Copertina di Death Angel Frolic Through the Park
gate

• Voto:

Per appassionati di thrash metal, fan dei death angel, musicisti interessati all'evoluzione del metal anni '80
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Da che mondo è mondo, "innovazione" è sinonimo di "rischio": chi si prende la briga e l'onere di apportare cambiamenti al proprio stile e/o al sound, o ne esce vincitore o ne esce scornato. Ne erano sicuramente consapevoli i Death Angel, che con il loro secondo lavoro, "Frolic Through The Park" (1988), muovono i primi passi lungo la perigliosa strada dell'evoluzione musicale.

Già l'intro di "3rd Floor", opening-track dell'album, fa intendere all'ascoltatore come la band di origine filippina voglia distaccarsi da quel concentrato di violenza sonora e aggressività chiamato "The Ultra-Violence": un lieve cinguettio e alcune voci sommesse vengono lentamente soverchiate dal primo riff di chitarra, e comincia lo spettacolo. I Death Angel, nonostante sia trascorso un solo anno, desiderano dimostrare di non essere rimasti cinque ragazzini assatanati che vogliono spaccare tutto, sacrificando l'energia primordiale dell'esordio in nome di strutture più elaborate (si ascolti il finale di "Confused"), che ritroveremo nei dischi successivi.

Anche se è tutto il gruppo a sfoggiare quella padronanza tecnica che l'ha reso famoso, una menzione particolare va fatta per il cantante Mark Osegueda, che dimostra di essere un ottimo "thrash singer". Si badi bene, "singer", non "screamer": infatti, le urla bestiali dell'esordio vengono quasi del tutto accantonate (per comparire sporadicamente, come nella cover dei Kiss "Cold Gin") per fare spazio a un canto pulito e tenuto sempre sotto controllo con maestria. Eccellente anche la prestazione dietro le pelli di Andy Galeon, in grado di adattarsi a ogni canzone con ammirevole efficacia.

"Frolic Through The Park" è un album di transizione, lodevole per la voglia di rinnovamento in esso presente, che però talvolta porta a episodi poco convincenti (si senta "Bored", brano tanto divertente quanto inconsistente). In conclusione, come primo approccio ai Death Angel consiglio caldamente il lavoro precedente, perché con questo si rischia per davvero di storcere il naso.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Frolic Through the Park segna un percorso di crescita e innovazione per i Death Angel, che abbandonano l'aggressività dell'esordio per strutture più elaborate e un canto più pulito. Nonostante l'eccellente tecnica del gruppo e una prova vocale sopra la media, l'album presenta qualche episodio meno convincente. Consigliato soprattutto a chi già conosce il gruppo, mentre per i neofiti si suggerisce l'ascolto dell'album precedente.

Tracce testi video

01   3rd Floor (04:55)

03   Why You Do This (05:29)

05   Devil's Metal (05:33)

06   Confused (07:24)

07   Guilty of Innocence (04:24)

08   Open Up (05:41)

10   Cold Gin (04:20)

11   Mind Rape (05:17)

Death Angel

Death Angel sono un gruppo thrash metal della Bay Area di San Francisco, formatosi nel 1982 da cinque cugini di origine filippina. Debuttano con The Ultra-Violence (1987), seguono Frolic Through the Park (1988) e Act III (1990, Geffen, produzione di Max Norman). Dopo lo stop nei ’90, rinascono al Thrash of the Titans (2001) e tornano su disco con The Art of Dying (2004), proseguendo con vari lavori fino a The Evil Divide.
09 Recensioni