Copertina di Deep Purple Live @ Palalido, Milano - 02/03/2006
gbrunoro

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Per appassionati di musica rock classica, fan di deep purple, amanti dei concerti live e nostalgici del rock vintage
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LA RECENSIONE

Mi aspettavo un concerto un po' così, di quelli che vai a vedere anche se sai che potevi stare tranquillamente a casa. Insomma, pur essendo un malato di Deep Purple (& the family), non ci speravo troppo: ormai hanno la loro bella età, chissà se nonno Ian ci arriverà con la voce, ecc. ecc. E il concerto inizia. Si parte anche bene, con Pictures Of Home, però. . . però. . . insomma, c'è qualcosa che non va. Si, tutto bello per carità (deve dire che dal punto di vista della scenografia è stato il miglior concerto dei Purple a cui ho assistito), però mancava qualcosina. C'era sempre quel però di troppo. Poi l'atmosfera si è scaldata, la musica ha iniziato ad entrarmi dentro, l'espressione sulla faccia della gente un po' alla volta è cambiata, finchè quei 5 nonnetti sul palco hanno fatto il miracolo: sono letteralmente esploso con Lazy e Highway Star (e con me tutto il Palalido), per crollare esausto alla fine del concerto con Black Night (tra parentesi: finalmente Living Wreck!). Cazzo che classe! C'è poco da fare, vedere gente che dopo tutti questi anni suona e si diverte alla grande è a dir poco fantastico. E infatti l'atmosfera che si respirava era di vera e propria felicità (mista a libidine per la qualità della musica). Veramente non saprei cosa aggiungere, se non che Ian Gillan dopo tutti questi anni, pur con tutti i limiti di una voce che non è più quella di una volta, ha un carisma e una classe irraggiungibili. Per non parlare del suo timbro, che è cambiato, diventando più caldo e ancora più coinvolgente. Impressionante (come al solito) Steve Morse: non ci sono davvero parole per descrivere la sensibilità e la musicalità che è riuscito ad esprimere con le sue Music Mann. Ma è inutile citare i singoli, i Deep Purple si sono confermati ancora una volta come la miglior live band degli ultimi 40 anni: che invidia vederli lì a smanettare e a divertirsi come ragazzini! E poi non c'è un cazzo da fare: sarà banale, vecchio e ritrito, ma che divertente gridare a squarciagola come dei coglioni "smoooooc on the uoter! en faier in de scai!"

P. S. Ecco la scaletta completa per tutti i precisini: - Pictures Of Home- Living Wreck (ancora più psicadelica che nel '71!)- Rapture Of The Deep- Wrong Man- Mary Long- Contact Lost / Steve Morse solo (tutti in silenzio a godere)- Don Airey Solo (Con citazioni da Mr. Crowley, La donna è mobile e la Imperial March di Star Wars)- Kiss Tomorrow Goodbye- Lazy (da qui in poi sono entrato ufficialmente in trance mistica)- Highway Star- Perfect Strangers- Smoke on the water- Space Trucking- Before time began- Ted the mechanicBis (o encores che dir si voglia): - Hush- Black Night

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Riassunto del Bot

La recensione racconta il concerto dei Deep Purple al Palalido di Milano nel 2006, evidenziando inizialmente qualche dubbio ma soprattutto l'emozione crescente durante la serata. Il carisma di Ian Gillan, la sensibilità di Steve Morse e la qualità della performance hanno coinvolto il pubblico, confermando la band come una delle migliori live band in circolazione. Un'esperienza ricca di energia e divertimento che unisce emozione e classe.

Deep Purple

I Deep Purple sono una storica band britannica fondatrice dell’hard rock e pilastro della musica anni ‘70. Hanno rivoluzionato il linguaggio rock grazie a dischi seminali e una produzione live smisurata, influenzando generazioni di musicisti e ascoltatori.
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