'omonimo e risale a due anni fa: ecco, spero che , nel frattempo, le fila di chi tiene viva la memoria di un cantautore di tale livello si siano un pizzico ingrossate.


lector: Si mancava solo questo e, così, immodestamente, mi sono fatto avanti io....
Se Ackles avesse inciso solo questo disco sarebbe comunque, lo stasso. tra i più grandi. Ma non deve essere facile fare i conti con l'insuccesso e con la consapevolezza di essere all'ultima stazione, sapendo - inoltre - di avere un infinito talento.
bluesboy94: Sul dizionario alla voce nostalgia basta che alleghino questa (meraviglia di) canzone... David Ackles - Down River
imasoulman: ragazzo, se dai tre a questo, ti fai prendere dalla logica del critico. Tutti sappiamo che rispetto agli immani tre precedenti, questo è più debole...ma, perdio, Ackles non è degno dell'aurea mediocritas, della sufficienza di stima che si dà a scuola. Ackles è "bigger than life" ed allora, per una volta, votiamo col cuore
bluesboy94: Hai ragione ima, proprio io che mi sonp già speso per Ackles non posso avere il braccino corto...
imasoulman: Poi, per parlar chiaro: da metà disco in avanti, cioè tolti giusto gli episodi fuori t'ama come Surf's Down e il country-rock esangue di Berry Tree ditemi un po' voi con si fa a non considerare capolavori tutto il ben di Dio (o di Giobbe) che vien dietro, il Bernstein chevsi fa Cohen di Aberfan, l'elegia traboccante pathos di A photograph of You, il più bel pezzo che Eric Andersen avrebbe voluto scrivere e non gli é riuscito (Such a woman)
imasoulman: *fuori tema....(continua) per tacer di pezzi che da soli giustificherebbero una carriera, una vita come One Good Woman's a Man. E dunque, che facciamo? Disco minore? Seeeh, come no
bluesboy94: Si, ima nel quadro della sua discografia è un disco minore; infatti i primi tre sono dischi che non hanno neanche mezzo passo falso, questo "Five & Dime" ne ha 2 (e tu li hai citati), poi ci sono alcune canzoni accettabili che scorrono senza lasciare il segno (tipo "Run Poney Run" o "House Above The Strand"), e poi una manciata di degnissimi episodi ( che tu hai elencato, però ti sei dimenticato di "I' ve been Loved"). Ovviamente questo disco ha più significato di troppi dischi che portano la firma di personaggi che non hanno neanche un decimo del talento di Ackles...
lector: I cosiddetti dischi "minori"...... Tanti capolavori o presunti tali prendono la polvere aspettando "il momento", "la situazione" giusti, mentre un "Simple Pleasure" dei Tinderstick o "Osmose" degli Annexus Quam trovano sempre il tempo per passare, anche solo per qualche minuto, dal mio stereo......
odradek
odradek
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Suonerebbe piaggeria se dicessi che invidio l'evidente passione che muove le tue precise parole, Lector? Che suoni, dunque. E comunque si, le vicende dei losers sono sempre le più interessanti se le sai guardare e se c'è chi le sa rendere tanto vivide, spalancando scenari biblici per accoglierle e farle vibrare. - In questa pagina, però, ora che è passato bluesboy94, che mi riportò alla mente "American Gothic", manca @[imasoulman].


lector: Beh, grazie Odra, davvero.
hellraiser
hellraiser
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Un cantautore che ho scoperto grazie a voi ragazzi del sito, un artista molto capace ed ingiustamente dimenticato negli anni. Ho provato ad ordinare qualcosa di lui ma i suoi lavori sono rari ed a prezzo molto alto, fuori dai miei standard. Bella rece, complimenti


hjhhjij: hell, scaricalii perdioooooo non muore nessuno così ti perdi la musica bellaaaa :-))))
lector: Ha ragione hjhhjij......
hellraiser: Se riesco preferisco averli, son fatto così...per questo artista magari farò un eccezione
musicanidi
musicanidi
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I soliti sinceri complimenti...le vicende dei losers sono sempre le più belle perché non dobbiamo condividerle con la massa...


