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Death in June & Les Joyaux de la Princesse
Östenbräun

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Voto:

Nella stratificata e confusa discografia dei Death In June Östenbräun ha un posto particolare. A tutti gli effetti ha sempre avuto l’aria di un oggetto misterioso. Si tratta quasi di un disco fantasma su cui aleggia un’aura maledetta. È un’uscita semiufficiale accreditata ai Death In June e all’ensemble francese Les Joyaux de la Princesse pubblicata in origine in cassetta nel 1989 in un box limitato diventato ben presto un feticcio per i collezionisti. La seconda cassetta conteneva un’intervista a Douglas P.. Successivamente Östenbräun venne reso disponibile anche in cd nel 1995 sempre in un box limitato a 300 copie (circolava anche una “friends edition” in 30 copie) e in versione standard e, ancora oggi, ne esistono dei bootleg. Credo che molti fan della Morte in Giugno neanche conoscevano il nome Les Joyaux de la Princesse, un progetto misterioso dietro a cui opera Erik Konofal. La sua musica è incentrata su tappeti elettronici ambientali e su sonorità neoclassiche, in anticipo su quanto produrranno in seguito Der Blutharsch e Blood Axis. Dico subito che questo è più un disco di Les Joyaux de la Princesse che dei Death In June. Douglas P. si è limitato a pochi interventi (possiamo ascoltare la filastrocca “Heilige Tod” presente in Brown Book) anche se ci sono dei punti di contatto con alcune sperimentazioni della Morte in Giugno (su tutte “Death Of A Man” da The World That Summer e la lunga traccia sperimentale di The Wall Of Sacrifice). Tuttavia esteticamente l’album ben si accorda con l’immaginario di Douglas P.. Anzi la musica è più malata e decadente di quella degli stessi Death In June. I loop elettronici, l’organo chiesastico e i tamburi marziali creano un’aura di una tristezza infinita e donano a questo lavoro un tocco particolare e un fascino senza tempo. A mio avviso Les Joyaux de la Princesse ha pubblicato dischi superiori a questo come lo splendido Aux petits enfants de france dedicato alla propaganda del regime di Vichy. In ogni caso Östenbräun ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore e lo considero un disco di culto.

Commenti (Quattro)

Conteverde
Conteverde
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Mi avvicinai alla morte in giugno vedendo alcune anime dark in un club ballare "the Calling", una danza stranissima, di movimenti quasi spiritati, che mi rapi' senza indugio.
Poi con calma iniziai a conoscere l'universo di Pearce, il valore artistico tout court , con quelle scomodità estetiche da prendere o lasciare, quando si è rapiti del resto non si sa bene dove stai andando e dove ti stanno portando...
Hai veramente recuperato una chicca , mi ricordo questa cassetta acquistata in.un mercatino a Nizza, con una influenza prevalente della band francese, persa o ritrovata nei vari traslochi, ma da recuperare.


luludia
luludia
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succosa proposta...


ZiOn
ZiOn
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Interessantissime le tue proposte.


musicanidi
musicanidi
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E l’album dedicato al regime di Vichy? Puzzano un po’ di fascismo ‘sti francesi o sbaglio?


ZiOn: In realtà guardando la nazionale di calcio mi sembrano a un livello molto più avanzato di integrazione rispetto agli italici. Poi certo, i fascistoidi ci saranno anche lì (e anche tra i musicisti, I suppose).
Cervovolante: @[musicanidi] no quello e' "Aux Petis Enfants De France".
Cervovolante: @[musicanidi] e comunque e' un po' tutta l'area del folk apocalittico e del martial indistrial che puzza di fascismo. Basti pensare agli stessi Death In June, ai Blood Axis, ai Der Blutharsch e in Italia alla Corazzata Valdemone e agli Ianva.
musicanidi: In effetti, ragionando sui gruppi che suonano quel tipo di musica, la tendenza è verso l’estrema destra. Chissà perché?

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