Copertina di Deep Purple Abandon
Dreamvoice

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Per fan del rock classico, appassionati di deep purple, amanti della musica anni ’90, collezionisti di album storici
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LA RECENSIONE

Da molti considerato il peggior album della loro carriera, "Abandon" è il secondo album della Mk VII (ma quante sono??!) pubblicato nel 1998, prodotto da Deep Purple e Roger Glover. Non è solamente considerato il peggior album deeppurpleiano, lo è effettivamente dal punto di vista delle vendite: è, infatti, il disco che "vende meno" in tutta la loro carriera.

Da ricordare senza dubbio "Any Fule Kno That", brano che verrà riproposto molto spesso dal vivo, "Don't Make Me Happy", uno slow blues potente, nel quale si inserisce il cantato struggente di Gillan, "'69", che presenta riff granitici di Morse incastrati perfettamente nelle ritmiche veloci di Paice; in questo disco, inoltre, è presente il remake di "Bloodsucker", con il nome di "Bludsucker", pressoché strutturalmente identico all'originale, fuorché le variazioni stilistiche di Morse. Consiglierei di ascoltare (o vedere) la versione di "69" di "Live in Montreaux Jazz Festival" del 2000.

Ci sono comunque da fare un paio di considerazioni: la band non si preoccupa più di tanto di esprimersi creativamente in nuove tracks, è precisamente n questo periodo che il fenomeno Deep Purple torna a farsi sentire attraverso esibizioni live incredibili, che attirano sempre più fan e consolidano l'amore dei "veterani".

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Riassunto del Bot

Abandon è il secondo album della formazione Mk VII di Deep Purple, pubblicato nel 1998 e considerato il meno venduto della loro carriera. Pur criticato, presenta alcune tracce degne di nota come "Any Fule Kno That" e "Don't Make Me Happy". La band si concentra più sulle esibizioni live che sul rinnovamento creativo in studio, mantenendo vivo l'interesse dei fan con concerti emozionanti.

Deep Purple

I Deep Purple sono una storica band britannica fondatrice dell’hard rock e pilastro della musica anni ‘70. Hanno rivoluzionato il linguaggio rock grazie a dischi seminali e una produzione live smisurata, influenzando generazioni di musicisti e ascoltatori.
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