Copertina di Dead Kennedys Plastic Surgery Disaster
Rorix

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Per appassionati di musica punk, fan della musica hardcore, cultori del punk anni '80, amanti di testi politici e sociali nella musica
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LA RECENSIONE

Incredibile: diecimila recensioni su Dream Theater, Metallica, Iron Maiden, e solo quattro sui Dead Kennedys. E perdipiù nessuna su quel capolavoro di "Plastic Surgery Disaster"! Ma stiamo scherzando?? Qui non si parla di un gruppo pur valido ma sconosciuto, ma del fottutissimo miglior gruppo punk di sempre! Ora sicuramente molti avranno da ridire, ma per quanto mi riguarda è così, e Ramones, Clash, Dead Boys, Germs e gli altri, per quanto grandissimi, stanno una spanna sotto.

Dunque, dicevamo di "Plastic Surgery Disaster". Uscito nell'82, è il secondo album dei Kennedys, successore del leggendario "Fresh Fruit for Rotting Vegetables"; fra i due album, ci sono stati un cambio di batterista (D.H. Peligro in sostituzione di Ted) e un mini, "In God We Trust, Inc.", che ha ridefinito il suono del quartetto californiano spostandolo verso un hardcore punk meno epico e più esasperato, veloce e schizzato. "Plastic" riprende proprio il discorso che il mini, nella sua brevità, non ha potuto approfondire: ed ecco quindi, dopo l'intro "Advice From Christmas Past", partire in quarta "Government Flu", che ben sintetizza il nuovo concetto che i Nostri hanno del punk. "Terminal Preppie", "Forest Fire", Buzzbomb", "Halloween", Bleed For Me" sono tutte scheggie impazzite sparate a tutta forza, sostenute dal poderoso basso di Klaus Flouride (che spesso introduce i pezzi) e impreziosite dalla chitarra guizzante di East Bay Ray e dalla voce farneticante di Jello Biafra.

Tuttavia, aldilà dell'hardcore, si intuisce che i Kennedys stanno esplorando nuovi orizzonti: "Forest Fire", prima di deragliare nel punk, ricorda della certa psichedelia pop annate '67/'68; "Trust You Mechanic" alterna furiose cavalcate a momenti quasi noise; "Winnebago Warrior" riprende addirittura certe atmosfere morriconiane; infine, "Moon Over Marin" abbraccia la new-wave e il pop rock, regalandoci un brano certo inusuale per i Dead Kennedys, ma che si rivela una vera perla. Tanto per ribadire che loro hanno sempre saputo cos'è la melodia, non soltanto cos'è la furia. Oltre alle canzoni già citate, vanno ricordate anche due degli apici dell'album: la meravigliosa "Riot", cronaca fedele di una rivolta cittadina finita male, e "I Am The Owl", più lenta e sostenuta, con uno splendido giro di basso a farla da padrone.

Una parola va spessa, ovviamente, anche per i sarcastici testi di Biafra, una vera sassata in faccia alla società reaganiana. Niente si salva dalla condanna dei Kennedy Morti: arrivismo ("Terminal Preppie"), strapotere del governo e delle forze dell'ordine ("Riot", Government Flu", I Am the Owl", "Bleed for Me"), dipendenza da droghe e TV ("Well Paid Scientists", Trust Your Mechanic"). Ogni canzone meriterebbe una rencensione a sè per il suo significato, sono tutte usate per diffondere il messaggio sociale dei Dead Kennedys.

Messaggio, a distanza di trent'anni, ancora preoccupantemente attuale.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Plastic Surgery Disaster come un capolavoro del punk hardcore, sottolineando l'evoluzione sonora dei Dead Kennedys e i testi politicamente pungenti di Jello Biafra. L'album del 1982 si distingue per brani energici e sperimentazioni musicali, mantenendo un messaggio sociale ancora oggi rilevante. Viene rivalutato il gruppo californiano come tra i migliori della scena punk mondiale.

Tracce testi video

01   Advice From Christmas Past / Government Flu (03:00)

02   Terminal Preppie (01:30)

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03   Trust Your Mechanic (02:55)

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04   Well Paid Scientist (02:21)

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06   Forest Fire (02:23)

08   Winnebago Warrior (02:08)

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09   Riot (05:57)

16   Hyperactive Child (00:37)

19   Nazi Punks Fuck Off (01:03)

20   We've Got a Bigger Problem Now (04:29)

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Dead Kennedys

Gruppo hardcore punk di San Francisco formatosi nel 1978 con Jello Biafra (Eric Boucher), East Bay Ray, Klaus Flouride e il batterista Ted (poi sostituito da D.H. Peligro). Celebri per la satira politica, brani come California Über Alles, Holiday in Cambodia e Too Drunk to Fuck e gli artwork di Winston Smith.
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