lector: Thanx
luludia
luludia
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mai sentito sto ragazzo...rimedierò, come fare altrimenti?


lector: Ascoltalo, ascolta con attenzione i testi, vedrai.....
imasoulman
imasoulman
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ascolti postati a mo' di crescendo rossiniano verso la silente deflagrazione di questa pagina-capolavoro (ti perdono anche il mancato riconoscimento di alcune citazioni. pure una mia...scherzo, neh?). Bene, l'opera omnia di Ackles è su DeBaser e questo se permettete dovrebbe bastare a renderlo un sito speciale. Non dico altro altro, perchè nuovamente Wittgenstein non me lo permeterebbe


lector: Caro Ima, come al solito, ti devo ben più di una citazione. Sei stato una delle pochissime fonti non inglese da cui ho potuto attingere notizie che corroborassero i miei ricordi e le mie convinzioni su Ackles. Di lui non esiste quasi notizia sui siti più o meno "professionali", né tra le schede dei vari Recensori Famosi. Il fatto che qui, sul DeB (e probabilmente solo qui), la sua opera sia analizzata nella sua completezza è uno dei otovi che mi rende caro questo posto. Ora si dovrebbe fare anche giustizia per due grandi come Randy Newman e Leon Russell, i cui dischi principali non sono ancora stati recensiti.
Grazie per i
lector: ]motivi
bluesboy94: L'ho già detto in passato: molto strano che su questo sito non sia recensito nessuno di quelli che io ritengo i tre vertici di R.Newman (mi riferisco a "12 Songs", "Sail Away" e "Good Old Boys")... prendo nota di questo Leon Russell (di cui ignoravo l'esistenza).
lector: Si, è una mancanza a cui, prima o poi, bisognerà porre rimedio.
serenella
serenella
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Recensione:
All'inizio non leggo mai l'autore ma solo il titolo, e questa scritta a caratteri cubitali era dedicata a David Ackles, e questo nome mi ricordava qualcosa che avevo già incontrato su DeB... così inizio a leggere, però a metà mi sono incuriosita di capire chi fosse l'autore perché una descrizione così era troppo, troppo 'spettacolare' e mi sono chiesta: chi sarà questo geniaccio? Voilà, Lector!


mrbluesky: che poi perchè lector e non scriptor
serenella: Naturalmente adesso ricordo: Ackles l'avevo già incontrato in un ascolto notturno presentato con quel tocco poetico che solo Lector sa gestire...
problema: qualcuno mi spiega come si fa a conservare le recensioni?
serenella: Domine, quo vadis? da @lector! @scriptor non lo conosco
mrbluesky: chi siete, che volete, si ma quanti siete,un fiorino
Stanlio: @[serenella] alla fine della recensione hai 4 opzioni con incasellate in rosso o in verde, la seconda è "Preferiscila", ci klikki sopra ed il gioco è fatto, ciao
serenella: grazie @stanlio! Smack! Come sempre era facile ma non avevo guardato bene cosa fossero quelle striscioline... sai che noi femmine facciamo sempre 4/5 cose in una volta - anzi, credo proprio di aver messo il caffè sul fuoco, c'è uno strano odore di bruciato per casa... vado a vedere) Ciao, mio cavalier de-preferito
serenella: aaahhhaaahhh @[mrbluesky] hai ragione bella citazione di 'Non ci resta che piangere' -sono volata a guardare cosa avevi scritto (bruciato caffé) e, te lo devo dire, sei proprio simpatico! Enimod munob tse son cih esse
serenella: @[mrbluesky] più che Benigni (che adesso mi sta un po' sulle palle) mi è sempre piaciuto Troisi, e, anche se a volte faccio fatica a seguirlo quando parla, la mimica e il suo modo di 'essere' li trovo poetici e belli. Per me lui ha rappresentato la vera immagine del nostro paese, altra cosa dalle figure patetiche e volgari del cosiddetto 'vero italiano' di altri film, non trovi? E' che sono una very patriotic un po' rompipalle e non mi piace che prendano in giro i nostri uomini, neanche nei film!
mrbluesky: purtroppo Benigni si è autoinflazionato e questo alla lunga lo ha reso meno simpatico.Troisi per la sua riservatezza e per la prematura scomparsa è sicuramente piu amato.in quel film erano in splendida forma ,sono quei momenti della vita in cui qualunque cosa fai diventa oro, poi chi continua finisce per stancare e chi lascia o se ne va entra appunto nel mito
Stanlio: @[serenella] de nada no te preocupe che noi maschietti siam qui per voi poichè ehm, di solito facciamo 6 o 7 cose per volta più altre come aprire gli occhi alle Serenelle...
lector: Ciao Serenella, grazie per essere (come tuo solito) passata e per aver (come tuo solito) voluto giudicare bonariamente quello che scrivo.
hjhhjij
hjhhjij
Opera:
Recensione:
Non sei più una sorpresa ormai, come recensore. Forse, attualmente, sei il migliore qui dentro. Lui è sicuramente nell'elite dei cantautori, quest'ultimo lo devo ascoltare meglio ma i primi tre sono tutti dischi di una bellezza sublime.


lector: Grazie aigei, per me è ancora una sorpresa, invece, vedere che ciò che scrivo viene accolto con tanta bonomia.
masturbatio
masturbatio
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Recensione:
ottima recensione perdio (e per giobbe)! Lui l'ascolterò con attenzione


lector: Vedrai, ne vale la pena.
De...Marga...
De...Marga...
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Recensione:
Applausi a scena aperta; una storia amara anche se mi hai strappato un largo sorriso quando parli del suo lavoro come addetto alla sicurezza in una fabbrica di carta igienica e subito dopo usi la parola merda: calza molto la cosa direi.


lector: Che vita, vero? Sembra quasi la trama di un film.
Fallen
Fallen
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Recensione:
Primo dei distratti, commento per la prima volta dopo anni solo per votarti.


lector: Grazie, Fallen.
MikiNigagi
MikiNigagi
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Recensione:
Esagerato


lector: Hai ragione, forse ho esagerato....
imasoulman
imasoulman
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Recensione:
a proposito e visto che se n'è parlato in questa paginissima...anche Leon Russell è trasmigrato da poco più da due settimane nel mondo dei più. Quietamente, nel sonno, a anche nel silenzio più totale (scoperto poco fa casualmente), E' il destino dei beautiful losers, anche se lui la notorietà almeno per conto terzi l'ha accarezzata. Grazie di tutto, Maestro


imasoulman: *ma anche
imasoulman: non foss'altro per questa, che rimane una delle canzoni da salvare dall'Olocausto Nucleare A SONG FOR YOU - Leon Russell & Friends (1971)
imasoulman: che poi, se la interpreta questo signore, le lacrime fan fatica a trattenersi Donny Hathaway - A Song For You
hjhhjij: Mi dispiace, non lo sapevo proprio.
lector: Se n'è andato via in silenzio.... Per uno come lui è quasi una beffa.
boredom
boredom
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messa fra le preferite.


lector: Sono contento ti sia piaciuta.
macaco
macaco
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Bravo


lector: Ciao Macaco, è sempre un piacere, per me, sapere che leggi quello che scrivo. Grazie per l'apprezzamento.
macaco: Sono sempre di corsa e i tuoi scritti han bisogno di esser letti con calma, cerco comunque di leggerti sempre che posso. Um abraço.
lector: Um abraço.
SalvaDM
SalvaDM
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Ultimamente bazzico poco su questo sito a causa di impegni personali, ma sono contento di aver perso un po' di tempo per leggere questa recensione, la più bella che io abbia letto fino ad ora qui dentro. Di Ackles conosco solo American Gothic ma dovrò approfondire. Complimenti!


lector: Grazie.
algol
algol
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ecco. Siamo a lunghezze Sotomayor ma l'ho letta tutta. Di gusto.


lector: Beh, si è venuta un po' lunga. Ma Ackles meritava uno sforzo in più.
noveccentrico
noveccentrico
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C'è stato un periodo in cui tenevo in auto una cassetta: lato a Ackles, lato b Gary Puckett & the union gap. Li vedevo come due argomenti musicali molto lontani ma, per certi aspetti, vicini. Per me erano due sfigati entrambi, solo che uno lo ha capito tardi. E così Ackles, che ne era consapevole da sempre, si becca 'sto popò di recensione e il povero Puckett, wanna be Elvis, nisba. Dimenticato, fuori da tutto. E così sia.


imasoulman: non si può dire non ti piacciano i contrasti, nell'allestimento delle cassette. Una cassetta alla Pollock ;)
lector: Ricordiamolo Puckett, che ne vale la pena. "LADY WILLPOWER" ~ Gary Puckett and the Union Gap ~ 6/68
Miss Kinotto
Miss Kinotto
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Recensione:
Vorrà dire che la dovrò tappare sta falla tra le tante che ci sono nella mia cultura musicale, via, visto che ne parlate sempre così bene.


lector: Ciao Miss, fai ascoltare Ackles anche al tuo amico supereroe, vedrai che ti ringrazierà. Grazie per essere passato.
Miss Kinotto: Provvederò sicuramente.
Pinhead
Pinhead
Opera:
Recensione:
Gran disco, l'esordio, davvero un gran disco. Grazie.


bluesboy94: In quel disco ci sono almeno 4 canzoni clamorose, ossia: The Road to Cairo, Blue Ribbons, His name is Andrew e Down River.
Pinhead: «The Road To Cairo» è splendida. A breve mi metto in moto per cercare il disco perché questo è da avere, non basta scaricarlo.
lector: "David Ackles" è, seppur di poco, il mio preferito. Sto cercando di mettermi in pari con te, anche io ti ringrazio per avermi fatto ricordare di P.F. Sloan.
imasoulman: "Be My Friend" è una chiusura da lacrime
bluesboy94: Vero, infatti ho usato la parola almeno.
proggen_ait94
proggen_ait94
Opera:
Recensione:
Uh hu


lector: Yuk yuk
bluesboy94: Proggen, sei dunque riuscito ad ascoltarli tutti e 4?
proggen_ait94: ehi ciao! Vado piano piano piano con lui, american gothic lo ascolto ormai da anni ma non posso ancora dire di averlo interiorizzato. Questo e il bellissimo Subway to the Country, invece...
Ma ce la ferò certamente, basta che capiti la combinazione voglia di cantautorato peso + tempo per seguire i testi
bluesboy94: E l'esordio omonimo?
proggen_ait94: manca, ma ce l'ho:)
bluesboy94: In che senso?
Almotasim
Almotasim
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Recensione:
Grandissimo Bluesky! Che pagina!


Almotasim : Lector! Ho visto il cielo azzurro. Non ho visto le fondamenta.
Almotasim : Comunaue grande anche Bluesky!
lector: Massì, anche Bluesky!
mrbluesky: effettivamente ero pure intervenuto, comunque per me resterà quello delle arborelle
lector: Dio del Pop, perdonalo!
Non sa quel che dice...
Farnaby
Farnaby
Opera:
Recensione:
Mi ci sono fatto un giro fuori tempo massimo...bella pagina, Professore...


lector: Grazie Farnaby
Farnaby: Grazie a te...
Annette
Annette
Opera:
Recensione:
Eh, Lector, cosa dirti? le prime frasi che mi vengono in mente sono espressioni di stupore un po' troppo ruspanti. Mi limiterò a dirti che sono stata completamente, irrimediabilmente conquistata dal tuo racconto ed è stato molto bello esserlo. Grazie!


lector: Sono davvero contento che tu abbia apprezzato.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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